La chiesa di Saint Mary Woolnoth è l’unica chiesa dell’architetto Nicholas Hawksmoor ubicata nella City – le altre si trovano tutte fuori all’est del centro di Londra.
Ho già scritto qualche cosa su questo architetto e le sue sei chiese straordinarie nella mia post a https://longoio3.com/2017/12/24/4376/ . Due settimane fa mi sono ritrovato nella chiesa di Saint Mary Woolnoth. Erano anni che non la visitavo.
Saint Mary Woolnoth, la terza sullo stesso luogo, fu innalzata dalla commissione per la costruzione di cinquanta chiese nuove ordinate dalla regina Anna (solo sedici poi furono realizzate) e così ha niente da fare con quelle chiese che erano riedificate dopo il grande incendio di Londra del 1666. I lavori iniziarono nel 1716 e la nuova chiesa fu aperta al culto nella Pasqua del 1727.
Nicholas Hawksmoor presentò uno dei suoi disegni più caratteristici e originali. Possedeva il vantaggio di avere un’area insolitamente aperta nella quale lavorare. La vecchia chiesa era stata circondata da negozi e case, come molte altre chiese della città, ma queste furono demolite assieme alla chiesa precedente. Hawksmoor è stato così in grado di sfruttare pienamente la parte anteriore del sito che non era più ostruita.
La chiesa risultante era una specie di dichiarazione architettonica da parte di Hawksmoor. La sua facciata insolitamente imponente, in stile barocco inglese, è dominata da due torrette sostenute da colonne dell’ordine corinzio, utilizzate in tutta la chiesa. Il lato ovest della facciata, di fronte a Lombard Street, ha recessi distintivi con un frontone incurvato in avanti che poggia su colonne oblique. Il bugnato sul primo piano esterno è particolarmente impressionante.
L’interno della chiesa è sorprendentemente spazioso, nonostante le sue dimensioni ridotte. La pianimetria è tipica ‘Hawksmoor’: un cubo all’interno di un altro cubo – un quadrato racchiuso da tre file di quattro colonne che sono poi racchiuse da un quadrato più ampio. L’interno è dominato da un baldacchino barocco, modellato su quello del Bernini nella Basilica di San Pietro a Roma.
E’ un peccato che le gallerie originali sui lati, costruite per accomodare un maggior numero di parrocchiani e anche per migliorare l’acustica, così importante in una chiesa protestante dove le prediche e gli inni formano la maggior parte del servizio liturgico, furono tolte nell’era vittoriana. La stessa cosa era successa a Christ Church Spitalfields ma fortunatamente sono state rimesse all’inizio del due mila.

(Christchurch Spitalfields come era prima del restauro delle gallerie)

(Christchurch Spitalfields dopo il restauro delle gallerie)
E’ quasi inconcepibile oggi che ambedue le chiese di Saint Woolnoth e Christchurch Spitalfields fossero quasi demolite negli anni vandalistici dei sessanta e settanta del secolo scorso. Sono tra le più belle gemme ecclesiastiche di Londra.
Sinceramente direi a tutti quelli che si trovano turisti a Londra di passare più tempo a visitare queste chicche di chiese invece di pagare un mucchio di danaro (e poi essere proibiti a fare delle foto) in sventurate imitazioni del gotico come Westminster Abbey e ancora più infelici imitazioni del rinascimento italiano come Saint Paul’s cathedral. (Forse esagero un poco, ma non troppo).
Castelli di Dio,
architetto dei sogni,
son le tue chiese.
I am enjoying your latest posts in Italian Francis.
Thanks Francesca. As a lot of my Italian friends want to know more about London but don’t know too much English I thought I would practise my Italian on them!
Dall’architetto Francesco Rondina: “le tue cronache sull’architettura hanno la raffinatezza e al tempo stesso la profondità introspettiva pari a quella dei grandi critici che mi hanno accompagnato negli studi e nella mia formazione, quali i Benevolo e gli Zevi …”