Il Parco degli Eroi Comuni.

Di statue e di memoriali di grandi e famosi eroi ce ne sono tante. Quante città in Italia non hanno una statua a Garibaldi, quante città della Gran Bretagna non hanno almeno una alla Regina Vittoria?

La maggior parte, però, degli eroi – quelli che non esitano di sacrificarsi la propria vita per salvare quella dei loro compagni – non hanno alcuna statua o lapide per ricordarli. E’ vero che, di recente, questi valorosi sono stati sempre più riconosciuti. Lucca ha il suo memoriale a Don Aldo Mei, parroco di Fiano, arrestato dai tedeschi il 2 agosto 1944 e barbaramente fucilato presso le mura di Lucca dopo essere stato costretto a scavarsi la propria tomba.

Dal 2005 Bagni Di Lucca ha la sua statua dedicata a Salvo d’Acquisto e, includendo i nostri amici a quattro zampe, il cane Diesel, ucciso da islamisti a Parigi nel 2015, ha la sua statua nel parco presso il ponte tibetano di Vagli di sotto.

Già nel diciannovesimo secolo il grande artista e scultore Inglese George Frederick Watts pensò che, con tutte le nobili statue dei grandi dell’Impero, mancassero proprio i ricordi agli eroi di gente ‘comune’ che, con i più insigni della nazione, avevano una qualità universale: quella di avere sacrificato la propria vita per gli altri. Com’è scritto nella Bibbia nel Vangelo secondo Giovanni, capitolo 15 verso 13.

Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.”

Postman’s Park è un parco nel centro di Londra, a breve distanza a nord della Cattedrale di St Paul. Si trova proprio al fianco della bella chiesa di Saint Botolph Aldersgate che ho descritto nel mio post precedente. ‘Postman’ significa postino e il piccolo, ma prezioso, parco è meta, nelle loro ore di pranzo, di gente che lavora nell’ufficio centrale della posta, e negli altri uffici che la circondano.

Ho visitato questo bel spazio due volte nell’ultimo mese, tanto mi piace. La prima volta, in condizioni quasi siberiane con lo stagno ornamentale congelato tanto che si temeva per i suoi pesciolini, (vivi per fortuna), ero in compagnia di un eccezionale Londinese di nome Joolz che conosce gli angoli più sperduti di Londra ed anche i pub più suggestivi della città più affascinante del mondo. Joolz ha girato dei video, ottime guide e veramente spiritosi, uno dei quali menziona proprio il ‘Postman’s park.’ Lo potete vedere qui:

 

Ecco qualche mia foto, in inverno e in primavera, del parco-giardino con accanto la chiesa di Saint Botolph Aldersgate descritta nel mio post precedente.

 

 

Nel 1900, il parco divenne il luogo del ’Memoriale per l’eroico sacrificio’ voluto proprio da George Frederick Watts – un memoriale per la gente comune che morì salvando la vita di altri e che altrimenti sarebbero stati dimenticati. Sotto una loggia nel parco e lungo il muro interno sono state messe piastrelle di ceramica che ricordano questi altri eroi.

Facciamo nota, con una piccola selezione delle piastrelle ivi situate, per quali ragioni questi ‘eroi comuni’ si trovano qui.

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Leigh Pitt. Operatore reprographico, anni 50, salvò dall’annegamento un ragazzo nel canale a Thamesmead (vicino a casa nostra…) ma tristemente fu incapace di salvare se stesso.

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George Stephen Funnell. Poliziotto. In un incendio salvò due vite ma, ritornando a salvare la barrista, perse la vita.

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Herbert Maconoghu. Scolaro da Wimbledon, anni 13, i genitori in India, perse la vita cercando in vano di salvare la vita a due compagni che furono annegati nel laghetto di Glovers.

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George Blencowe anni 16 salvo’ un amico dal fiume Lea ma rimmase annegato.

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David Selves supportò il suo compagno che stava annegando e mori’ fra le sue braccia nell’abisso.

