La chiesa parrocchiale di Arundel, dedicata a Saint Nicholas e che risale al trecento, è uno dei pochissimi edifici religiosi inglesi che sono divisi in due parti di culto, una cattolica e un’anglicana, con il lato occidentale dell’edificio della chiesa occupato dalla parte anglicana di San Nicola.
La cappella cattolica FitzAlan, ora mausoleo privato dei Duchi di Norfolk, si trova nella parte orientale ed è dedicata alla Santissima Trinità. Richard FitzAlan, decimo conte di Arundel, era responsabile per la sua costruzione in stile gotico perpendicolare.
Tra le due parti fu costruito un muro dopo lo schisma del 1534. Questo muro me lo ricordo nella mia prima visita ad Arundel quando ero uno scout a campeggio e stavo facendo un’escursione a piedi. Mi sorprese e mi rattristò allo stesso momento.
Il muro è ora stato demolito e invece c’è un cancello di ferro battuto che divide le due parti.

Per le occasioni religiose importanti il cancello è aperto e la chiesa diventa unita, non solo architettonicamente, ma anche ecumenicamente.
La parte anglicana della chiesa è stata fedelmente restaurata dal grande architetto vittoriano Gilbert Scott ed è molto suggestiva con le sue arcate gotiche e rimasti di antichi affreschi.
La cappella, invece, fu gravemente danneggiata nel 1643 durante l’assedio del castello di Arundel dai cannoni parlamentari nella guerra civile inglese. Rimase trascurata per tutto il diciottesimo secolo e usata perfino come stalla. Ora è stata rimessa accuratamente al suo stato originale.
Come mausoleo dei Duca di Norfolk contiene questi monumenti funebri particolarmente eccezionali.
Ho scritto una poesia su uno di questi monumenti. Ecco l’originale inglese, seguito dalla mia tradizione italiana:
ARUNDEL TOMB
Is this the altar of our dusty lives?
Upon this plinth of wealden stone we rest
and wait until the judgement day arrives
and grants the chaliced merit of our quest.
Our helms and girdles unremoved, with hands
unclasped upon the bier, love petrified
in chiselled folds before time’s endless sands,
we lie beyond dusk bodies, side by side.
Behind this masque our hearts still circulate;
above our heads a minute cosmos gleams
in crumbling paint, and stars compose our fate
while planets rise upon unfinished dreams.
For by our flanks the children stilled at birth
outstretch their little limbs upon this earth.
TOMBA DI ARUNDEL
È questo l’altare delle nostre vite polverose?
Su questo piedistallo di pietra ci riposiamo
e aspettiamo che arrivi il giorno del giudizio
e ci dona il merito del calice della nostra inchiesta.
I nostri elmi e le cinture sono rimasti immobili, con le mani
strinte dalla bara, l’amore pietrificato
nelle pieghe cesellate davanti le infinite sabbie del tempo,
riposiamo oltre i corpi del crepuscolo, fianco a fianco.
Dietro questa maschera i nostri cuori circolano ancora;
sopra le nostre teste luccica un minuto cosmo
in vernice sgretolata, e le stelle compongono il nostro destino
mentre i pianeti sorgono sui sogni incompiuti.
Poiché dai nostri lati i bambini morti alla nascita
stendono i loro piccoli arti su questa terra.