‘The pre-raphaelite brotherhood’ (la fraternità dei pre-rafaelliti) fu formato nel secolo diciannovesimo da un gruppo di artisti intenti a riscoprire la purezza di composizione e la vivacità di colori che, secondo loro, fu perso con l’ avvento della corrente manneristica in Italia.
Invece, però, di ritornare a quell’epoca hanno formulato uno stile assolutamente nuovo nella storia dell’arte britannica. Impregnato non solo da un cristianesimo anglicano riportato più vicino al cattolicesimo grazie a clerici come Newman (fatto santo l’altra settimana da Papa Francesco) il movimento si ispirò dalle leggende Arturiane, da una ribellione contro lo stile accademico ma sopratutto da un gruppo di donne eccezionali e svariate ma, senza dubbio, dotate di una bellezza affascinante che diedero un nuovo canone di ideale femminile chiamato, appunto, ‘pre-raffaellitico’.
La mostra alla National Portrait Gallery, una delle più attraenti gallerie d’arte inglesi, con la sua vasta collezione di ritratti dei grandi e buoni (e anche meno buoni) britannici, riscopre le muse e le ispiratrici della fraternità tale che questo gruppo di femmine si potrebbe definirsi una sorellanza. Come modelle, come casalinghe, come segretarie, e come amanti, hanno aiutato a definire il movimento d’arte forse più famoso della pittura inglese, da troppo trascurato ma che negli ultimi anni rivalutato definitivamente.
La mostra si concentra su questi nomi : Joanna Wells, Fanny Cornforth, Marie Spartali Stillman, Evelyn de Morgan, Christina Rossetti, Georgiana Burne-Jones, Effie Millais, Elizabeth Siddal, Maria Zambaco, Jane Morris, Christina Rossetti, Annie Miller e Fanny Eaton.
Tra queste mi ha particolarmente affascinata la poetessa Christina Rossetti (1830 – 1894), figlia dell’esule politico abruzzese e studioso Dantesco Gabriele Rossetti e Frances Polidori, la sorella dell’amico e dottore di Byron, John Polidori. Il suo fratello, Dante Gabriele Rossetti è forse uno degli artisti più caratteristici del movimento.

Ecco una delle poesie più note di Christina (mia traduzione):
Ricordami quando sarò andata lontana,
nella terra del silenzio,
quando più per mano mi potrai tenere,
né io un saluto ricambiare.
Ricordami anche quando non potrai
giorno per giorno dirmi dei tuoi sogni:
ricorda e basta, perché a me, lo sai,
non giungerà parola né preghiera.
Pure se un po’ dovessi scordarmi
e dopo ricordare, non dolerti:
perché se tenebra e rovina lasciano
tracce dei miei pensieri del passato,
meglio per te è sorridere e scordare
che dal ricordo essere tormentato.
Si ha fino al 26 Gennaio per gustare questa mostra deliziosa…






























