L’ultimo Re Inglese

Nel alto medievo inglese esistevano sessanta monasteri a Londra. La loro dissoluzione nel cinquecento dal re Enrico VIII coinvolse una distruzione che mi fa venire in mente le bellissime moschee che non si potranno più visitare in Siria.

Le ragioni per la distruzione non furono le furie della guerra però. I monasteri di Londra (e i dugento nell’intera isola) o sono interamente scomparsi, diventate cave per i lord per costruire i loro palazzi, o sono rimaste rovine – descritte in un sonetto di Shakespeare come ‘spogli archi in rovina dove, ameni, cantarano gli uccelli (cioè i monaci con i loro canti gregoriani).’

Altri monasteri, invece, hanno avuto la fortuna di essere trasformati interamente o in parte in cattedrali, come Westminster e Southwark, oppure in chiese parrocchiali.

Altri, in fine, sono stati rifondati o ricostruiti dopo l’emancipazione religiosa ridata ai cattolici nell’Ottocento, come Ealing Abbey, Feltham Abbey and St Dominic’s Priory.

Degli antichi monasteri londinesi ancora rimasti in piedi quello che mi attira di più è Waltham Abbey.

Oggi rimane solo un terzo di uno degli edifici religiosi più grandi del medioevo perché furono i parrocchiani a dire al re che i monaci li avevano dato il permesso di usare una parte della navata per la loro chiesa parrocchiale.

L’architettura è il romanico normanno pieno d’una forza massiccia che fa impressione.

Qui si sente proprio una terribilita’ che ha più di mille anni e che risale ad un epoca alquanto paurosa. Basta guardare i pilastri con i loro profondi galloni scavati con l’ascia di battaglia.

Infatti è qui che venne sepolto l’ultimo vero re inglese Aroldo, ucciso con una freccia all’occhio nella battaglia di Hastings nel 1066. Ecco la sua tomba sempre sparsa con qualche fiore dagli anglo-sassoni consapevoli che oggi la monarchia ‘inglese’ non è composta che di sangue francese, olandese, tedesco, e, quest’anno, anche di quello americano.

Tra le maraviglie di Waltham Abbey si trovano belle tombe dipinte (ma i figli rappresentati saranno anche loro morti in gioventù?)

Thomas Tallis, il padre della musica ecclesiastica inglese, fu qui organista:


In più è rimasto uno dei tre superstiti dipinti medioevali dell’ultimo giudizio, chiamati ‘doom paintings’. Paradiso e inferno è un tema che, come si sa, trova la sua apoteosi dell’affresco sistino di Michelangelo.


L’abbazia è coperta da un soffitto astrologico dove ogni simbolo ha il suo significato religioso.

Il mio segno di Leone, per esempio, rappresenta la creazione del sole e della vita terrestre. In più, la coltivazione del grano, il taglio del quale significa la morte in attesa della rinascita e la raccolta del buon seme per fare il pane che rappresenta il corpo di Cristo.

I due pesci, segno di mia moglie, invece, rappresentano la nascita di Cristo (icthys) e la sua doppia natura, uomo e Dio. È la via e la vita, la conclusione del viaggio dell’uomo a Dio. Alla fine dello zodiaco e dell’anno comincia uno nuovo. Un seme novello viene piantato pronto per la futura raccolta.


Rammentiamo anche che esistono tali soffitti astrologichi nella cattedrale di Peterborough per poi non dimenticare il magnifico pavimento astrologico di San Miniato al Monte a Firenze.

Waltham Abbey si trova in un grazioso centro che sembra la quintessenza di un borgo inglese con le sue vecchie case a gratticcio e diviso in due parti dal Meridiano.

Nel centro abbiamo fatto un pranzo in una locanda che vende il tipico piatto inglese di eel, pie, mash and liquor; cioè anguille, purè, pasticcio di carne (manzo e montone), e salsa fatta di prezzemolo. Il dessert era una torta di ciliegia nascosta sotto custard, una tipica crema pasticcera inglese. Non sono goloso di anguille; però vi posso dire che questo posto mi ha trasportato indietro ai tempi dickensiani e la tipica cucina vittoriana inglese quando mangiare bene non voleva dire trovare un ristorante italiano! Infatti vengono qui a mangiare David Beckham e la sua famiglia ricercando i gusti della sua infanzia.

 

Abbiamo ripreso la metropolitana a Loughton che ha una slanciata stazione del 1940 col suo grande arco, ripieno di vetro dell’architetto John Murray Easton, e le sue stupende tettoie di piattaforma a forma di ala di gabbiano.

 

Come la grandiosa abbazia di Waltham, l’architettura moderna può solo considerarsi buona e degna di esistere se colpisce l’occhio con la sua linea ed il coraggio di un linguaggio perfettamente adatto all’uso del edificio.

 

 

Tra prati verdi

riposa l’ultimo re

di sangue inglese.

1 thought on “L’ultimo Re Inglese

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