Le nostre esplorazioni delle chiese della City di Londra e i concerti dell’ora di pranzo che accolgono ci hanno portato quest’ultima settimana a tre luoghi mai visitati.
La prima è Saint-Mary-at-Hill nella parte orientale della City.
E’ una chiesa parrocchiale anglicana nel quartiere di Billingsgate, nella città di Londra e si trova su Lovat Lane, una strada acciottolata al largo di Eastcheap. Fondata nel dodicesimo secolo fu gravemente danneggiata nel grande incendio di Londra nel 1666. Ricostruita dal grande architetto Wren fu modificata nel diciottesimo secolo.
La graziosa chiesa è posta tra alcune delle più antiche viuzze della città. Camminando per questa via si ha l’impressione di essere in un altro secolo, lontano dalla vita mondana frenetica della City degli affari.

Il grande compositore Thomas Tallis fu organista qui tra 1538 e il 1539 e la chiesa rimane un luogo frequentato per i suoi concerti.
Il concerto che abbiamo ascoltato presentava un unico brano, il quintetto di Dvorak che è tra i più grandi quintetti per pianoforte e archi (gli altri sono quelli di Schumann, Brahms ed Elgar) ed è sicuramente l’antidoto perfetto contro lo stress e l’infelicità che ci affligge nel logorio d’oggigiorno. E’ l’opera felice di un uomo felice e la sua felicità è stata trasmessa istantaneamente ai nostri cuori dall’esecuzione (molto felice) degli artisti.
La seconda chiesa è St Olave’s (dedicata a Saint Olaf, Re Norvegese) Church, Hart Street, situata all’angolo tra Hart Street e Seething Lane vicino alla stazione ferroviaria di Fenchurch Street.
Lo scrittore John Betjeman descrisse St Olave come “una chiesa di campagna nel mondo di Seething Lane” ed è veramente così! La chiesa è una delle più piccole della città ed è una delle poche medievali della città sfuggite al Grande Incendio di Londra del 1666.
St Olave ha un esterno modesto in stile gotico perpendicolare. Serba un macabro arco d’ingresso del 1658 al sagrato, decorato con tre teschi ghignanti.

Il romanziere Charles Dickens ne fu così preso da includerla nel suo libro ‘The Uncommercial Traveller’ ribattezzandola “St Ghastly Grim”. (‘San Spaventosa’).
L’interno è pressoché quadrato, con tre baie separate da colonne di pietra calcarea di Purbeck che sostengono archi a punta. Il tetto è una semplice struttura in rovere con sporgenze.
Tra gli arredi della chiesa ci sono alcuni significativi, come il monumento a Elizabeth Pepys, la moglie del noto scrittore di diario, Samuel, e il pulpito, opera di Grindling Gibbons.
Ambedue i Pepys sono sepolti in questa chiesa. Benché sia stato un po’ liberale con i suoi amoretti extra-matrimoniali, Samuel Pepys era devastato dalla morte, avvenuta a soli venti nove anni, della moglie, sposata a quattordici anni e morta senza figli.
La chiesa ha una bella cripta medioevale entrata da una scaletta ripida e una porta bassissima (attenti alla testa come non ho fatto io!).

La terza chiesa che si è visitata senza, però, assistere ad un concerto è quella di Saint Margaret Patten:

St Margaret Patten è situata a Eastcheap vicino al monumento al grande incendio del 1666 e risale al 1067, L’attuale chiesa fu costruita da Sir Christopher Wren nel 1687; è una delle poche chiese cittadine a essere sfuggita ai bombardmenti della seconda guerra mondiale e per questa ragione è veramente speciale.

A questo punto domanderete perché ci sono così tante chiese nella City e così pochi parrocchiani? Una volta, la gente abitava e lavorava nella City; oggi ci lavora solo. Come risolvere il problema delle chiese ridondanti? Farli ‘Guild churches’ – cioè, chiese associate ad un gruppo speciale. Nel 1954 Santa Margherita Pattens cessò di essere una chiesa parrocchiale e divenne una delle chiese ‘guild’ della corporazione della città, sotto la vita del Lord Cancelliere e sotto la giurisdizione del vescovo di Londra. Questa tipologia di chiesa ha un giorno feriale regolare, piuttosto che una congregazione domenicale, attinto principalmente da persone che lavorano negli uffici nelle vicinanze.
L’esterno di Saint Margaret è notevole per la sua guglia alta, la terza più alta di Wren e l’unica in stile medievale. Il suo interno è un semplice rettangolo con alcuni accessori insoliti – gli unici banchi a baldacchino di Londra, risalenti al diciasettesimo secolo.

Altre caratteristiche all’interno includono un banco di punizione scolpito con la testa del diavolo nel quale i trasgressori dovevano sedere durante il servizio in chiesa!
Il nome della chiesa è tradizionalmente derivato da ‘Pattens’, che sono scarpe con suola di legno, supportate su ferri che, come altrove, ai parrocchiani sarebbe stato chiesto di rimuovere entrando in chiesa.

Queste scarpe rialzate permettevano alle donne di camminare per le strade di Londra senza infangarsi. C’è un piccolo museo nel vestibolo con esempi di queste pattens che furono anche indossate dalla moglie dell’illustre mercante Lucchese Arnolfini nel celebre ritratto di Jan Van Eyck.

E la rovina?
La chiesa di Saint Dunstan (abate di Glastonbury nel nono secolo) fu gravemente danneggiata nel Blitz del 1941. La torre e il campanile di Wren sopravvissero all’impatto delle bombe ma del resto della chiesa restavano solo le pareti nord e sud. Si decise di non ricostruirla e, invece, di trasformare i suoi ruderi in un giardino pubblico offrendo ai lavoratori della City una bella oasi nell’ora di pranzo. E’ veramente uno dei più ameni giardinetti, anche nel tardo autunno:
E’ veramente incredibile che ci siano voluti anni per uno nato e cresciuto a Londra come me di scoprire ed entrare per la prima volta in queste chiese così emozionanti e così lontane dalla mondanità di Londra. Accomodarsi, meditare e ascoltare musica in uno di questi edifici è come mettersi in una capsula del tempo ed essere trasportati in altre epoche, luoghi lontani dalle stressanti preoccupazioni dell’epoca nostra.
Nelle rovine,
rimaste dalle bombe,
sbocciano i fiori.