La Piaga Del Plagio nel Mondo Della Musica

Il plagio, cioè l’appropriazione da un ‘ladro artistico’ di materiale creativo che è proprietà per diritto di un altro autore, è particolarmente diffuso nella musica. Infatti, costituisce sovente una situazione essenziale nella creatività del compositore. Dall’età medioevale al barocco, all’era classica e, specialmente nella musica contemporanea, grandi musicisti come Palestrina, Mozart, Beethoven, Puccini, e Berio hanno tutti plagiato.

Handel Plagiarism

Dobbiamo distinguere, però, tra le varie categorie di plagio. Prima, c’è il plagio ‘legale’, meglio descritto come ‘prestito creativo’, ammesso per tradizione e forma musicale come, tipicamente, nelle variazioni su un tema di un altro compositore: per esempio, le variazioni di Brahms su un tema di Haydn, oppure le ‘partite’ su un motivo entrato nella tradizione, come ‘La Follia’, impiegata da una moltitudine di musicisti incluso il nostro Lucchese Geminiani, e perfino da Rachmaninov (che, però, lo attribuì ad Arcangelo Corelli).

Un altro prestito creativo è quando un compositore adatta dalle proprie composizioni, forse per ragioni di mancanza di tempo o forse perché un suo brano può essere estratto e usato in una nuova composizione. Bach e Haendel sono tra i più noti ‘auto-imprestatori creativi’.  Per esempio, Bach utilizza il primo tempo del suo terzo concerto Brandenburghese per la sinfonia che inizia la cantata di Pentecoste Ich liebe den Höchsten von ganzem Gemüte (BWV 174), con l’aggiunta, però, di due oboi, un oboe alto (detto ‘taille’), corna e un fagotto congiunto al continuo.

In questo rispetto Giacomo Puccini usufruì di certe sue composizioni nelle sue grandi opere liriche. Per esempio, alcuni temi del quartetto ‘I Crisantemi’ ritornano nell’ultimo atto della ‘Manon Lescaut’; la parte centrale del brano che completò gli studi Milanesi, il ‘Capriccio sinfonico’ del 1883, è usata all’inizio della  ‘Bohème’, composta tredici anni più tardi.

Potrei citare parecchi altri esempi. Per esempio, la ‘Salve Regina’ viene riutilizzata nella ‘preghiera’ de ‘Le Ville’ e la ninna-nanna ‘Sogno d’or’ diventa un tema principale de ‘La Rondine’. Anche il ‘Benedictus’ della giovanile ‘Messa a quattro voci’ dona una frase per il minuetto nel secondo atto della ‘Manon Lescaut’.

Il vero plagio è quello ‘illegale’, cioè furto senza alcun riconoscimento. L’esempio più clamoroso è quello del Requiem di Mozart, commissionato dal conte Walsegg per la morte della moglie, ma che il conte volle far passare per una sua creazione!

Anche Puccini ‘rubò’ (e non parlo della leggenda delle canne d’organo per soddisfare il suo vizio da giovane fumatore…) ma qui si devono considerare plagi permessi per contribuire all’ambiente operistico; per esempio i temi giapponesi nella ‘Madama Butterfly’, quelli americani nella ‘Fanciulla’ e la conosciutissima melodia cinese ‘Mo-Li-Hua’ che appare in varie forme (con altre otto melodie cinesi) nell’ultima opera del maestro, ‘Turandot’. Un plagio difficilmente accettabile però, poiché è anche un furto che diminuisce l’impatto della musica, occorre nella ‘Tosca’ quando il terzetto ‘l’alba vindice appar’ è stato trafugato dal fratello Michele, morto a Rio de Janeiro di febbre gialla nove anni prima.

I casi più difficili del plagio sono quelli in bilico tra la legalità e l’illegalità. Per esempio, ha veramente rubato una melodia, il compositore oppure è semplicemente un caso di criptomnesia?  Questo sindrome mentale accade quando una memoria dimenticata torna senza essere riconosciuta come tale dal soggetto, che crede che sia qualcosa di nuovo e originale.

