Penso per la maggioranza delle persone, uno che non ama la musica – e qui parlo di qualsiasi genere di musica: da Bach ai Blues, da canti liturgici a Lutoslawski, da canzoni alpine ad Abba – è semplicemente una persona senza anima.
Nel Regno Unito c’è un programma sulla radio che esiste dal 29 gennaio 1942 e fu originariamente destinato alle forze armate inglesi durante l’ultima guerra. Si chiama ‘Desert Island Discs’ (dischi per un’isola deserta). Ogni settimana un ospite, chiamato “outcast” (naufrago), è invitato a scegliere otto registrazioni di musica e un libro – oltre all’opera completa di Shakespeare e la Bibbia (o un’altra opera religiosa o filosofica) – e un oggetto di lusso se dovesse essere abbandonato su un’isola deserta.
Più di 3.000 episodi sono stati trasmessi e mi sono sempre divertito a sapere quali brani hanno scelto certi ‘naufragi’ proprio perché la loro scelta potrebbe rivelare tanto del loro carattere.
La recente scomparsa di Stephen Hawking, chiamato da tanti il Galileo inglese, (è anche nato l’otto gennaio, esattamente tre cento anni dopo la morte del grande Pisano), mi ha fatto incuriosire della sua scelta di musica sul programma ‘Desert Island Discs’ quando fu ospite.

Ecco i brani che il grande Hawking (che era nel college Gonville and Caius accanto al mio college di King’s a Cambridge) ha scelto.
Francis Poulenc. Gloria
Johannes Brahms. Concerto per Violino
Beethoven. Quartetto per archi in la minore Op 132
Wagner. Die Walkure
Beatles. Please please me
Mozart Requiem (la sua scelta suprema)
Giacomo Puccini. Turandot
Edith Piaf. Non Je ne regrette rien.
Il libro scelto era ‘Middlemarch’ di George Eliot. Il lusso era una grande quantità di creme brulée.
Hawking considerava ‘Turandot’ la più grande delle opere di Puccini (e tristemente notava, come il Requiem di Mozart, incompiuta) ed il brano eseguito alla radio era ‘O Principe, che a lunghe carovane’ nell’interpretazione di Katia Ricciarelli, Placido Domingo e la Vienna Philharmonic Orchestra diretta da Herbert von Karajan.
E’ bene ricordare che questo supremo scienziato si sentiva vicino non solo a Galileo ma anche a Puccini nella sua isola deserta!
Libera mente,
viaggi con la musica
dell’oltre-tempo.