Nacqui a Parigi nel 1848. Mio padre, Clovis, era giornalista e mia madre, Aline, era di discendenza peruviana. Ebbi un’istruzione cattolica in una scuola a Parigi.
Tra l’1865 e l’1871 lavorai della marina mercantile e viaggiai il mondo dove fui affascinato dagli altri popoli cosiddetti ‘primitivi’ ma che, per me, contenevano l’essenza più pura della vita umana, espressa nelle sue passioni, specialmente l’amore.

Ritornato in Francia entrai in un mondo soffocatamente borghese. Trovai lavoro come agente di cambio e sposai Mette, un’attraente danese che mi diede quattro figli maschi e la mia adorata figlia, Aline.

La memoria, però, dei miei viaggi esotici mi attirava sempre di più quanto come il mio nuovo hobby di pittura. Il weekend mi dedicai a questa mia passione e incontrai famosi artisti come Cézanne e Pissaro, dai quali imparai tanto di tecnica e di composizione.

Il spartiacque della mia vita avvenne nel 1883; il collasso della Borsa mi lasciò senza lavoro e, priva di fondi per vivere, la mia famiglia tornò in Danimarca senza di me e, d’allora in poi, la vidi sempre più raramente.

Mi occupai appassionatamente d’arte. In ricerca dello spirito archetipo dell’umanità mi spostai a Pont-Aven in Bretagna nella speranza di trovare gli antichi costumi del mio popolo. Troppo tardi ahimè: tutto era già turisticizzato e i contadini eseguivano le loro feste tradizionali più per noi artisti che per lo spirito genuino del loro popolo.

Mi spostai in Provence, la terra della luce nel sud della Francia dove feci un’amicizia, allo stesso tempo produttiva e calamitosa, con la persona che mi ha più toccato nella vita: Vincent Van Gogh.
Dopo il disastroso episodio, nel quale l’amico ebbe un collasso nervoso e si tagliò l’orecchio destro, ripresi i miei viaggi di scoperta nell’anima atavica umana. Questi viaggi mi portarono a Tahiti, a quel tempo colonia Francese, nel 1891.

Sebbene i missionari e il governo colonialista avevano fatto del loro meglio per distruggere le usanze originali e dei popoli del Pacifico, coprendo la loro nudità con vesti occidentali e mettendoli in testa l’idea diabolica del ‘peccato originale’, trovai in queste isole sperdute un paradiso di amore e di sommo piacere. ‘Sposai’ Teha’amana, una bella quattordicenne, e mi dedicai sempre di più a raffigurare nei quadri, che cominciarono ad avere un discreto successo a Parigi, la vita negli amori e nelle credenze dei Tahitiani.

La mia salute, però, non era più quella di una volta; le mie trasgressioni fecero sì che fui afflitto dalla sifilide e mi trovai sempre più volte in ospedale.
Ritornarono a ossessionarmi le ricordanze dei vecchi amici; nelle mie ultime opere, per esempio, si trovano i girasoli amati da Van Gogh. Il colpo più duro, però, fu l’annuncio della perdita della mia amata unica figlia nel 1897 all’età di soli diciannove anni.
I miei ultimi due anni di vita furono passati su un isola remota delle Marquese: Hiva Oa. Qui costruii il mio ultimo sogno, una casa dove poteva esistere solo il piacere, sommo e puro, incontaminato dalla ‘civiltà ‘ occidentale. Fu qui, in questo giardino dell’Eden terrestre, che morii, all’età di cinquanta quattro anni, nell’1903.

Ricordate, quando visitate la mostra dei miei ritratti che includono anche la scultura, ora alla National Gallery di Londra, che, per me, raffigurare il volto umano non è solo una questione di arrivare a un realismo dell’apparenza di una faccia. Esiste anche una seconda apparenza: l’animo della persona che vive eternamente in altre dimensioni. Dipingo l’aspetto mistico dei miei soggetti e, in particolare, il soggetto proprio: per me l’autoritratto è un diario della mia vita di scoperte spirituali, delle mie sofferenze di Cristo, dei miei incontri terrestri, dei miei sogni astrali e, sopra ogni altra cosa, del mio immenso amore per l’umanità sofferente ma piena di speranze di questo magnifico pianeta, che sempre di più ha bisogno del nostro affetto. Grazie…enjoy!
Il paradiso,
nell’occhio della mente,
sfiora perenne.
A most awe inspiring Gaugin exhibition. I was not actually aware of Gaugins other interests and achievements such as pottery sculpture as well as portraiture. I was more familiar with his Tahiti period and the most wonderful vibrant colours that sing to the heart. A short film explains a few more interesting facts about the painter and his life as an artist.