Quando il grande Charlot (o, come gli inglesi lo riconoscono, ‘Charlie Chaplin’), ritornò a visitare i suoi luoghi natali a Walworth nella Londra del sud, vicino alla zona chiamata ‘Elephant and Castle’, non volle visitare un certo edificio. Era l’ospizio di mendicità, il ‘Lambeth Workhouse’, un posto temuto per le sue degradanti umiliazioni e dove la famiglia di Charlot fu intrattenuta per ben due volte prima che il bambino avesse nove anni di vita.
Il padre alcolico era quasi sempre assente da casa e, quando Charlot compì quattordici anni, la sua mamma fu ammessa nel manicomio di Cane Hill, (un luogo conosciuto da noi quando si visitava forse l’allievo più educato della nostra classe di scuola media, e dove morì a causa di una medicina datagli in errore.)
Intanto, il padre di Charlot morì di cirrosi del fegato poco dopo l’entrata della mamma in manicomio.
Tali furono le memorie traumatiche per il sommo artista di questo luogo triste.
Entrando nel mondo del teatro di varietà Charlot divenne membro della compagnia di Fred Karno, assieme a Stan Laurel (che poi si mise assieme con Oliver Hardy come ‘Stanlio e Olio’.)
La compagnia andò a far un tour in America e, già nel 1918, Chaplin era diventato il più famoso attore, direttore e regista comico del mondo.
Ora l’ospizio infame ospita il museo del cinema, fondato da due appassionati, Ronald Grant e Martin Humphries, nel 1986.
La collezione si concentra sul fenomeno sociale del cinema. Mi ricordo le lunghe file per vedere l’ultimo film, le collezioni di cartoline di famosi attori, i sedili ‘a due’ nell’ultima fila per i fidanzatini, le mascherine in elegante divisa che mostravano i nostri posti con le lampadine tascabili color rosso, i portaceneri con lo smog delle cigarette che imbruniva le mura della sala, i venditori di gelati e bibite con il vassoio appeso sul loro collo, il concessionario in splendido uniforme, e il club per ragazzi del cinema con spettacoli il sabato mattina (la scuola in Inghilterra è solo dal lunedì al venerdì).
Più di tutto mi ricordo del passato splendore dei cinema. Costruiti in festoso stile art deco mostravano un altro mondo fantasioso, pieno di bellezze soltanto sognate. Purtroppo così tanti cinema sono stati demoliti. Però ne esistono a Londra certi capolavori come questo di Tooting.
In Italia, a Firenze, l’Odeon vicino al Palazzo Strozzi dona una bellissima idea del cinema di una volta.

Tutto questo magico mondo di ‘cinema paradiso’ scomparve rapidamente con l’entrata del televisore nelle case degli inglesi. Nel mio caso, il babbo si è abbassato ad accettare una televisione (a noleggio) nel nostro salotto ma, allarmato dalla nostra fissazione sul piccolo schermo, dopo qualche settimana la restitui’ alla ditta di noleggio (Radio Rentals). Rispondendo, però, ai nostri piagnucoli, disse, ‘per ricompensa vi porterò al cinema ogni settimana’.
Più tardi ritornò l’infame televisore a casa, ma mi ricorderò sempre di quell’epoca d’oro di famiglia quando si usciva tutti insieme a vedere film come ‘The Sundowners’, ‘Cry for Happy’ e ‘The Greengage Summer’.
La collezione del museo è vasta e si può solo vedere una parte alla volta. Un portiere in splendida livrea ci ha accolto con una divertente introduzione e poi abbiamo visitato il museo.
Nella vecchia cappella del ‘workhouse’ abbiamo goduto un thè e biscotti.
La visita è finita quasi cinque ore dopo con un bel montage di film vecchi.
Insomma, per quelle ore eravamo incantati dalla magia del cinema come non ci è successo da molto tempo.
Sono sempre più dell’opinione che, vedendo il mondo com’è, la televisione danneggia la salute. Frequentero’ il cinema di più col suo grande inimitabile schermo e ritornerò a diventare bambino di nuovo!
Oh the good old days of the silent movies and the talkies. Going to the cinema that was a small luxury even then now more so with the prices of tickets more comfort more screen spectacular unbelievable films and yet… This is truly a fabulous Cinema Museum which transports you back into the good old days a sort of nostalgia trip down memory lane when life was a lot sweeter and simpler. Time just flew by we were there for over four hours and we could have stayed even longer there is really so much still to learn and appreciate about the earlier days of the film industry. Pathe News was my favourite no fake news to confuse people. We too were involved in saving a few cinemas the Odeon near the Woolwich roundabout which saved the projectionists bacon for a little while longer now a Church of New Wine Gospel so it is still very much alive with the sound of music! The other was the Odeon Eltham which lasted a lot less time. We can now of cours view films in the comfort of our own homes via tv or large screens even DVDs mobile phones but the magic of an outing to the cinema the queues the man with his spoon tapping abilities entertaining the public wondering and hoping that we’d all manage to fit in that particular chosen performance time else it was a further delay or homeward bound till another day. The cartoons showing at various cinemas especially Victoria and once even at London Heathrow Airport those were the days! The little cinema in the museum has club events for fans of Buster Keaton Oliver and Hardy and of course Charlie Chaplin a large library with also books on sale tea coffee soft drinks and biscuits are all part of the tour and most welcome. Do visit if you are interested in learning more about the Cinema and Cinema history.
Thankyou so much for your very evocative comment. The Victoria station cartoon cinema was the last to close, Opened in art devo style in 1932, it was closed as late as 1980 and sadly demoloshed. I used to go to it quite often (also with you) especially when working for the London Tourist Board in the same station.
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