La Grande Sensibilita’ di Valeria Catelli

Memorie della carissima Valeria Catelli che riceverà la dedica di una delle tombe restaurate nel cimitero detto degli inglesi a Bagni di Lucca questa domenica. Nel 2012 Valeria fu preside del concorso di poesia qui tenuto e fece i seguenti commenti sulle mie poesie che vinsero un premio.

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Di grande sensibilità quello che scrisse.

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Una delle poesie fu poi pubblicata nel mio ultimo volume. Feci un dono di questo libro al successore di Valeria come direttore didattico dell’unitre (nel quale sono stato docente dal 2008).

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LA CASCATA SVANITA

Questo tratto del tondo eterno del mondo colpì orgogliosamente:
lanciate, sciolte dalla pietra nella lacuna della foresta,
le acque implacabili s’infrangevano a picco e fortemente.

Come la sciarpa velata di un gigante o il sudario di un orco
saltavano e balzavano, slegate e pazze di gioia:
Questo tratto del tondo eterno del mondo colpì orgogliosamente

celebrando la loro discesa dalle nubi aureolate.
Con pini fracassati e pietre audaci distrutte
le acque implacabili s’infrangevano a picco e fortemente.

Erte, le acque abbatterono indomite
e crollarono sulle pietre, ogni energia schierata.
Questo tratto del tondo eterno del mondo colpì orgogliosamente

attraverso le colline affogate e sugli orridi
arati limpidamente; con una consumazione goduta rapidamente
le acque implacabili s’infrangevano a picco e fortemente

mentre le cascate s’affrettavano e la forza della natura dotò,
il loro suono gioioso mai esasperato o importunato;
questo tratto del tondo eterno del mondo colpì orgogliosamente:
le acque implacabili s’infrangevano a picco e fortemente.

Another London Wall

One of the saddest places in London: the wall of the Marshalsea prison in Southwark for debtors, finally closed in 1842. I visited it a few days ago.

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Here Charles Dickens’ father was imprisoned for debt and his 12-year-old son had to find work in a blacking factory. It was a humiliating experience made worse by the fact that the young lad was ‘on show’ and made fun of in the factory.

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From this experience that great novel ‘Little Dorrit’ was born, at the end of which the protagonists, Amy and John marry in the nearby church of Saint George. For this couple’s union Dickens wrote some of his most heartfelt lines.

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It was moving for me too as I touched a wall within whose confines so many suffered and died just because they could not pay their debts. How much are our lives controlled by that evil god Mammon!

In ‘Little Dorrit’ Dickens also expresses the highest appreciation of the Italians, a people he greatly admired, through the  simple and generous character of Gianbattista Cavalletto.

I remain ever grateful to my Eng. Lit. teacher at Dulwich who got us through this somewhat long novel for ‘A’ level and revealed its treasured insights to our class.

Dickens’ observations in the novel of the English abroad are quite hilarious too and bear a remarkable resemblance to those from Albion and residing in Italy who still wish to have their cake and eat it while applauding the putch perpetrated in their country of birth. So many persons with continental heritage are affected by the current situation dividing my country of birth that I find it difficult to forgive anyone who voted to leave.

Yet one must forgive and pardon the ignorance of those persons who never experienced a European inheritance, who never had to endure racism because of it, who never saw their parents attacked because they were not born in that ‘green and pleasant land’.

Forgiveness, after all, is a manner of liberation from the ignorance inhabiting the minds of those who still believe in the separation of the United Kingdom from its great European family.

Let not another wall be built, more damaging than even that which encircled the Marshalsea! Please no!

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(St George’s Church in London’s Borough High Street where Amy Dorrit and John Clennam were married).

Victorian Attitudes?

Not so long ago we visited the exhibition on Queen Victoria at her childhood residence of Kensington Palace, described in a recent post.

