Non so quanto sia conosciuto il poeta e artista William Blake in Italia. Infatti, Blake non è nemmeno tanto letto in Inghilterra. Certo, le poesie contenute nelle sue collezioni ‘Canzoni d’innocenza e di esperienza’ sono tra le più lette sin dalle elementari (basta pensare a quelle dedicate alla tigre e all’agnello), e ‘Gerusalemme’, fa parte dell’ethos inglese quanto come fa parte l’inno di Nabucco nella coscienza degli Italiani. Come tradussi nel mio post sulla visita di Gesu Cristo in Inghilterra (vedere https://longoio3.com/2018/03/31/quando-il-redentore-visito-linghilterra/ )
“E quei piedi nei tempi antichi
percorsero l’Inghilterra dai verdi monti?
E fu visto il sacro Agnello di Dio
sugli ameni pascoli d’Inghilterra?
E quel suo Volto Divino
splendere sulle nostre nuvolose colline?
E fu Gerusalemme costruita qui..?
Portatemi il mio arco d’oro ardente,
Portatemi le mie frecce di desiderio,
Portatemi la mia lancia: oh nuvole, apritevi!
Portatemi il mio carro di fuoco!
Non cessero’ la battaglia mentale
E né la spada mi dormirà in mano,
Finché non avremo costruito Gerusalemme
nella verde e piacevole terra d’Inghilterra.”

Anche quando si legge Blake, non ci si rende conto di quanto le sue poesie facciano parte di una pagina illustrata: come incisore sposava le parole alle immagini in un modo inimitabile. Ecco la poesia sulla tigre dove l’illustrazione approfondisce sicuramente il concetto delle parole:

William Blake (1757 – 1827) non fu mai veramente apprezzato durante la sua vita. Molti lo consideravano pazzo! Ora è valutato una perssona fondamentale nella storia della poesia e dell’arte romantica e il suo estro creativo lo definisce uno degli artisti maggiori della Gran Bretagna. Produsse un’opera variata e simbolicamente ricca, che abbraccia l’interai immaginazione umana.
Sebbene Blake fosse considerato pazzo dai contemporanei per le sue idee idiosincratiche, è tenuto in grande considerazione per la sua espressività e creatività e per le correnti filosofiche e mistiche nella sua opera: i suoi dipinti e la sua poesia fanno parte essenziale del movimento romantico. Cristiano impegnato ma ostile alla Chiesa Anglicana (anzi, a quasi tutte le forme di religion organizzate), Blake fu influenzato dagli ideali e dalle ambizioni delle rivoluzioni francesi e americane. Fu anche influenzato da pensatori come Emanuel Swedenborg. Rivoluzionario prima del suo tempo, forse solo Shelley (che non inconcontrò mai) lo avvicina nel suo fervore.
La mostra al Tate Britain di Londra di William Blake (che continua fino al 2 Febbraio 2020) è forse la maggior ragione per trovarsi in questa città. L’altro giorno eravamo trasportati nel mondo straordinario di Blake: dalle sue prime poesie finora in stile neo-classico, ai singolari libri profetici. Era commovente poter vedere le sue creazioni da così vicino: poter saporire la delicatezza delle sue linee, vedere i colori con i quali la moglie dipingeva le sue incisioni, meravigliarsi dell’ampiezza della sua immaginazione…una freschezza sbalorditiva.
Sarebbe impossibile dare un resoconto di tutto quello esposto nella mostra; Blake, oltre a miniare i propri scritti, ha illustrato le opere di altri scrittori: il ‘Paradiso Perduto’ di Milton, per esempio, e parecchi libri della Bibbia. Molti di questi esempi sono in visione alla mostcreatra. Ecco una selezione:
Mi concentrerò qui solo sugli appassionanti disegni fatti negli ultimi anni per la Divina Commedia di Dante nella traduzione che Carey fece nel 1812. Nel 1824, l’amico di Blake, l’artista John Linnell, gli commissionò una serie d’illustrazioni basate sulla Divina Commedia. Blake aveva allora circa sessant’anni. Un resoconto contemporaneo ci informa che creo’ cento acquarelli su quest’argomento “durante una malattia di due settimane a letto”.
Nella mia opinione sono tra le illustrazioni più belle che siano mai state fatte da alcun artista in alcuna epoca in alcuna parte del mondo.
Ecco il frontespizio

Dante che corre via dalle tre belve:

Lo scritto sopra l’entrata all’inferno:

Francesca da Rimini:
Cerbero:

Il Papa simoniaco:

Beatrice che si rivolge a Dante dal carro:

L’ anima bella,
luce del nostro cuore,
vola coi angeli.
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