Bach e il Gatto della Cattedrale

In Inghilterra il periodo della Settimana Santa è segnato in modo eccelso dal canto delle supreme Passioni di San Matteo e San Giovanni con la musica di quel dio terrestre che è Johann Sebastian Bach. Basta guardare negli opuscoli per notare quante rappresentazioni ci sono della Passione di Cristo, dalle cattedrali, agli auditorium, alle chiese più umili nella campagna.

Mi ricordo con quale emozione entrai all’alba, dopo un lungo viaggio sulla mia Transalp, nella Chiesa del più grande cantore che il mondo abbia mai avuto, mentre una signora stava facendo le pulizie e togliendo la polvere da quel nome, JOHANN SEBASTIAN BACH scritto sulla tomba Sua davanti all’altare della Chiesa dove dirigeva il coro e dove scrisse la musica più divina che il mondo abbia mai creato.

Ogni anno si andava a sentire la Passione di Bach più vasta e monumentale, quella secondo San Matteo, (la musica della quale fu usata come colonna sonora nel film omonimo di Pasolini), nella chiesa di Saint George Hanover Square dove fu battezzato mio padre e dove fu parrocchiano Handel. Erano cinque ore nelle quali le nostre anime furono trasportate attraverso corali, cori, recitativi, arie ed ariosi nel cuore del più grande avvenimento della storia nostra.

In Italia mi ricordo di avere sentito la Passione di San Matteo una volta sola, nella Chiesa di San Felice di Firenze presso l’Accademia di musica….e poi mai più. Questo non vuol dire che non ci siano state rappresentazioni; per esempio, quest’anno è stata eseguita nel Duomo di Milano. Ma sembrano molto più difficili a trovare. Così sento di cuore l’appello di una professoressa di musica di Borgo a Mozzano che non poteva esserci alla Passione di San Giovanni eseguita a La Spezia sotto la direzione di Ton Koopman.

Quest’anno ci siamo trovati nella Chiesa gotica più antica di Londra, Southwark Cathedral, dove i pellegrini iniziarono il loro viaggio sulla via Francigena per la tomba del Santo Tommaso a Becket di Canterbury, così ben descritto nei racconti di Chaucer, per i più arditi proseguire il pellegrinaggio fino a Roma e forse la Terra Santa, passando, si intende, a Lucca per adorare il Volto Santo.

Quale sarebbe la differenza musicale tra le due passioni Bachiane? Certo, la San Matteo del 1727 è più maestosa, più lunga e contiene dei brani di musica che saranno incisi tra le stelle affinché duri il tempo.

La San Giovanni del 1724, però, la trovo più drammatica. Le interruzioni della turba sono terribilmente immediate e percepiscono un’espressività quasi selvaggia. Qui siamo assolutamente in un mondo di un’assurda crudeltà che, purtroppo, sembra rimanere sempre con noi: pensate solo alla torturata Siria.

Il coro della cattedrale di Southwark è del consueto altissimo livello dei cori delle cattedrali anglicane. I solisti non potevano essere migliori: Juliet Frazer, Tim Travers-Brown, Toby Ward e Christopher Webb. Lo star, pero’, era l’evangelista. Per quasi tre ore William Balkwell ci raccontò dal Vangelo la Passione di Cristo con assoluta fermezza e convinzione. Questa parte rimarrà per sempre uno dei ruoli più difficili di tutta la musica barocca.
Per poi non dimenticare l’orchestra con i suoi incantevoli strumenti d’epoca: le due viole d’amore ed il viola da gamba in particolare; il tutto diretto con magistrale e sensitiva interpretazione da Emily Elias.

Poche cose potrebbero essere più belle e più piene d’amore che questa sera nella serafica cattedrale dove anche il gatto della cattedrale, Doorkins Magnificat, così bravo a tenere sotto controllo i topi e amato perfino dalla Regina, mi ha dato un’occhiata alla fine del concerto dalle tenebre dell’abside. Forse mi voleva far sapere ‘vedi che bel posto mi sono trovato per la casa mia; si chiama la casa di Dio e si sente anche la Sua musica. Che gatto fortunato sono!’

 

 

Bach è il perdono

più bello che si possa

donare a Dio.

 

 

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