La criptomnesia ha colpito in maniera particolarmente tragica Robert Schumann, che, nelle sue ultime variazioni, usò un tema che pensò fosse donato da un angelo ma che, invece, l’aveva composto lui. Poco dopo è stato messo in una struttura vicino a Bonn che ho visitato (come visitatore, e non come paziente, vorrei aggiungere!) Gli ammiratori di questo grande compositore potrebbero dire che, metaforicamente, il concetto è vero poiché così tanta della musica di Schumann è angelica.

La criptomnesia è anche un’inconsapevolezza che un tema usato da un compositore è molto simile a un tema di un altro compositore. Insomma, non esiste un numero infinito di note musicali e, sebben le loro combinazioni possano essere quasi infinite, certe coincidenze devono, per forza, capitare. Per capovolgere la battuta di un comico inglese che fece una bischerata del concerto per pianoforte di Grieg: ‘ho suonato tutte le note giuste ma non necessariamente nello stesso ordine.’ Noi tutti abbiamo sentito una melodia che ci ha fatto ricordare di un’altra, specialmente nel mondo della musica leggera. Per dare un esempio, ‘My sweet Lord’ di George Harrison è molto simile alla canzone ‘He’s so fine’ dei Chiffons.

Un caso che, per me, forse oltrepassa la criptomnesia è la canzone ‘Ballata dell’amore perduto’ di Fabrizio de André che plagia due terzi delle sue frasi dall’adagio del concerto in Re maggiore per tromba, archi e continuo di Georg Philipp Telemann. Quando scrisse questa canzone De André doveva conoscere il concerto ma ‘imprestò’ Telemann in un’epoca quando la musica barocca non era così conosciuta come oggi. Beh, almeno sono belle le parole e commovente la sua voce. Una coincidenza che mi attira a questa conoscenza è che il brano di Telemann è suonato da un altro André, il grande trombettista Maurice André, in un’incisione della stessa epoca, anni sessanta.

Il plagio della musica classica per comporre canzoni leggere è endemico. Basta fare un confronto fra la canzone ‘A Groovy Kind of Love”  e il rondò della Sonatina in sol op. 36 no. 5 di Muzio Clementi.

Per non parlare poi di ‘Kismet’ e Borodin!

In questo secolo c’è stato un caso assolutamente scandaloso coinvolgendo due compositori lirici che hanno avuto enorme successo: Puccini con le sue opere e Andrew Lloyd-Webber con i suoi musical. In particolare, a causa delle somiglianze tra la canzone ‘Music of the Night’ del musical ‘The Phantom of the Opera’, di Lloyd-Webber e una melodia ‘quello che tacete’, ricorrente nell’opera ‘La Fanciulla del West’ di Giacomo Puccini. Gli eredi di Puccini, in particolare la nipote Simonetta Puccini, tristemente scomparsa il dicembre scorso, avevano intentato una causa contro Webber, accusandolo di plagio. Un accordo è poi stato risolto in via stragiudiziale e i dettagli non sono mai stati resi noti al pubblico. Data l’immensa ricchezza di Andrew Lloyd-Webber, penso che non sia stata una somma trascurabile e che abbia aiutato a restaurare la villa di Massaciuccoli del sommo maestro Lucchese.

Infine, dovrei menzionare Luciano Berio che è forse il plagiario più creativo della musica contemporanea. Il suo capolavoro, la Sinfonia del 1969, contiene brani di Mahler, Ravel, Debussy, Stravinsky, Berg, Brahms, Boulez, Schoenberg, Hindemith, Berlioz, Richard Strauss, J. S. Bach, Stockhausen, e Webern, ricreati, ovviamente in una vasta tessitura sonora caleidoscopica. Ritornando a Puccini, ricordiamo l’originalissimo completamento di Berio della ‘Turandot’, così diverso dalla consueta andatura trionfale Alfanica nella versione che solitamente si ascolta.

 

 

5 thoughts on “La Piaga Del Plagio nel Mondo Della Musica

  1. Very true but I wonder if these musicians simply forgot to acknowledge their source material or was it just a question of lifting whole chunks of music to make it their own it is certainly difficult to make a judgement in the matter. This kind of thing happens in art too not to mention fashion architecture and literature. Nowadays with computers idea is generated and it can be copied or plagerised around the world in a matter of nano seconds. At least the pace of this kind of matter was a lot slower in the last two centuries. As the saying goes there is nothing new u dear the sun.

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