The Road to Hell’s Heaven

I had been to this horrendously iconic place of Man’s inhumanity to Man twenty five years ago when I visited these parts on my motorcycle. Yesterday was the first time Sandra had seen it and I appreciated her coming here very much particularly as it is a huge site requiring almost four hours of walking to visit.

Our guide was very good and explained everything factually without any bias which made our visit all the more effective.

So many questions were unanswered for me, however. How could a nation built upon a people that suffered so much inflict currently such suffering on others?

And how could another nation, realising that the war could never be won after Stalingrad, find the futile resources to implement a plan to cancel one people and turn another into slaves? Surely this was madness on a cosmic scale and a destruction, above all, of one’s right to be called human.


Ero stato in questo luogo orribilmente iconico, simbolo della disumanità dell’uomo nei confronti dell’uomo, venticinque anni fa quando visitai queste zone in motocicletta. Ieri era la prima volta che Sandra lo vedeva e ho apprezzato molto la sua visita, soprattutto perché è un sito enorme che richiede quasi quattro ore di cammino per essere visitato.

La nostra guida è stata molto brava e ha spiegato tutto in modo obiettivo e senza pregiudizi, il che ha reso la nostra visita ancora più efficace.

Tanti interrogativi, però, erano rimasti senza risposta. Come poteva una nazione fondata su un popolo che aveva sofferto così tanti conflitti, causare così tante sofferenze ad altri?

E come poteva un’altra nazione, rendendosi conto che la guerra non si sarebbe mai potuta vincere dopo Stalingrado, trovare le risorse inutili per attuare un piano per cancellare un popolo e trasformarne un altro in schiavi? Sicuramente questa era una follia su scala cosmica e una distruzione, soprattutto, del diritto di essere definiti umani.

Concentrating the Mind

No visit to Germany’s capital would be complete without a recognition of what happened between 1933 and 1945 in a country which has produced the likes of Beethoven, Goethe and Kant.

Yesterday we visited the ‘model’ concentration camp at Sachsenhausen where methods of mass murder of undesirable elements of the human race were perfected by order of the Nazis. Incredibly well documented and presented the camp introduced us to the inhumane conditions once existing there. Everything from mass overcrowding, development of mass execution techniques, medical experiments, punishment methods, forced labour organization, leisure (???) activities, everyday camp life, sleeping, eating and sanitation was covered in almost unbearable detail. During our four hour visit over the vast camp area we met up with various school groups led by their teachers. The pupils’ demeanour was appropriately quiet, we noted

Oranienburg, the nearest town to the camp, also contains one of Brandenburg’s finest palaces. We were too late to enjoy its baroque trimmings which would have been a palliative to what we’d had to endure but instead dug into currywurst and kebab at a local eatery with gusto realising how lucky we now were (but for how long I wonder?)


Nessuna visita alla capitale della Germania sarebbe completa senza un riconoscimento di ciò che è accaduto tra il 1933 e il 1945 in un paese che ha prodotto personaggi del calibro di Beethoven, Goethe e Kant.

Ieri abbiamo visitato il campo di concentramento “modello” di Sachsenhausen, dove i metodi di omicidio di massa di elementi indesiderati della razza umana sono stati perfezionati per ordine dei nazisti. Incredibilmente ben documentato e presentato, il campo ci ha introdotto alle condizioni disumane che un tempo esistevano lì. Tutto, dal sovraffollamento di massa, allo sviluppo di tecniche di esecuzione di massa, agli esperimenti medici, ai metodi di punizione, all’organizzazione del lavoro forzato, alle attività ricreative (???), alla vita quotidiana del campo, al dormire, al mangiare e alle condizioni igieniche, è stato trattato in modo quasi insopportabile ma vero. Durante la nostra visita di quattro ore sulla vasta area del campo, abbiamo incontrato vari gruppi scolastici guidati dai loro insegnanti. Il comportamento degli alunni era opportunamente tranquillo, abbiamo notato

Oranienburg, la città più vicina al campo, contiene anche uno dei palazzi più belli del Brandeburgo. Eravamo troppo tardi per goderci i suoi contorni barocchi che sarebbero stati un palliativo per quello che avevamo dovuto sopportare, ma invece ci siamo tuffati con gusto in currywurst e kebab in un ristorante locale, rendendoci conto di quanto fossimo fortunati (ma per quanto tempo ancora mi chiedo?)