C’era un tempo, prima di questo dannato Brexit, quando il governo del Regno Unito era ben più accogliente ai suoi vicini sul continente d’Europa. Con l’arrivo del nazismo, la crescita dell’antisemitismo e l’annessione dell’Austria dalla Germania nel 1938, la vita di uno dei grandi nello scorso secolo, Sigmund Freud, il fondatore della psicoanalisi, era in grave pericolo. Già nel 1933 i suoi libri furono pubblicamente bruciati e, negli anni seguenti, emigrò la maggior parte della comunità psicoanalista ebrea.

Nel 1938, con l’aiuto di amici e il pagamento di una ‘tassa’ al terzo reich, Freud e la sua famiglia riuscirono a fuggire da una Vienna sempre più violenta a una Londra aperta al suo pensiero e le sue opere. Fino alla sua morte l’anno successivo, Freud visse in questa casa, costruita nel 1920 e vicina alla stazione underground di Finchley Road.
Gli ultimi giorni di Freud, sebbene avesse in forma avanzata il cancro al palato (era un grande fumatore di sigari), sono stati passati serenamente. Disse che la sua nuova dimora londinese era molto più confortevole dell’appartamento a Vienna. Scrisse il suo grande libro su Mosè e il monoteismo e fu visitato da molti amici e ammiratori, incluso Salvador Dali, che gli fece un ritratto.

In più, continuo’ la sua pratica con i pazienti.
La casa è rimasta tale quale era al tempo della morte e, nel 1982, la figlia Anna, anche lei psicoanalista, la aprì come museo.
Il ‘Sanctum Sanctorum’ nel pian terreno contiene il famoso sofà, dove i pazienti di Freud, in libera associazione d’idee e di pensieri, svuotarono la loro psiche all’orecchio dell’esperto dottore che rimase seduto, fuori della loro vista, sulla poltroncina verde a sinistra.
Qui si trova lo studio di Freud con la sua magnifica collezione di reperti archeologici provenienti dall’antica Grecia e Roma, l’India e (il suo preferito) l’Egitto dei faraoni.
Freud disse che la psicoanalisi era analoga al lavoro dell’archeologo: come l’archeologo ricostruisce la plausibile forma di un vaso dai cocci trovati, così lo psicoanalista ricostruisce l’origine della psicosi del paziente dai frammenti della memoria e dei sogni che scoperchia.
In più, disse Freud che il conscio si corrode mentre l’inconscio rimane. Le cose delle quali siamo meno consapevoli della nostra vita mentale sono proprio quelle che persisteranno e che la condizioneranno.
Freud era particolarmente ben letto e nella sua biblioteca si trovano titoli di filosofia, arte, medicina, storia e archeologia.
Il piano superiore contiene la camera della figlia Anna.
Inoltre c’è una stanza che, in quest’occasione, ospitava una mostra sull’antico Egitto e il suo significato per Freud.
In questo rispetto mi è piaciuto sentire il seguente aneddoto: una volta i gatti erano antipatici al dottore affinché entrasse un giorno, per l’aperta finestra, un gattino che si diresse verso la statuetta della dea Bastet davanti alla quale cominciò a fare le fuse. Da quel giorno Freud ordinò un piatto di latte per il gattino, che ritornò quotidianamente.

Freud era particolarmente innamorato del suo cane chow chow e del squisito giardino:
Ambedue Sigmund e Anna amavano questo pianerottolo pieno di luce. Mentre lui leggeva lei faceva maglieria e ricami. (La begonia è sempre quella pianta del 1938…)
Nella limonaia che apre sul giardino c’è un piccolo negozio dove si possono comprare libri su Freud e la psicoanalisi. Tra questi ho notato questo, scritto da un mio compagno di università che, purtroppo, anch’esso è morto di cancro, nel 2015.

Per me Freud ha un significato ugualmente importante come pensatore e come dottore; la sua casa mostra come una Londra, già con la tradizione di ospitare profughi rivoluzionari come Mazzini e Marx, abbia potuto trovare posto anche per Freud.
Speriamo proprio che questi valori di ospitalità e tolleranza, già mostrati in un paese minacciato dal nazi-fascismo teutonico, possano aiutare a superare la tragedia del brexit che sta ora travolgendo la nazione per più di tre anni.
Perchè del perchè?
Domande mai risposte:
la mente arcana.