No visit to Germany’s capital would be complete without a recognition of what happened between 1933 and 1945 in a country which has produced the likes of Beethoven, Goethe and Kant.
Yesterday we visited the ‘model’ concentration camp at Sachsenhausen where methods of mass murder of undesirable elements of the human race were perfected by order of the Nazis. Incredibly well documented and presented the camp introduced us to the inhumane conditions once existing there. Everything from mass overcrowding, development of mass execution techniques, medical experiments, punishment methods, forced labour organization, leisure (???) activities, everyday camp life, sleeping, eating and sanitation was covered in almost unbearable detail. During our four hour visit over the vast camp area we met up with various school groups led by their teachers. The pupils’ demeanour was appropriately quiet, we noted
Oranienburg, the nearest town to the camp, also contains one of Brandenburg’s finest palaces. We were too late to enjoy its baroque trimmings which would have been a palliative to what we’d had to endure but instead dug into currywurst and kebab at a local eatery with gusto realising how lucky we now were (but for how long I wonder?)




































Nessuna visita alla capitale della Germania sarebbe completa senza un riconoscimento di ciò che è accaduto tra il 1933 e il 1945 in un paese che ha prodotto personaggi del calibro di Beethoven, Goethe e Kant.
Ieri abbiamo visitato il campo di concentramento “modello” di Sachsenhausen, dove i metodi di omicidio di massa di elementi indesiderati della razza umana sono stati perfezionati per ordine dei nazisti. Incredibilmente ben documentato e presentato, il campo ci ha introdotto alle condizioni disumane che un tempo esistevano lì. Tutto, dal sovraffollamento di massa, allo sviluppo di tecniche di esecuzione di massa, agli esperimenti medici, ai metodi di punizione, all’organizzazione del lavoro forzato, alle attività ricreative (???), alla vita quotidiana del campo, al dormire, al mangiare e alle condizioni igieniche, è stato trattato in modo quasi insopportabile ma vero. Durante la nostra visita di quattro ore sulla vasta area del campo, abbiamo incontrato vari gruppi scolastici guidati dai loro insegnanti. Il comportamento degli alunni era opportunamente tranquillo, abbiamo notato
Oranienburg, la città più vicina al campo, contiene anche uno dei palazzi più belli del Brandeburgo. Eravamo troppo tardi per goderci i suoi contorni barocchi che sarebbero stati un palliativo per quello che avevamo dovuto sopportare, ma invece ci siamo tuffati con gusto in currywurst e kebab in un ristorante locale, rendendoci conto di quanto fossimo fortunati (ma per quanto tempo ancora mi chiedo?)



















































































































































