Il Castello del Conte di Arundel

Uno dei più grandi paradossi della nazione paradossale del Regno Unito è che il cugino della regina, il Conte di Arundel, duca di Norfolk e primo Lord della Regina – che è capo della Chiesa protestante Anglicana – è cattolico e lo è sempre rimasto anche dopo il grande schisma del Re Enrico Ottavo che, con Lutero, divise L’Europa nei due campi opposti: protestanti e cattolici.

Questa situazione dei Cattolici inglesi, opposti alla fondazione della ‘Church of England’, creò gravi problemi, anche se si era un potente nobile. Infatti, Philip Howard, il ventesimo conte di Arundel, fu imprigionato a vita nella Torre di Londra, quasi decapitato e morì con solo il suo cane per tenerlo compagnia. Fu fatto Santo da Papa Paolo VI nel 1970 e divenne uno dei ‘quaranta martiri dell’Inghilterra e del Galles’.

Il santuario di Saint Philip, col suo fedele compagno a quattro  zampe, si può vedere nella magnifica cattedrale di stile ‘flamboyante’ di Arundel.

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Inoltre, il Conte di Arundel possiede anche il titolo di Duca di Norfolk, e, come ‘Earl Marshall’ si occupa di tutte le cerimonie imponenti del sovrano: dalla sua incoronazione, alla sua morte e dai matrimoni ai battesimi e l’inaugurazione del nuovo parlamento.

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(I figli del Duca in attesa di Sua Maestà all’inaugurazione del Parlamento)

La ridente cittadina di Arundel si trova presso le gentili pendici dei South Downs, che riflettano, con la loro geologia di gesso, le North Downs al sud di Londra. Arundel è piena di caratteristiche case antiche a graticcio, cioè con strutture fatte di travi di legno. La ‘High Street’ ha seducenti negozi, specialmente quelli di antichità e librerie. Fu al ‘House on the Hill’ in questa via che abitarono i novelli sposi Dino e Elia, genitori di mia moglie Alexandra.  Andavano a prendere il latte alla latteria del castello che possedeva a quel tempo una mandria di mucche.

 

E’ il castello, però, che domina Arundel, in una maniera spettacolare. La dimora del duca di Norfolk (del quale i Verdiani ricorderanno che Falstaff, ora vecchio e obeso, fu una volta paggio:

Quand’ero paggio
Del Duca di Norfolk ero sottile,
Ero un miraggio
Vago, leggero, gentile, gentile.
Quello era il tempo
Del mio verde Aprile,
Quello era il tempo
Del mio lieto Maggio,
Tant’ero smilzo, flessibile e snello
Che avrei guizzato attraverso un anello.
)

Assume il castello, con le sue massicce torri e gli imponenti muraglioni, possesso del paese in una maniera che ho visto raramente negli altri ‘città castello’ inglesi. (Forse Carnarvon e Conway nel Galles si avvicinano a questa imperiosità).

 

La nostra mattina fu passata nell’esplorazione del castello. Prima ci siamo avviati nella parte più antica, il mastio, che risale al secolo undicesimo. Infatti, il castello fu fondato il giorno di Natale del 1067 da Roger di Montgomery, il primo conte di Arundel.

Il mastio ha panorami mozzafiato su l’idillica campagna della contea di Sussex e sull’incantevole borgo di Arundel.

 

Nella 1643, durante la guerra civile inglese, il castello fu assediato per diciotto giorni e molto danneggiato. Fu l’unica volta che fu messo alla prova.

 

Cominciando dal secolo XVIII, i conti di Arundel iniziarono a restaurare la loro dimora prodigiosamente tale che quando la regina Vittoria fece visita nel 1846 scrisse nel suo diario che un castello cosi bello non l’aveva mai visto.

Il castello possiede la sua cappella.

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Una grande sala per ricevimenti:

 

Una squisita biblioteca:

 

Delle camere carine per gli ospiti:

 

Il gabinetto usato dalla regina Vittoria:

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Il salotto per i banchetti:

 

E molte altri vani prelibati:

 

Mi sento quasi un ‘castellano’ nel numero dei castelli che ho visitato. Questo di Arundel, rimane, uno dei più magnifici e monumentali nel Regno Unito che abbia mai visto ed è tenuto a perfezione poichè rimane sempre la casa principale del conte e della sua famiglia.

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(Il Conte di Arundel in visita a San Giovanni Paolo II)

Per parlare, in seguito, dei castelli francesi, quelli tedeschi, quelli giapponesi e, specialmente, quelli italiani – ognuno ha le sue caratteristiche, i suoi tesori, i suoi angoli emozionanti. Forse il più bel castello che si possa visitare è quello che si costruisce nell’immaginazione, che è fatto di pane pepato, che trattiene una bella damigella con i capelli lunghissimi in una torretta e che vola sulle nubi.

 

Nei nostri sogni

castelli della mente

aprono soglie.

 

 

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