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Ernest Benning, anni 22, caduto da una barca vicino al molo di Pimlico, prese un remo con una mano e supportò una donna con l’altro ma annego’ mentre lei fu messa a salvo.

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Thomas Simpson morì di esaurimento dopo avere salvato tante vite dal ghiaccio rotto dei laghetti di Highgate.

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Wiliam Fisher, anni 9, perse la vita a Rodney Road Walworth (Londra sud) mentre cercava di salvare il suo fratellino da essere stato investito.

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George Frederick Simonds entrò in una casa in fiamme per salvare una vecchia vedova e morì delle sue ustioni.

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Richard Harris, manovale, annegò cercando di salvare una povera ragazza che si era gettata nel canale a Globe Bridge, Peckham.

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Samuel Lowdell, barcaiolo, morì annegato mentre stava per prendere in salvo un ragazzo a Blackfriars. Aveva già salvato due altre vite.

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Edward Blake annegò mentre pattinava attraverso il ghiaccio del serbatoio di Welsh Harp nel tentare di salvare due ragazze sconosciute.

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William Freer Lucas rischiò il veleno per se stesso piuttosto che diminuire la possibilità di salvare la vita di un bambino, e così morì.

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Solomon Galaman morì delle sue ferite dopo avere salvato il suo fratellino dall’essere investito nel Commercial Street. ‘ Mamma l’ho salvato ma non potevo salvare me stesso.’

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William Goodrum, segnalatore, anni 60, perse la vita mentre stava salvando un operaio dalla morte sotto un treno che stava arrivando da Kew.

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Mary Rogers, hostess della nave ‘Stella’, si sacrificò dando ad un altra il suo salvagente e scendendo giù volontariamente con la nave che affondava.

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John Cranmer di Cambridge anni 23, commesso con il municipio di Londra, annegò vicino a Ostend mentre salvava la vita di un straniero e forestiero.

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Poliziotto Edward George Brown Greenoff salvò molte vite nella terribile esplosione a Silvertown.

(Mia nota – Silvertown, vicino alla stazione di North Woolwich, si trova sulla sponda opposta della nostra sul Tamigi. Lo scoppio fu dovuto all’esplosione di una fabbrica di munizioni che produceva esplosivi per l’esercito della Gran Bretagna impegnata nella Prima Guerra Mondiale. Esplosero circa 50 tonnellate di TNT uccidendo 73 persone e ferendone più di 400. La deflagrazione procurò seri danni agli edifici nell’area circostante. Questa fu probabilmente la più potente esplosione mai avvenuta in Gran Bretagna.

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Poliziotto Alfred Smith fu ucciso in un bombardamento aereo mentre salvava la vita di donne e di ragazze. 1917 (Mia nota: Londra fu anche bombardata dai tedeschi nella prima guerra con l’uso dei loro dirigibili Zeppelin).

***

E’ stato Joolz che mi ha fatto ricordare che la superdiva Julia Roberts ha girato parte del suo film ‘Closer’ del 2004 proprio nel Postman’s Park:

 

 

In più è il fatto che il nome dell’eroina del film è Alice Ayres. Non è forse una coincidenza che esiste proprio una lapide in memoria di Alice Ayres nel loggiato degli ‘eroi comuni’ del parco?

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Alice Ayres, figlia di un muratore, che con il suo condotto intrepido salvò tre bambini da una casa in fiamme al costo della propria giovane vita.

 

Finché esiste tra di noi il senso della fratellanza, e le sciagure non finiscono mai, ci saranno sempre ‘eroi comuni’ nel mondo per popolare loggiati su loggiati con le loro targhe in ricordo del loro sacrificio inestimabile.

 

Muti eroi:

il loro sacrificio

parla eterno.

 

 

 

 

2 thoughts on “Il Parco degli Eroi Comuni.

  1. Buongiorno, mi piacerebbe contattarla per chiedere il permesso di utilizzare in un libro una di queste sue foto. È possibile?

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