Una piazza bella ma triste è Tavistock square nel quartiere di Bloomsbury Londra.

Ricordiamo prima di tutto che le piazze in Inghilterra sono di due tipi.
Primo è la piazza come Trafalgar square, ampio spazio pavimentato dove il pubblico si congrega.
Secondo, e tipicamente inglese, è la piazza-giardino dove anticamente l’accesso era solo per gli inquilini che abitavano attorno nelle loro case a schiera.
Tali piazze come Bedford e Belgrave square serbano ancora la loro privatezza con quelli che abitano attorno mentre altre, come Russell e Gordon square sono aperte al pubblico.
Tavistock square, costruita nel 1820, era anticamente una di quelle private ma ora appartiene al municipio di Camden.
E’ aperta a tutti: gli impiegati d’ufficio, i lavoratori del distretto, i pensionati per trascorrere ore di riflessione, bambini, turisti e sempre i caratteristici scoiattoli grigi dei spazi verdi di Londra.

La piazza si chiama Tavistock dopo il marchese di Tavistock, il figlio maggiore del duca di Bedford, che commissionò la piazza sul suo podere.
Un piazza bella ma triste. Perché triste?
Qui è stata fondata la Tavistock clinic per trattare quei soldati che subirono ‘shell-shock’, cioè la psicosi di bombardamento, e non riuscivano a ritornare ad una vita ‘normale’.
Qui è stato piantato un albero di ciliegia per ricordare le vittime delle bombe atomiche lanciate su Hiroshima e Nagasaki. In primavera l’albero è uno splendore ma ora rimane cupo come quei fatti che ricorda.

Qui si trova un grande sasso che commemora gli obiettori di coscienza, cioè quelli che finirono in prigione o furono torturati e perfino uccisi perché non volevano uccidere nelle guerre. Questo sasso fu inaugurato dal grande compositore Michael Tippett, anch’esso un obiettore imprigionato e scrittore del capolavoro ‘a child of our time’.

In questa piazza si trovano memoriali alla grande scrittrice Virginia Woolf che abitava in questa piazza e che si suicidò, depressa dai bombardamenti della guerra che distrusse la casa con la sua biblioteca proprio qui.
Parlando di guerra, Sandra ha notato i segni della vecchia ringhiera tolta durante la guerra per materiale bellico e la nuova ringhiera messa qualche anno fa.

Si trova anche il memoriale al primo chirurgo donna, Louisa Aldrich-Blake (1865-1925), che lottò per i diritti delle donne.

In mezzo alla piazza si trova uno dei più grandi di tutti i tempi: una statua forte e meditativa di Mahatmaji Gandhi, protestatore di pace contro l’oppressione con la sua filosofia del satyagraha e ucciso da un fanatico nel 1948. Sotto la statua c’è un cunicolo dove si possono fare offerte al mahatma che, quando chiesto ‘che ne pensa della civiltà occidentale’, rispose ‘sarebbe una bell’idea’…..
Non finiscono qui le ricordanze di questa piazza. Su un lato c’è la consueta lapide blu che indica l’abitazione del più grande romanziere inglese e lottatore contro le ingiustizie, le corruzioni e la povertà della Londra vittoriana. Fu qui, infatti, che scrisse il suo più grande romanzo ‘Bleak House’ (casa desolata), un libro potentissimo ancora oggi, che attacca il sistema giuridico e l’ideologia del capitalismo e inneggia l’amore puro e assoluto.

Il ricordo più toccante di Tavistock square rimane per me questa lapide eretta sulla cancellata del BMA (associazione dei medici britannici).

Commemora i morti innocenti dell’attentato del sette luglio 2005 quando un gruppo di fanatici islamisti in quattro luoghi diversi di Londra uccisero cinquanta due persone e ferirono gravemente sette cento e ottanta quattro. Era in questo punto che sull’autobus numero trenta furono uccisi tredici persone. Sono subito usciti i dottori del BMA, che erano all’una conferenza, ad assistere.
Notiamo anche che i morti venivano da tutte le parti del mondo.
L’autobus distrutto fu rimpiazzato da uno nuovo chiamato ‘spirit of London’.
Ecco quello che costituisce una grande città : edifici, memorie e principalmente degli abitanti che tirano avanti e che non si lasciano mai scoraggiare.
Cadono foglie:
nella morta memoria
entra l’autunno.