In that post I mentioned the fact that the eighteen-year old new queen had the guts to stand up to pressurising and machoism from her elder and all-male cabinet and prime minister. She also had the sense to marry her German cousin in spite of the fact that the general attitude in the country at the time was that foreigners were to be pitied for not being able to speak English properly and should be made to understand ‘the Queen’s English’ by speaking to them more loudly and more slowly.

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Indeed, our royal family is essentially ‘foreign’. I think the last truly English king is buried at Waltham abbey and was called Harold (See my post on him). Since then the English have been reigned over by largely French (William in 1066), Welsh (Tudors), Scots (James I), Dutch (William II) and German (George I) Monarchs.

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It was Victoria’s aim to have progeny who reigned (or even ruled) over much of Europe: from Russia to Germany and Greece. As monarch of the greatest empire the world has known and as Empress of India Victoria had a truly world outlook and a particularly European one.

The Queen does not meddle in the British constitution and her feelings are kept private. However, few could have remained unaffected by the matter of Her Maj having to give the royal assent to the prorogation of parliament by her serving prime minister. Shades of a previous Charles in mind?

I am both shocked and strangely excited by the fact that I am having to live through a constitutional crisis in the UK equal to that of any that have happened in 1543 or 1688. What are we supposed to do? Sign that fast-growing petition, dust down our muskets, leave the country, stock-pile our food and medicine supplies, wait for a miracle to happen, wait for a general election?

Who knows…?

L’Eden di Kew Gardens, Londra

Ho parlato nei miei vari ‘post’ della bellezza verde di Londra. Tra questo verde quello certamente più prezioso è contenuto nei giardini botanici di Kew.

Kew Gardens ospita le più grandi e diverse collezioni botaniche e micologiche del mondo. Fondata nel 1840, le sue collezioni viventi includono più di 27,000 esemplari di piante, certe delle quali, oimè, sono estinte nel loro habitat originale, come il loto più piccolo del mondo, il Nymphaea Thermarum.

L’erbario, che è uno dei più grandi al mondo, ha oltre 8,500,000 esemplari di piante e funghi. La biblioteca contiene più di 750,000 volumi e la raccolta d’illustrazioni include oltre 175,000 stampe e disegni di piante. Il Kew gardens è giustamente stato dichiarato patrimonio dell’umanità.

Le origini di Kew risalgono almeno al sedicesimo secolo ma era nel diciottesimo che il Re Giorgio III impiegò Sir William Chambers a cambiare i suoi terreni lungo il Tamigi in un veritabile paradiso alquanto botanico che piacevole. Di quest’epoca risale la pagoda che, ispirato dal ‘Ta’ cinese, s’innalza su dieci piani. Recentemente restaurata con i festosi draghi imperando sulle sue gronde, è di nuovo aperta al pubblico e siamo saliti a godere una delle più magnifiche viste di Londra.

 

Di particolare interesse è il ‘cottage orné’ della Regina Charlotte, dove i reali si rifugiavano dalla pomposita’ della corte in una casetta rurale, un po’ come fece più tardi la regina Antoinette a Versailles con il suo ‘hameau’ dove si vestiva da pastorella.

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Nell’ottocento Decimus Burton costruì due bellissime serre che sono tra le più grandi dell’era vittoriana. Il Palm house si era già visitata l’anno scorso con la mamma di Sandra.

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Quest’anno, con la sua triste recente scomparsa, eravamo noi due soletti e ci siamo accontentati a visitare il temperate house, recentemente riaperta dopo un lungo restauro e veramente spettacolare con le sue piante, molte delle quali rarissime.

In più, abbiamo goduto, in vari angoli dei giardini, le fantasiose bizzarrie in vetro di Chihuly sposate in modo eccelso con la naturalezza che li avvolge. Imparando, in gran parte, il suo lavoro dagli artigiani di Murano, l’estro di Chihuly, (anche se abbia perso un occhio in un terribile incidente stradale), ha trasformato Kew in una vasta galleria di arte e di paesaggio.

