Quando il Redentore Visito’ l’Inghilterra

Il centro della Sacralità in Inghilterra: qui, dove lo zio di Gesù, Giuseppe di Arimatea, portò il nipote nei suoi viaggi alle miniere di stagno della Cornovaglia per far commercio durante gli ‘anni perduti’ del Redentore dopo che il Cristo aveva lasciato la bottega del babbo falegname ma prima di iniziare la Sua missione tra gli uomini.

Qui, dove lo zio di Arimatea mostrò al Cristo il megalitico cerchio di pietre di Stonehenge, dove lo accompagnò a visitare i preti Druidi del Galles con la loro antica sapienza celtica.

Lo stesso Giuseppe di Arimatea che, deposto il corpo di Gesù dalla Croce, lo avvolse di una tela bianca con erbe e profumi e lo mise in una tomba appena scavata che doveva servire per sé stesso.

Lo stesso Giuseppe di Arimatea che, preso una spina dalla corona messa sulla testa del Salvatore in Croce, la portò nel paese dove era andato assieme col nipote e la pianto’ dove ora cresce la biflora crataegus monogyna, una specie di biancospino che fiorisce nelle tenebre dell’inverno, quando un fiore viene mandato per tradizione alla Regina, e di nuovo nella primavera.

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Qui, dove l’abbazia più grande, più bella e ricca della nazione fu fondata e ora resta in malinconiche rovine dopo la dissoluzione dei monasteri.

 

Qui, dove, in cima ad una collina antica come il tempo, una torre rimane della più vecchia chiesa esterna della Cristianità mentre i fedeli di Roma dovevano ancora rifugiarsi nelle catacombe.

 

Qui dove venne sepolto il re Artù e sua moglie Ginevra.

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Qui dove il poeta William Blake scrisse:

“E quei piedi nei tempi antichi
percorsero l’Inghilterra dai verdi monti?

E fu visto il sacro Agnello di Dio
sugli ameni pascoli d’Inghilterra?
E quel suo Volto Divino
splendere sulle nostre nuvolose colline?
E fu Gerusalemme costruita qui..?

Portatemi il mio arco d’oro ardente,
Portatemi le mie frecce di desiderio,
Portatemi la mia lancia: oh nuvole, apritevi!
Portatemi il mio carro di fuoco!
Non cessero’ la battaglia mentale
E né la spada mi dormirà in mano,
Finché non avremo costruito Gerusalemme
nella verde e piacevole terra d’Inghilterra.”

E qui, mentre un vento burrascoso ci circondava, sul monte mistico di Glastonbury Tor, abbiamo passato la vigilia del venerdì Santo.

 

La Sua presenza

si sente nel fruscio del vento:

fiore del tempo.

 

 

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