Here we are again i.e. twenty years later….on the eve of elections!
We didn’t plan our visit in time for the elections of course but apparently they are giving the German nation a lot of anxiety.
We booked a room in Mitte, the most central of Berlin districts, for a very kind price as it’s a Seminarhaus or place reserved for (as it’s name implies) for training course and seminar participants.
From the Brandenburg airport (which only opened in 2020 after several problems and replaced three former ones) we purchased a five day travel pass at reasonable value and took the S bahn to Alexander platz where we dined in a really good ‘English’ fish and chips run by a team of Nepalese. Such is the cosmopolitan nature of Berlin today.
We had some problems in finding out u bahn connections there but a Chinese lady very kindly directed us to the correct platform. I’m sure we’ll handle well very soon but the public transportation system lacks the very distinctive signage we find in London’s underground system.
We had a very good coffee macchiato made by a young italian at a cafè, briming with second-hand books, near the Seminarhaus before arriving at our staying place.
After a rest and it being a find afternoon with decent above zero temperatures (aparrently the week before it had gone down to minus nine!) we took a tram and then the u bahn to Berlin’s major symbol: the Brandenburg Gate. Although I’d biked there on my Honda Transalp in 2001 this was the first time I’d seen this magnificent neo-classical monument as it had then been under wraps and restoration. In front of the gate was a noisy gathering with vociferous speeches from representatives of a political party for the following day there would be elections which might change the future destiny of the nation. Another political gathering was taking place on the other side of the gate with a barrier set between the two sides so again twenty years later I was unable to actually walk through the Brandenburger Tor.
We walked around the area passing a teddy bears tea party at the plush Adlon hotel and gaining access to the Holocaust memorial to six million murdered Jews in WW 2 only just released from its red and white tape which had closed it off because of yesterday’s murder with a racist scenario. Plus ca change…
We returned to the gate’s square and, pleased that we had reached Berlin’s icon on our arrival day, returned to our seminar less house.
Eccoci di nuovo qui, cioè vent’anni dopo… alla vigilia delle elezioni!
Non avevamo pianificato la nostra visita in tempo per le elezioni, ovviamente, ma a quanto pare stanno creando molta ansia alla nazione tedesca.
Abbiamo prenotato una stanza a Mitte, il quartiere più centrale di Berlino, a un prezzo molto conveniente, in quanto è un Seminarhaus o un posto riservato (come suggerisce il nome) per i partecipanti a corsi di formazione e seminari.
Dall’aeroporto di Brandeburgo (aperto solo nel 2020 dopo diversi problemi e sostituendo tre precedenti) abbiamo acquistato un abbonamento di viaggio di cinque giorni a un prezzo ragionevole e preso la S-bahn per Alexander Platz, dove abbiamo pranzato con un ottimo fish and chips “inglese” gestito da un team di nepalesi. Tale è la natura cosmopolita di Berlino oggi.
Abbiamo avuto qualche problema a trovare i collegamenti della U-bahn lì, ma una signora cinese molto gentilmente ci ha indirizzato alla piattaforma corretta. Sono sicuro che ce la caveremo molto presto, ma il sistema di trasporto pubblico non ha la segnaletica distintiva che troviamo nella metropolitana di Londra.
Abbiamo bevuto un ottimo caffè macchiato preparato da un giovane italiano in un bar, pieno di libri di seconda mano, vicino al Seminarhaus prima di arrivare al nostro alloggio.
Dopo un po’ di riposo, essendo un pomeriggio freddo con temperature decenti sopra lo zero (a quanto pare la settimana prima erano scese a meno nove!), abbiamo preso un tram e poi la metropolitana per arrivare al simbolo principale di Berlino: la Porta di Brandeburgo. Sebbene ci fossi stato qui in motociclo sulla mia Honda Transalp nel 2001, questa era la prima volta che vedevo il magnifico monumento neoclassico, poiché era stato allora coperto e in restauro. Davanti alla porta c’era un raduno rumoroso con discorsi da parte dei rappresentanti di un partito politico, perché il giorno dopo ci sarebbero state le elezioni che avrebbero potuto cambiare il destino futuro della nazione. Un altro raduno politico si stava svolgendo dall’altra parte della porta con una barriera posta tra i due lati, quindi di nuovo vent’anni dopo non sono riuscito a procedere attraverso la Porta di Brandeburgo! Forse domani…
Abbiamo passeggiato nella zona passando per un ricevimento con orsacchiotti di peluche al lussuoso hotel Adlon e ottenendo l’accesso al memoriale dell’Olocausto per sei milioni di ebrei assassinati nella seconda guerra mondiale, appena liberato dal suo nastro rosso e bianco che lo aveva chiuso a causa dell’omicidio del giorno prima con uno scenario razzista. Plus ca change…
Siamo tornati alla piazza del Tor e, contenti di aver raggiunto l’icona di Berlino il giorno del nostro arrivo, siamo tornati alla nostra casa senza seminario.












Ed eccoci di nuovo qui, cioè vent’anni dopo…alla vigilia delle elezioni!