C’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire a Kew: le stagioni suscitano cambiamenti radicali, gli angoli sperduti si ritrovano, nuove viste si dischiudono.

Questa volta abbiamo scoperto un bel laghetto con i grigiastri cignetti vicini a splendere nel bianco dei loro genitori.

Qui c’è tanta vita faunistica quanto floristica. Di sera si possono osservare i tassi, durante il giorno i parrocchetti volano in compagnia di merli e i pavoni passeggiano sui vasti prati.

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Che bella giornata abbiamo passato a Kew! E’ veramente un eden su questa terra. Peccato solo che il nostro secolo chi fa ricordare le sue attività frenetiche col rumore di quegli aeroplani che volano sopra, pronti per atterrare a Heathrow. Perché gli altri devono sempre sciupare la natura, mi domando? Saremo costretti ad ammirare piante selvatiche nei giardini come Kew perché sono scomparse negli incendi abusivi dell’amazonia, e rimarra’  la nostra fauna imprigionata in riserve e negli zoo? Chissà?

Passa ogni giorno

l’original peccato?

Terra perdona…

 

 

Un Luogo Amato dall’Ammiraglio Lord Nelson

 

Un terzo di Londra consiste di verde ed è per questa ragione che la metropoli è stata dichiarata la prima città-parco nazionale nel mondo questo diciannove luglio. La prossima sarà Capetown nel Sud Africa. (In questo riguardo mi ricordo di una vecchia barzelleta su Milano quando si pensava che in quella città non ci fossero prati. ‘Sbagliate’, rispose uno, ‘c’è la Carlo Erba!’)

Tra il verde di Londra abbiamo, l’altro giorno, visitato Morden Hall Park.

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Siamo arrivati col tram (ritornato alla città dopo una scomparsa durata cinquant’anni) da Wimbledon, scendendo alla stazione di Phipp’s bridge.

 

Morden Hall Park è un parco del National Trust (l’equivalente della FAI) situato sulle rive del fiume Wandle, un affluente del Tamigi.

 

Copre oltre cinquanta ettari e il fiume Wandle serpeggia per il parco, attraversato da numerose passerelle pedonali.

 

La tenuta contiene Morden Hall, ora molto di moda per i matrimoni, Morden Cottage, due mulini ad acqua e una scuderia ora trasformata in un caffè-bar, uno spazio espositivo e una libreria con libri di seconda mano. Ospita anche un bel vivaio e ‘garden centre’.

 

Il roseto formale intorno al cottage ospita oltre 2000 rose e un’insolita collezione di alberi ornamentali, tra i quali uno dei più antichi tassi in Inghilterra.

 

Il parco contiene una bella varietà di paesaggiste, boschi, prati e una zona paludosa attraversata da una passerella.

 

 

C’è anche una fattoria, dove si possono comprare le uova fresche.

 

 

Aggiungo che vicino al parco esisteva una volta Merton Place, dimora amena del ammiraglio Nelson che qui trascorse liete giornate con la sua bella Lady Hamilton prima di vincere la battaglia di Trafalgar, una vittoria sigillata con la sua morte.

 

 

Il verde è amore,

sempre scorrerà il fiume:

l’eterno sboccio.

 

 

 

 

Il Comune di Winston Churchill

Qualche settimana fa mi sono trovato in un comune di Londra, il quale rappresentante parlamentare una volta era Winston Churchill. Infatti, nel comune c’è questa statua che commemora il grande statista e storico che salvò il Regno Unito dal barbarismo nazista e che era fiducioso in una nuova Europa.

Chingford si trova nel nord di Londra vicino alla grande foresta di Epping, una volta una riserva di caccia ai cervi per i re e le regine. Infatti, qui si trova la cosiddetta ‘Queen Elizabeth’s Hunting Lodge’ che risale al 1543 e fu usata dai reali come tribuna per osservare la caccia.

