I ‘Monument Men’ e Altre Associazioni

Se rimane cosi tanto di bello nell’Italia a dispetto dell’ultima guerra, questo è dovuto in gran parte ai ‘monument men’ degli alleati, celebrati in un film del 2014 diretto da George Clooney. Fu veramente un’idea nuova d’istituire un reparto speciale, nell’armata degli alleati, dedicato a proteggere il maggiore possibile le grandi opere artistiche che l’Italia, più di ogni altro paese nel mondo, possiede.

Tra i fondatori di questo reparto fu ‘Teddy’ Croft-Murray, discendente di una famiglia inglese che conta tra i suoi antenati il grande compositore Wiliam Croft. Fu lui a salvare le innumerevoli opere d’arte destinate dai nazisti per le loro dimore. Si concentrò, in particolare, a una Napoli in stato tristissimo nel 1943, una situazione peggiorata dall’eruzione del Vesuvio del 1944.  Protesse l’immenso patrimonio di quella grande città impiegando parte dell’esercito britannico a difendere i musei e i monasteri contro lo sciacallaggio. Inoltre, andò a ricerca di quei tesori che erano già stati trafugati nel Terzo Reich e li trovò nelle miniere e le cave dell’Austria.

Fu ‘Teddy’ uno di quei colti ufficiali dei regimenti britannici a individuare le città che, a tutti i costi, non dovevano subire il flagello della guerra, cercando di spostare le linee di combattimento quando possibile. Dobbiamo a quest’ufficiale e i suoi assistenti, il fatto che così tante città di somma arte come Lucca, Siena e Urbino furono risparmiate dalla distruzione che, purtroppo, toccò – grazie all’ostinazione teutonica che si abbassò al combattimento, via per via – a città come Pisa e Arezzo.

(‘Teddy’ Croft-Murray, uno dei ‘Monument Men’ durante l’ultima guerra) 

Anche a Pisa, però, ‘Teddy’ fece il suo meglio per salvare quello che rimaneva degli affreschi del camposanto deturpati dal piombo che calava giù le mura grazie a una bomba incendiaria americana lanciata fuori mira.

(Pisa Camposanto 1944)

Dopo la guerra Edward Croft-Murray ritornò al suo lavoro nel dipartimento di disegni e stampe presso il British Museum e sposò la contessa Giovanna Saffi, nipote del grande patriota Aurelio Saffi, amico di Mazzini. Da questo matrimonio ebbe anche una figlia, Tania, che diventò una particolarmente sensitiva traduttrice di libri, specialmente quelli scritti da Piero Camporesi, professore di letteratura e antropologia presso l’università di Bologna.

(Un testo tradotto dalla Tania Croft-Murray)

La Lady Saffi ebbe per padre il nipote di Aurelio Saffi, Enrico Saffi che, nel 1914, sposò Tatiana Boesch, pianista di origine russo-danese. Saffi, docente delle scuole governative, nel 1919 contribuì con (tra altri) Vincenzo Cardarelli  e Antonio Baldini alla prima pubblicazione della rivista ‘La Ronda’.

Il matrimonio di Giovanna Saffi con Edward Croft-Murray si dissolse nel 1960. La Saffi lavorò come assistente ed infine sposò il grande economista Richard Stone che, nel 1984, vinse il premio Nobel per l’economia. Fu collaboratrice con lo Stone in vari testi di somma importanza nel ramo della micro-economia. In particolare, il testo National Income and Expenditure definì un intero nuovo campo della micro-economia e perfezionò l’uso di termini che oggi si sente perfino troppo sul notiziario, come il ‘P.I.L’.

(Il Professore Richard Stone 1913 – 1991)

Di questa galassia di persone insigne incontrai Richard Stone brevemente quando, come timido studente all’università di Cambridge, andai alla sua casa perché avevo capito che una bellissima ragazza alla quale mi ero innamorato all’Istituto Italiano di Cultura a Londra, (e che poi dieci anni dopo divenne la mia moglie), Alexandra, era in visita alla figliastra Tania. Infatti, da piccole Alexandra e Tania facevano il bagno insieme ed erano grandi compagne da gioco.

(Alexandra a 21 anni presso l’Istituto Italiano di Cultura a Londra)

Tania ebbe anche un periodo come cantante lirica – forse una rievoca della sua nonna musicista che tenne bellissimi saloni musicali. Quando Tania cantò la parte di Donna Elvira nel ‘Don Giovanni’, (non quello di Mozart ma quello di Giuseppe Gazzaniga, composto un anno prima del capolavoro Mozartiano e che ebbe simile successo al suo esordio a Venezia nel 1787), incontrai ‘Teddy’ Croft-Murray, una figura spiccamente Vittoriana con i suoi occhiali quasi alla John Lennon.  La performance fu all’allora Collegiate, o Bloomsbury Theatre associata con l’università di Londra.  Infatti, era lo stesso, ‘Don Giovanni’ di Gazzaniga che fu riesumato da Herbert Handt, fondatore dell’Associazione Musicale Lucchese, nel 1963.

(Giuseppe Gazzaniga (1743 – 1818)

Dopo il nostro sposalizio Alexandra ed io facemmo una visita all’antica dimora dei Croft-Murray il castello di Croft vicino al Galles. Incontrammo la sorella di ‘Teddy’ e suo marito. Il castello era veramente favoloso con anche dei manoscritti del musicista antenato settecentesco, William Croft, che scrisse cosi tanta bella musica.

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(William Croft 1678 – 1727)

E se non conoscete la musica di Croft, dovete sapere che la fuga di Bach chiamata la Santa Anna (BWV 552 in mi bemolle) è basata su un tema di Croft.

Non mi dimenticherò mai quel pomeriggio tipicamente inglese prendendo il thè nella dimora ancestrale:

 

(In visita alla sorella di Edward Croft-Murray al suo castello)

Si dice che più s’invecchia più si abbandona ai ricordi. In questo caso però mi sono abbandono alla scoperta che così tante persone che ho incontrato, anche brevemente, e che ora si trovano dall’altra parte dell’arcobaleno hanno collegamenti che non potevo mai immaginare o apprezzare nella mia gioventù.

4 thoughts on “I ‘Monument Men’ e Altre Associazioni

  1. Francis this is a brilliant account and diary form weaved into this blog somewhat happier days in our lives. Actually I had no idea of this wonderful castle and it was, as you will remember, a chance discovery as we were in the area that I saw signposted, Croft Castle, which rang a bell as I knew the Croft-Murray family since childhood; we played charades at the Richmond house on Tania’s birthday; maybe this is where I got my seed for the love of cosplay around and about as we performed in Dickens Festivals at Rochester and Broadstairs as well as at Lucca Comics and the Living Crib. We were indeed so very honoured to be privately shown around this wonderful castle and even invited to have an informal delicious tea and talk about happier days and about my parents. It is all part of our personal history and identity. I yearn and miss those happy days we were young and innocent, totally unaware of that so-called human condition. How the years have flown past and as we grow and mellow I have a great nostalgia of that innocence that we have lost to the utter sophistication of life embroiled in technological so-called progress and advancement.

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