Una Palazzina Romana a Londra

Ci sono certi ruderi dell’età romana a Londra che si possono visitare soltanto col permesso speciale. Uno di questi è la magnifica casa di un ricco mercante che se la costruita sul lungo Tamigi. Annesse a questa casa, ci sono delle terme con un sistema d’ipocausto, con la quale la dimora era riscaldata dal sotto del pavimento.

Certo, qui non si parla di un’Ercolano, particolarmente perché di mosaici e pitture murale non ci sono tracce. E’ commovente, però, intuire che gli antichi romani, nel sovente lugubre clima delle isole britanniche, non volevano essere senza i loro confort mediterranei, e la presenza delle terme erano una di queste. (Più tardi, al tempo di Shakespeare, è raro se uno si faceva il bagno una volta l’anno – anche se diceva che non c’era bisogno di farlo!)

La casa l’abbiamo visitata tramite una scalinata che porta nel sottoterraneo di un ufficio davanti al vecchio mercato di pesci di Billingsgate – un sito appropriato poiché i romani amavano i pesci e la salsa fatta con codesti animali ittici. Chissà se il vecchio mercato di Billingsgate fu fondato dai romani?

L’entrata alla palazzina non è certo romantica come quelle a Pompei. Tuttavia la casa è grande quanto due campi da tennis e doveva essere veramente imponente. Qui potete vedere quello che rimane. E poi ci sono tante casse di reperti ancora da investigare.

Le ceramiche hanno mostrato che la casa fu eretta nel tardo secondo secolo e aveva un’ala nord e un’altra a est attorno a un cortile. Molto probabilmente c’era anche un’ala ovest ma nulla di ciò è sopravvissuto.

Nel terzo secolo è stato aggiunto un bagno nel cortile aperto nel mezzo del complesso. Aveva una stanza fredda, (frigidarium) una tiepida, (tepidarium) e una stanza calda (caldarium). L’intero complesso era in uso fino all’inizio del quinto secolo.

Diverse centinaia di monete della fine del quarto secolo sono state trovate negli scavi. Ciò è di particolare importanza giacché non si sa molto della fine della dominazione romana in Gran Bretagna e questa casa attesta un edificio di grandi dimensioni in uso fino all’inizio del quinto secolo. Tuttavia, la casa era probabilmente già in rovina entro l’anno 500. Una spilla anglosassone è stata trovata all’interno del materiale caduto dal tetto.

Che peccato! E pensare che si siano anche trovate delle anfore provenienti dalla Puglia e perfino dalla Palestina con olio vergine, un lusso che Londra si è solo permessa di avere con i suoi pasti negli ultimi trent’anni!

Le mie riflessioni su questa casa sono melancoliche. La vita quotidiana a Londinium era di un’alta civiltà che fu distrutta nelle così dette età oscure. Chissà se tra qualche millennio ci sarà qualche archeologo a riscoprire la strana cosiddetta ‘civiltà’ nella quale abitiamo ora? Chissà veramente…

Finisco con un’ impronta su una tegola della casa, al tempo ancora non cotta – quella di un gatto romano che ha deciso anche lui di fare parte della storia della grande città che è Londra:

 

Città di nubi:

un’ora nelle terme

li fa volar via!

 

 

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