La Galleria d’Arte della mia Scuola ed il suo Architetto

Dovrei ancora menzionare altri due musei, associati a personaggi famosi, che abbiamo visitato a Londra il mese scorso. La prima è la casa di Sir John Soane (o piuttosto le tre case che ha messo insieme in un unico grande studio a Lincoln’s Inn fields). Soane, (1753-1837), appartiene a quella classe di architetti che sposano lo stile neoclassico della fine del XVIII secolo con l’inizio della prima ondata del neo-gotico chiamata ‘gothick’ (e non il più tardi ‘gothic’). Tuttavia, Soane è molto più originale che qualsiasi forma di eclettismo e potrebbe essere paragonato favorevolmente con l’architetto francese Boullée e l’italiano dalle nostre parti intorno a Lucca, Lorenzo Nottolini.

Il più incantevole monumento del genio appassionatamente originale di Soane è la sua straordinaria casa di citta che racchiude gli ambienti più diversi, dalla sala da colazione a cupola, al magnifico sarcofago in alabastro del re Seti I, scoperto da Belzoni, (che riposa non solo in maestà ma in mistero poiché nessuno può ancora decifrare i suoi geroglifici con certezza), alla lugubre oscurità della ‘biblioteca del Monaco in stile gothick e gli specchi che ingannano con prospettive strane ed espandono lo spazio. Questa è sicuramente una delle case degli architetti più straordinari sul pianeta e comprende tutte quelle caratteristiche che Soane ha introdotto nei suoi edifici pubblici e nelle sue grandiose dimore.

A Londra è ancora possibile visitare la sua casa di campagna, Pittshanger, ora nel sobborgo di Ealing. Sfortunatamente, il più grande successo di Soane la banca d’Inghilterra, con le sue nobili sale interne piranesiane, fu completamente distrutto dalla ricostruzione di Baker nel XX secolo e solo l’esterno del pian terreno continuato senza finestre dà una piccola idea del suo aspetto originale.

Due principali caratteristiche di Soane, l’illuminazione dall’alto e il caratteristico arco segmentato poco profondo, sono diventati elementi importanti della migliore architettura moderna.

L’arco segmentato è, ovviamente, un’ispirazione del tetto dell’iconica cabina telefonica rossa di Londra, i pochi rimasti dei quali sono ora monumenti protetti dello stato grazie a un compagno di scuola, il critico e scrittore sull’architettura, Gavin Stamp, purtroppo decesso alla fine del 2017. (Per sapere di più di Gavin e la sua tragica morte vedere il mio post a https://longoio3.com/2018/01/07/a-great-architectural-historian-lost-to-us/)

L’illuminazione dall’alto, che Soane ha apprezzato degli edifici più spettacolari di Roma (tra cui, naturalmente, il Pantheon, la sua struttura preferita di tutti i tempi, e anche alcune delle statue barocche scenografiche della città, come l’estasi di Santa Teresa di Bernini a Santa Maria della Vittoria) è diventato una caratteristica regolare delle gallerie d’arte dove lo spazio delle pareti è prezioso e l’illuminazione dall’alto è in grado di visualizzare i valori cromatici dei quadri nel modo più verace.

In effetti, il piccolo capolavoro di Soane, la Dulwich Gallery, costruita nel 1811-14 per contenere un lascito di dipinti donati alla mia vecchia scuola, è un perfetto compendio in miniatura della maggior parte dei motivi e delle idee di questo grande architetto. È anche la prima galleria d’arte appositamente costruita al mondo e costituisce la gemma più affascinante nella corona delle gallerie londinesi. L’edificio è d’ispirazione neo-classica con tocchi decorativi greci e proporzioni vitruviane. Le immagini sono illuminate dai lucernari, come l’attiguo mausoleo del benefattore Desenfans che donò i quadri alla mia scuola (in origine dovevano far parte della collezione del re di Polonia il cui paese venne purtroppo diviso in tre parti tra la Prussia, l’Austria-Ungheria e la Russia prima che potesse riceverli) contenente i caratteristici archi e la scarsa luce religiosa (in questo caso un bel giallo ambrato) che ha sempre avuto un forte effetto emotivo su di me.

La galleria è ricchissima di bellissime opere. In particolare sono da notare i pittori fiamminghi e olandesi, i Poussin, i tre Rembrandt e due piccoli Raffaelli.

