Le Mura di Londra

Le mura difensive di Londra? Ma dove sono? Non mica come Lucca dove le mura rimangono il simbolo della città; eppure le mura Londra le aveva e furono proprio i Romani a costruirle per primo. Nel terzo secolo fu completata la cinta muraria per proteggere la capitale della provincia imperiale di Britannia; infatti, rimane sempre la zona contenuta nelle mura che definisce i limiti della City di Londra.

Le mura furono rinforzate e ampliate durante il periodo medioevale. Arrivato il settecento, con la pax britannica e il continuo sviluppo di Londra, le mura declinarono e furono per la più parte demolite nell’ottocento (come furono, per esempio, quelle di Milano e di Firenze, due esempi di citta’ italiane originalmente murate).

I bombardamenti della Seconda Guerra hanno riportato alla luce parecchie parti dell’antica muraglia e si puo’ fare un bel giro attorno la city alla loro scoperta.

Qui si trova una sezione di mura e torre di avvistamento vicino al Barbican.

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Qui Giulio Cesare impera davanti ad una sezione del muro presso la Torre di Londra che da lui fu fondata.

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Oggi, però, le mura e le sue porte sopravvivono per la più parte solo nei nomi di certe strade, la più importante quella che si chiama, appunto, ‘London Wall’.

E’ la stessa storia con le porte difensive di Londra; queste esistono, purtroppo, solo nei nomi di certi quartieri e in certe stazioni della metropolitana.

 

 

 

Queste porte, andando in senso orario, sono:

  • Lud gate

  • New gate

  • Alders gate

  • Cripple gate

  • Moor gate

  • Bishops gate

  • Ald gate

Per fortuna esistono due esempi di porte antiche alla City che ci possono dare qualche idea di quello che si ha perso:

Quella mediovale dell’Ordine dei cavalieri di Saint John.

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E quella rinascimentale di Temple Bar:

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Accanto a certe porte fu eretta una chiesa al santo dei viaggiatori. No, non San Cristoforo, colui venne più tardi, ma a Saint Botolph (San Botulfo).

San Botolph di Thorney – chiamato anche Botwulf, Botulph o Botulf e morto intorno al 680 – era un abate e rimane il santo patrono dei viaggiatori e dei vari aspetti dell’agricoltura.

Una volta c’erano quattro chiese dedicate a questo santo accanto alle porte di Londra. Quella di Cripplegate fu distrutta nel grande incendio del 1666 e mai ricostruita. Quelle, invece di Aldersgate, Aldgate e Bishopsgate rimangano, anche se non nelle loro forme medioevali.

Di quella di Aldersgate ne ho già parlato a https://longoio3.com/2018/03/18/la-chiesa-londinese-di-san-botulfo-forisportam-aldersgate/

La chiesa di San Botulfo a Bishopsgate (dove furono battezzati il fondatore della mia scuola Edward Alleyn e il poeta John Keats) è, anch’essa, molto carina e costruita in stile settecentesco.

(Fonte battesimale del poeta John Keats)

Quella di San Botulfo ad Aldgate l’abbiamo visitata all’ora di pranzo l’altro giorno quando è stato suonato il suo organo, il più antico nel Regno Unito.

Chiesa parrocchiale della confessione Anglicana nella città di Londra e anche, poiché si trova al di fuori delle antiche mura orientali, una parte dell’East End di Londra, l’edificio che si vede ora è opera dell’architetto George Dance the Elder e fu costruito nella metà del secolo diciottesimo.

 

 

L’organo di Renatus Harris ha subito un restauro storico da parte dei costruttori di organi Goetze e Gwynn ed è stato riportato alle specifiche del 1744 utilizzando molti degli elementi originali. L’organo serba la più antica collezione di canne nelle loro posizioni originali sui loro forzieri di vento.

 

 

Donato da Thomas Whiting nel 1676, fu costruito tra il 1702 e il 1704. Fu ingrandito dal genero di Harris, John Byfield, nel 1740. L’organo fu considerevolmente ampliato nel diciannovesimo secolo e di nuovo ricostruito dalla ditta di Mander negli anni sessanta. La decisione di ripristinare lo strumento è stata presa da St Botolph nel 2002. Il restauro, che è durato nove mesi, è stato realizzato sotto la consulenza di Ian Bell e della ditta di Goetze e Gwynn a Welbeck, nel Nottinghamshire.

Il giovane organista ha suonato un bellissimo programma che ci ha fatto sentire le meravigliose doti di questo strumento:

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Ecco un voluntary dell’organista cieco settecentesco John Stanley che qui venne a suonare.

Danza d’Apollo:

soffia le sue canne,

colomba bianca.

 

 

 

 

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