Una Festa di Musica nella City

Con questa settimana il festival estivo di musica tenuta nella squisita chiesa di Saint Lawrence Jewry, centro religioso del municipio della City e situata presso il palazzo municipale, il ‘Guildhall’, finisce.

Ogni concerto che durava dalle tredici alle quattordici è stato gratuito (con offerta). Siamo riusciti a sentire nove dei dieci concerti – momenti di riflessione benvenuti durante le nostre varie commissioni nella città – e ogni concerto ci ha illustrato nuovi aspetti del mondo musicale.

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Ecco i programmi (che non erano sempre seguiti rigorosamente) dei vari concerti ai quali siamo riusciti ad assistere, seguito dalle fotografie dei partecipanti, la gran parte dei qua li erano giovani e tutti bravissimi.

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Come potrete capire il tema dei concerti era l’infame Brexit che ha lacerato questo paese, origine della madre dei parlamenti, socialmente ed economicamente. Nel campo artistico, nondimeno, l’intreccio tra il Regno Unito e il continente è sempre stato fondamentale. Mendelssohn, per esempio, fece dieci viaggi in Inghilterra, fu il maestro di musica della regina Vittoria e compose una ‘Scottish Symphony’. Liszt fu ospite della bisnonna della vicina di pianista Tessa Uys a Highgate. Mozart compose le sue prime due sinfonie a Pimlico, Londra. Il Nonno di Gerald Finzi era di famiglia ebrea italiana. Handel, che passò quasi l’intera vita creativa a Londra, era nato a Halle, Germania. Beethoven era un grande ammiratore dell’Inghilterra e compose delle variazioni sull’inno nazionale, ‘God Save the Queen’. Haydn scrisse dodici sinfonie, dette ‘London symphonies’, per i suoi due viaggi a Londra. Insomma, attraverso i secoli, la lista di contatti artistici-musicali tra il Regno Unito e il resto dell’Europa rimane inesauribile, per non parlare poi degli scambi di musicisti e compositori – da Geminiani, Lucchese, a Pappano, direttore dell’opera di Covent Garden.

E’ per questa ragione che l’ombra scura della Brexit è così travolgente, retrograda e anti-costruttiva. Rimango di stucco che, perfino in un comune, famosa da secoli per le sue acque e cure in tutta l’Europa, contenga residenti inglesi brexitiani e, addirittura, degli italiani che pensano che la brexit, finanziata da ricchissimi e corrotti politici che desiderano evitare le nuove leggi anti-trust dell’UE, sia una valida protesta contro l’unione europea!

Londra rimane sicuramente un luogo importantissimo per la musica. C’è così tanta varietà e non solo di musica classica occidentale ma, come consueto in una citta’ multiculturale, musiche da tutte le parti del mondo. Quest’aspetto vitale è stato dimostrato nei concerti delle due settimane prelibate che finiscono oggi con una bella esecuzione di un complesso di ottoni, seguito da un ben meritato ricevimento.

Grazie infinite al direttore della serie, Stuart Whatton B. Mus FRCO FRSA.

Musica, balsamo

per le nostre amarezze:

suono aureo.

 

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