Tripletta

Tripletta non di calcio ma di musica questa volta. Londra respira musica e l’altro pomeriggio abbiamo goduto tre concerti, due dei quali gratuiti.

La Chiesa di Saint Margaret Lothbury, tra altre opere d’arte,  possiede uno squisito dossale.

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La chiesa, a dirimpetto della Banca d’Inghilterra, è stata la nostra meta in altre occasioni per i suoi svariati concerti d’organo suonati sul magnifico strumento George Pike England del 1801.

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L’organista principale, Richard Townend, porta il suo sapere con leggerezza. Inoltre, è un grande viaggiatore e visita organi in tutto il mondo. Un sua visita in Svezia ha condotto all’invito del noto Bo Ingelberg di Linkoping per suonare il seguente programma di musica scandinava.

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Buxtehude, il grande maestro di Bach, sebbene considerato Danese, nacque a Helsingborg, parte della Svezia.  Gli altri compositori, ammetto, non mi erano conosciuti. Però, le loro musiche, in particolare il pezzo di Roman, erano molto attraenti.

Dopo il concerto abbiamo goduto un tè al sole nel giardino della chiesa.

La guglia è stata recentemente restaurata alla sua originale gloria luccicante.

Alle cinque ci siamo trovati nella gloriosa cattedrale Di Saint Paul’s per partecipare a ‘evensong’, i vespri della Chiesa anglicana.

Questo rito, più di ogni altro, rivela l’assoluta superiorità dell’esecuzione della musica religiosa inglese.

Ecco il ‘order of service ‘:

Il compositore del consueto Magnificat e del Nunc Dimittis era John Mundy (1555-1630) uno dei grandi della musica tudor.

Si potrebbe far critica che evensong è un rito religioso e non un concerto. Però, un canto così sublime sposa musica e preghiera in un’unità veramente senza pari.

Il gran finale della nostra tripletta fu la rappresentazione, alla Royal Opera House, del Andrea Chenier del pugliese Umberto Giordano.

Con Chenier, cantato da Roberto Alagna, e Maddalena di Coigny cantata da forse una delle più splendenti voci dei nostri tempi, Sondra Radvanovsky, e con una splendida produzione di David McVicar posso dichiarare senza alcun dubbio che questa serata all’opera di Londra rimarrà nella memoria per sempre.

Eseguita per la prima volta il 28 marzo 1896 alla Scala, poco più di un mese dopo la prima della Boheme di Puccini al Regio di Torino, Andre Chenier rimane per me su un livello musicale pressoché alla pari del maestro Lucchese. Certi brani, in particolare, ‘la mamma morta’ sono veramente travolgenti.

Il pubblico inglese, generalmente più riservato di quello italiano, era in delirio a questo punto…e con ogni ragione.

Viaggi sonori

avvolgono i sensi

ineffabili.

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