Sono anche inclusi i ritratti, dipinti da Gainsborough, della famiglia Linley. Il soggetto di uno di loro, Thomas Linley, il “Mozart inglese”, morto purtroppo a soli ventidue anni, annegato in un incidente in barca, ma non senza aver già composto alcuni capolavori, costituì la base del mio discorso all’università della Terza Eta’ a Bagni di Lucca nel 2015.

Questa mia poesia descrive certi di questi quadri.

 

INGRESSO OVEST: PARCO DI DULWICH

 

Tre cancelli di ferro concludono il giorno

e i prati sono lasciati soli

alle anatre del crepuscolo e agli uccelli di passaggio

ed ai pensieri che restano sconosciuti.

 

Fasce verdi baciano l’infiammata luce autunnale

e specchiano anni nudi

mentre segnali indicando il villaggio piangono

lacrime di fontana di nuova era glaciale.

 

Sulla pendice della montagna sacra

il Dio succhia sui suoi capezzoli;

Amaltea si desta, orgogliosamente cornuta,

mentre api ronzano in giro alle loro dolcezze.

 

Sul vespro del parco la casa rossa rivela

il suo salotto svuotato

con i suoni congelati di passati mezzo sentiti

e l’indebolita fioritura delle rose .

 

Nelle taverne dalla pareti brune

fumo di pipa d’argilla abbraccia i seni ansanti

mentre sanguigne ragazze di campagna dai fianchi larghi

prendono in considerazione richieste sornione.

 

La strada di sera si snoda per fronde selvatiche,

colonne declinanti e tombe di pietra

mentre drappeggi dispiegano le dita dei piedi

contro i profumi della notte.

 

E potrei salire come la luna crescente

su questa scena dipinta;

riflettere nei cristalli della mente

su ciò che non è mai stato?

 ***

Oltre al lascito la galleria accoglie mostre. Per esempio, c’è stata una bellissima su Escher che ho descritto a:

https://longoio2.wordpress.com/2015/12/20/extraordinary-escher/

Durante la nostra recente visita c’era una mostra sul spagnolo tenebrista secentesco Jusepe de Ribera che si stabilì in Italia. Intitolata ‘l’arte della violenza’, confronta i martirii più atroci, per esempio la scorificazione di San Bartolomeo, con le tipiche torture e pene giudiziarie del seicento come lo strappado, il rogo e la decapitazione.

Certo, Ribera è un grande maestro del chiaroscuro ma, in una maniera simile a quella sensazione descritta da Goethe nel suo ‘Viaggio in Italia’, penso che il virtuosismo del pittore potesse anche essere applicato a soggetti meno disgustosi. D’altra parte,. la violenza rimarrà, tristemente, sempre con noi cosiddetti umani – dal tempo più antico, ai martirii dei cristiani, alla guerra dei trent’anni, alla grande guerra, e, paurosamente sul pavimento davanti a casa nostra, se non in certi casi allucinanti, dentro la propria casa.

La casa di Sir John Soane, che l’architetto intendeva come museo aperto gratis al pubblico, è anche una galleria d’arte e contiene la sequenza di dipinti di Hogarth, “The Rake’s Progress” (‘Il progresso del libertino’). Ispirando l’opera di Stravinskij, i dipinti hanno ancora più rilevanza nell’era ultra-materialista di oggi, dove la futile ricerca di mammone conduce così spesso se non al manicomio (quelli rimasti a Londra ora trasformati in idonee residenze di lusso per questi inseguitori quando è stato considerato inadatto ospitare internati nelle grandi istituzioni), poi il suicidio o addirittura l’assassinio.

Tutto sommato, questo è sempre per me uno dei musei-casa più affascinanti che abbia mai visto.

Ecco un pensiero sulla casa di Sir John Soane contribuito da Alexandra Pettitt, mia moglie.

“Diversi anni fa vidi un film meraviglioso su Sir John Soane e sono rimasto semplicemente affascinato e non ci siamo mai voltati indietro poiché abbiamo fatto diverse visite a questa sua meravigliosa e avvincente proprietà, che è una vera gemma nel cuore di Londra per artisti, architetti, progettista, collezionisti e chiunque abbia il minimo interesse per le meravigliose collezioni d’arte.”

 

 

 

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