Il Suono della Morte

 

Ogni giorno feriale, durante l’ora di pranzo, Londra offre un concerto d’organo gratuitamente (con offerta a volontà) in una delle sue chiese della City.

Se vi piace la musica d’organo e se siete a Londra, potete leggere di più nel mio post a:

Gli Organi di Londra

E’ dal 1910 che la chiesa di Saint Michael Cornhill offre un concerto ogni  lunedì.

Questo lunedì, all’organo della chiesa, costruita da Sir Christopher Wren dopo la distruzione dell’originale nel grande fuoco di Londra del 1666 e rimodellata nell’800, ho ascoltato una musica, mai sentita prima, che mi ha riempito ugualmente di gioia e di terrore. Con me era la mia moglie, alquanto emozionata da questi suoni.

Eppure, per molti del pubblico era un brano ben conosciuto, scritto da un compositore che avrebbe inserito tutti i suoi presentimenti di una vita che sarebbe finita tra poco a soli venti quattro anni.

Era la ‘sonata sul novantaquattresimo salmo’ di Julius Reubke, figlio maggiore dell’organaro Adolf Reubke (1805-1875). Nato nel 1834 nei monti Harz,  Julius Reubke si trasferì a Berlino nel 1851, dove continuò la sua educazione musicale presso il conservatorio.

Quando Liszt visitò Berlino nel dicembre 1855, insegnò pianoforte e composizione a Reubke, e gli permise di vivere nella sua casa di Altenburg. Fu in quest’ambiente che Reubke compose le sue due opere principali: la sonata per pianoforte in si bemolle minore, e la sonata sul novantaquattresimo Salmo in do minore, per organo. Dalla sua creazione la sonata sul novantaquattresimo Salmo è stata considerata una delle supreme vette del repertorio organistico romantico.

Di Reubke racconta un amico, Richard Pohl:

‘La sua salute era già in declino al momento delle sue grandi composizioni. Suonandoci la sua sonata, seduto con la sua forma tipicamente arcuata, affondato nella sua creazione, Reubke dimenticò tutto attorno di lui; e poi guardammo il suo aspetto pallido, la luce snaturale dei suoi occhi luccicanti, udimmo il suo respiro pesante e ci rendemmo conto di quanto la fatica lo sopraffacesse dopo ore di eccitazione. Allora, sospettavamo che non sarebbe stato con noi per molto a lungo.’

Julius Reubke si trasferì a Dresda nel 1857. Soffriva di un peggioramento della tubercolosi e non aveva più l’energia per suonare o comporre. Si trasferì nella località termale di Pillnitz nel maggio 1858, dove morì alla locanda Zum Goldenen Löwen pochi giorni dopo, all’età di ventiquattro anni. Fu sepolto vicino alla chiesa di Maria am Wasser a Pillnitz-Hosterwitz il 7 giugno.

Reubke fu uno degli allievi preferiti di Liszt; dopo la sua morte, Liszt scrisse una lettera di condoglianze al padre di Reubke:

‘Nessuno poteva sentire più profondamente la perdita che l’arte ha sofferto nel tuo Julius. Scrivo da uno che ha seguito con ammirazione e simpatia i suoi nobili, costanti e riusciti sforzi in questi ultimi anni, e che manterrà sempre fedelmente in mente la sua amicizia’.

(Julius Reubke)

 

Ritornando al suo capolavoro, la ‘sonata sul 94 ° Salmo in do minore’, si chiama così perché basata sul testo del Salmo 94.

La sonata è in tre tempi:

  1. Grave – Larghetto – Allegro con fuoco – Grave
    II. Adagio – Lento
    III. Allegro – Più mosso – Allegro assai

Ispirata dal nuovo linguaggio musicale Lisztiano e Wagneriano, la sonata è comunque un lavoro molto singolare.  In più, richiede una tecnica da assoluto virtuoso..

Questi sono i versi del salmo che sottolineano la sonata:

a) Grave- Larghetto

O Signore Dio, a cui appartiene la vendetta, mostrati.
Sorgi, tu Giudice del mondo: e fai cadere gli orgogliosi.

b) Allegro con fuoco

Signore, per quanto tempo trionferà l’empio?
Uccidono la vedova e lo straniero: e mettono a morte l’orfano.
Eppure dicono che il Signore non vedrà: né il Dio di Giacobbe lo considererà.

c) Adagio

Invece il Signore mi ha aiutato: non aveva fallito, e la mia anima è stata messa in silenzio.
Nella moltitudine di dolori che avevo nel mio cuore: i tuoi conforti hanno rinfrescato la mia anima.

d) Allegro

Il Signore è il mio rifugio: e il mio Dio è la forza della fiducia.
Egli ricompenserà la loro malvagità e li distruggerà nella loro stessa malizia.

Il primo e il secondo movimento sono in forma di sonata; il terzo movimento è una fuga che ha anche elementi di forma di sonata. Un’impressione di improvvisazione spontanea è ottenuta dalla sovrapposizione e dall’intreccio di frasi e movimenti, che consente di evitare strutture regolari. Tutti i temi sono anche modellati in modo irregolare, producendo una così grande diversità che nessuna idea musicale si ripete esattamente.

La fuga furiosa che chiude l’opera, raffigura il giudizio di Dio e la vittoria sul male.

L’organo della chiesa di Saint Michael è magnifico. Contiene 3,500 canne, certe delle quali hanno più di trecento anni. Fu costruito a due manuali da Renatus Harris e inaugurato nel 1684 da Henry Purcell e John Blow (compositori e organisti dell’abbazia di Westminster) e G. B. Draghi (organista della regina di Carlo II, Caterina). Da quell’epoca è stato ampliato più volte. Nel 2010 fu restaurato dalla ditta Nicholsons di Malvern.

Chissà perché non ho registrato la sonata eseguita da Benjamin Newlove, che è stato organista della cappella Reale di Saint George nel Castello della Regina a Windsor.

Comunque, ecco questa meravigliosa sonata eseguita dalla bravissima Neo-Zelandese, Dame Gillian Weir.

 

Sento la morte

nel suono dell’organo:

ultime note.

 

 

 

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