In Inghilterra certe vecchie chiese in centro città sono occasionalmente ricostruite in nuovi siti suburbani quando la popolazione diminuisce nel centro e diventa più numerosa nei sobborghi. Per un’intera chiesa vittoriana, però, essere spostata, mattone per mattone, dal West End a un luogo distante quindici kilometri dal centro è sicuramente raro. Eppure è quello che è successo a St Andrew’s, Wells Street, Marylebone, ricostruita nel 1933–4 come St Andrew’s, Kingsbury. L’ho visitata l’altro ieri all’inizio del mio cammino attorno il lago londinese di Welsh Harp (vedere il mio post a https://longoio3.com/2019/10/23/i-laghi-di-londra/ )

La ragione per il ‘trasloco’ era perché la chiesa ha dei preziosissimi arredi vittoriani, riconosciuti anche in un’epoca nella quale l’arte e l’architettura di quel periodo erano ancora generalmente tenute in scarsa considerazione.
La chiesa di Wells Street ha una storia insolita. Come molte chiese vittoriane è stata eretta per servire la popolazione di parrocchiani anglicani in una zona urbana densamente abitata. Ma non molto tempo dopo che fu completata (su progetto di Samuel Daukes) nel 1847, una chiesa anglicana rivale, la celebre All Saints, Margaret Street, (un supremo gioiello dell’arte e dell’architettura vittoriana – vedere https://en.wikipedia.org/wiki/All_Saints,_Margaret_Street) fu costruita proprio dietro l’angolo. Entrambe erano fondazioni controverse dell’Alta Chiesa anglicana e le congregazioni ‘a la mode’ venivano ad ammirare la loro splendida musica sacra e le loro belle rifiniture. Per esempio, l’attrice Sarah Bernhardt si sposò a Sant’Andrew’s nel 1882.
Il terzo vicario della chiesa, Benjamin Webb, commissionò i lavori ai principali architetti e artisti vittoriani. Pugin aveva già contribuito con un altare e una finestra, e Butterfield con un leggio. A questi Webb aggiunse presto un meraviglioso monumento murale di William Burges al suo predecessore, James Murray, e poi un’intera serie di accessori di G. E. Street. Il principale tra questi è il dossale che copre l’intera parete est, con nicchie in pietra e figure e scene in alabastro scolpite dal protégé di Webb, lo scultore e intagliatore James Redfern.
Le splendide vetrate colorate di Clayton e Bell aggiunsero a una delle più ricche collezioni di arredi vittoriani esistenti.

Una commissione propose nel 1929 l’insolita soluzione di abbattere quest’ultima e di ricostruirla altrove. Kingsbury, un distretto in rapida crescita del Middlesex vicino a Wembley, fu identificato come il miglior luogo; aveva una piccola e inadeguata chiesa antica in una enorme parrocchia; quindi quello era il luogo identificato per il suo trasferimento. Nel 1933–4 questo esempio unico di gioiello architettonico e di tesori decorativi fu rimosso e ricostruito.
L’interno di Kingsbury sembra quasi lo stesso di quello di Marylebone, ma gode di una luce interna molto migliore perché non è più bloccato dagli edifici circostanti.
E la vecchia chiesina di Kingsbury? E’ l’edificio più antico del comune di Brent e risale all’undicesimo secolo. Nascosta negli alberi dello spettacolare camposanto vicino alla ‘nuova’ chiesa, è costruita in pietra focaia e contiene alcuni mattoni e piastrelle romane tratte da un vecchio tempio. Ha un piano semplice, costituito da una navata e un presbiterio in una sola cella, con una torretta all’estremità ovest sormontata da una guglia.

Fu parrocchiano il grande primo ministro Gladstone, che lottava per l’indipendenza dell’Irlanda nel diciannovesimo secolo. Qui leggeva l’epistola alla fine del suo cammino dalla casa del suo amico a Dollis Hill, descritta nel mio post a https://longoio3.com/2018/08/14/dollis-hill-londra/ . Sempre nella chiesa si trovano tre monumenti di ottone del sedicesimo secolo. Le sue tre campane risalgono al 1350.
Da qualche tempo condannata all’oblio la vecchia chiesa di Kingsbury e’ ora sede della congregazione romena ortodossa che in questa parte di Londra è numerosa.
Quante belle scoperte si possono fare in questa magnifica città di Londra anche nei sobborghi che sembrano meno spettacolari!

La pietra muove,
spostano i tesori:
resta la Fede.