The annual Adolfo Betti concert commemorating the violinist from Bagni di Lucca, founder of the Flonzaley quartet took place last night on the Comune’s garden. It featured the Arola Quartet a young ensemble based in Bern and made up of Samuel Hirsch (violin) from Switzerland, Alla Ternova (violin) from Ukraine, Viktoria Vanteeva (viola) from Russia, and Zoia Sudnis (cello) from Russia. How music truly unites those divided by war!
The program featured Mozart’s ‘Hunt’ quartet from the set of six which made Haydn confess that there was no better composer alive. This was followed by a langorous early piece by Webern before he plunged into dodecaphony. Janáček’s self confessional first quartet subtitled ‘Kreutzer Sonata’ and alluding to both Beethoven’s violin sonata and Tolstoy’s novella concluded an enthralling musical journey spanning very diverse styles and centuries.
The Arola quartet’s performance, particularly in the Janacek, was second to none. With impeccable ensemble playing, high-flying virtuosity and deeply felt synergy the Arola fully deserves the Adolfo Betti competition prize for the best quartet this year. They are truly a remarkable team with great things to look forward to!
Il concerto annuale in onore di Adolfo Betti, violinista di Bagni di Lucca e fondatore del quartetto Flonzaley, si è tenuto ieri sera nel giardino del Comune. Ha visto la partecipazione del Quartetto Arola, un giovane ensemble con sede a Berna composto da Samuel Hirsch (violino) dalla Svizzera, Alla Ternova (violino) dall’Ucraina, Viktoria Vanteeva (viola) dalla Russia e Zoia Sudnis (violoncello) dalla Russia. Come la musica unisce davvero chi è diviso dalla guerra!
Il programma prevedeva il quartetto “La Caccia” di Mozart, tratto dal set di sei, che fece confessare a Haydn che non esisteva compositore migliore in vita. A seguire, un languido brano giovanile di Webern, prima che si immergesse nella dodecafonia. Il primo quartetto autoconfessante di Janáček, intitolato “La Sonata Kreutzer” e che allude sia alla sonata per violino di Beethoven che alla novella di Tolstoj, ha concluso un avvincente viaggio musicale che attraversa stili e secoli molto diversi.
L’esibizione del quartetto Arola, in particolare nel brano Janacek, è stata ineguagliabile. Con un’impeccabile esecuzione d’insieme, un virtuosismo di altissimo livello e una sinergia profondamente sentita, l’Arola merita pienamente il premio Adolfo Betti per il miglior quartetto di quest’anno. Sono davvero una squadra straordinaria, con grandi aspettative!




