Ottagonalita’ a Londra

Le chiese più antiche furono edificate con pianta ottagonale. Basta pensare a San Vitale a Ravenna

che fu l’ispirazione per Carlomagno per la sua cappella reale di Aquisgrana.

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In Toscana esiste un magnifico esempio: la Chiesa del Santo Sepolcro a Pisa dell’architetto Diotisalvi che risale al dodicesimo secolo.


Il concetto di una pianta ottagonale fu particolarmente applicato ai grandi battisteri italiani. Il primo in questa forma fu il battistero degli Ariani a Ravenna che abbiamo visitato nel 2017.

I più famosi Battisteri in questa forma sono certamente quello di Parma


e quello di Firenze (dove fu battezzato il babbo di mia moglie).

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La forma ottagonale per le chiese fu largamente abbandonata in favore di quella rettangolare, con abside curva, nell’era romanica, e quella cruciforma nell’epoca medioevale. Chiaramente, per il simbolismo cristiano e per l’uso liturgico, la forma a Croce era diventata più adatta.

Durante il rinascimento ritornò il concetto di una chiesa centralizzata, rotonda ma non ottagonale. Di queste chiese ce ne sono tante in Italia; per esempio, in Toscana, l’elegante Sangallese Santa Maria delle Carceri a Prato.

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e, a Roma, lo squisito tempietto del Bramante a San Pietro in Montorio.

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Raramente risorse la forma ottagonale. A Firenze mi viene in mente solo la Chiesa dei Sette Santi Fondatori, in stile neo-gotico, costruita nel 1910 dall’architetto Luigi Caldini.


La sfida tra la Croce occidentale e la Croce greca, tra pianta rettangolare e pianta quadrata fu particolarmente dibattuta nelle grandi cattedrali di Roma (San Pietro) e Londra (San Paolo). Ambedue gli architetti, Michelangelo e Wren, desideravano chiese centralizzate a forma greca, perché considerate più perfette e vicine allo spirito di quel tempio supremo, il Pantheon, ma i loro piani dovettero essere modificati per quella cruciforme, principalmente per le esigenze liturgiche.

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(Pianta originale di Saint Paul’s Cathedral, London)

Almeno, però, nel caso di San Pietro l’altare principale si trova sotto la cupola, mentre a Saint Paul l’altare è situato nell’abside, riflettendo la vecchia cattedrale gotica.

Ritornando alla primitiva forma ottagonale e centralizzata, in Inghilterra esistono quattro chiese circolari che risalgono al medioevo e che sono certamente ispirate alla Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Queste chiese sono:

1. Holy Sepulchre, Cambridge. Una chiesa ben nota da me dato che passai i miei tempi universitari in quella città.

2. St. John the Baptist, Essex.

3. Holy Sepulchre, Northampton.

4. Temple church, London. Stupenda anche per i suoi concerti d’organo.

 

(Vedere anche il mio post a:

https://longoio3.com/2018/03/06/londons-templar-knights/)

Di chiese di forma ottagonale inglesi ci sono poche. Come descritto nella mia posta sul metodismo, il fondatore, John Wesley, preferiva quest’approccio e ne esiste un bel esempio originale a Arbroath nella Scozia.


A Londra c’è un bellissimo esempio nella Chiesa di Saint Dunstan in the West che si trova nel Fleet Street.

Di origine medioevale la Chiesa fu ricostruita nel 1830 da John Shaw quando fu allargata Fleet Street. Shaw utilizzò il piano ottagonale per usufruire maggiormente lo spazio limitato concesso a lui per la ricostruzione.

La Chiesa di Saint Dunstan serba un’insigne storia. William Tyndale, il primo traduttore della Bibbia in inglese e messo al rogo nel 1536, fu qui predicatore come anche John Donne, il grande poeta metafisico diventato poi decano di Saint Paul’s.

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Il soffitto di Saint Dunstan è particolarmente stellare…

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Il campanile rievoca la forma ottagonale

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e l’orologio, con i mitici giganti Gog e Magog che battono i campanelli delle ore con i loro randelli, è menzionato da parecchi scrittori inglesi incluso Dickens (David Copperfield), Goldsmith, Trollope e Cowper.

Saint Dunstan è anche un grande esempio di ecumenismo siccome è una delle chiese inglesi che condividono il loro edificio con la chiesa ortodossa romena. Infatti, c’è un bellissimo iconostasi che occupa uno dei otto lati.

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Infine, vorrei riflettere un poco sul simbolismo mistico del numero otto. Basta pensare al segno dell’eternità: un numero otto messo sul suo lato. Infatti l’otto significa la resurrezione e la rigenerazione, venendo subito dopo il sette che significa la fine di un evento – pensa alle sette ultime parole di Cristo sul crocifisso.

Ora, poi, entriamo il mese prossimo nell’ottavo di Natale – il periodo liturgico fra il 25 dicembre e il 1 gennaio.

Se poi ci si avvia in una cultura molto diversa, quella cinese, l’otto assume un’importanza suprema. I monaci buddisti portano al collo 108 perline, e vivere al numero 88 di casa significa la possibilità di suprema felicità….ma ora sara meglio che termini questo mio post qui….solo per dire che, per me, la più favolosa manifestazione dell’ottagonalita’ è la lanterna centrale della cattedrale di Ely nel Fenland dell’Inghilterra, a me la più cara di tutte le chiese del mondo…

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Otto angeli:

apre l’apocalisse,

rinascimento.

 

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