Questo grazioso edificio a graticcio è ora adibito per i matrimoni e per le mostre.

La chiesa parrocchiale, in stile gotico, di Chingford si trova in mezzo a un ampio  ‘village common’  (campo del comune).

La chiesa fu cominciata nel 1844 dall’architetto Lewis Vulliamy (che scrisse un bel libro sul ponte di San Trinita, Firenze) ed è quella parte che si vede per primo quando si entra e che consiste di un’unica navata. La chiesa fu ampliata nel 1903 dal grande architetto, Sir Arthur Blomfield che diede all’aggiunta, la forma di tre navate.

A me è piaciuto molto il soffitto di questa chiesa che è dedicata a San Pietro e Paolo. Carine anche le vetrate illuminate.

Da visitare anche la chiesa di Tutti i Santi a Chingford Mount (conosciuta localmente come la vecchia chiesa) che risale al dodicesimo secolo.

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Mi sono avviato a Chingford principalmente per ascoltare un concerto sul magnifico organo.

Mi è sembrata , però, una parte di Londra abbastanza interessante e amena e certo ritornerò per passeggiare nella foresta di Epping. Quali parti di Londra, insomma, non hanno cose d’interesse a vedere ed esplorare?

Città villaggio:

una campagna urbana

si stende attorno.

 

 

 

 

La Casa di un Profugo a Londra

C’era un tempo, prima di questo dannato Brexit, quando il governo del Regno Unito era ben più accogliente ai suoi vicini sul continente d’Europa. Con l’arrivo del nazismo, la crescita dell’antisemitismo e l’annessione dell’Austria dalla Germania nel 1938, la vita di uno dei grandi nello scorso secolo, Sigmund Freud, il fondatore della psicoanalisi, era in grave pericolo. Già nel 1933 i suoi libri furono pubblicamente bruciati e, negli anni seguenti, emigrò la maggior parte della comunità psicoanalista ebrea.

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Nel 1938, con l’aiuto di amici e il pagamento di una ‘tassa’ al terzo reich, Freud e la sua famiglia riuscirono a fuggire da una Vienna sempre più violenta a una Londra aperta al suo pensiero e le sue opere. Fino alla sua morte l’anno successivo, Freud visse in questa casa, costruita nel 1920 e vicina alla stazione underground di Finchley Road.

 

Gli ultimi giorni di Freud, sebbene avesse in forma avanzata il cancro al palato (era un grande fumatore di sigari), sono stati passati serenamente. Disse che la sua nuova dimora londinese era molto più confortevole dell’appartamento a Vienna. Scrisse il suo grande libro su Mosè e il monoteismo e fu visitato da molti amici e ammiratori, incluso Salvador Dali, che gli fece un ritratto.

In più, continuo’ la sua pratica con i pazienti.

La casa è rimasta tale quale era al tempo della morte e, nel 1982, la figlia Anna, anche lei psicoanalista, la aprì come museo.

Il ‘Sanctum Sanctorum’ nel pian terreno contiene il famoso sofà, dove i pazienti di Freud, in libera associazione d’idee e di pensieri, svuotarono la loro psiche all’orecchio dell’esperto dottore che rimase seduto, fuori della loro vista, sulla poltroncina verde a sinistra.

Qui si trova lo studio di Freud con la sua magnifica collezione di reperti archeologici provenienti dall’antica Grecia e Roma, l’India e (il suo preferito) l’Egitto dei faraoni.

Freud disse che la psicoanalisi era analoga al lavoro dell’archeologo: come l’archeologo ricostruisce la plausibile forma di un vaso dai cocci trovati, così lo psicoanalista ricostruisce l’origine della psicosi del paziente dai frammenti della memoria e dei sogni che scoperchia.

In più, disse Freud che il conscio si corrode mentre l’inconscio rimane. Le cose delle quali siamo meno consapevoli della nostra vita mentale sono proprio quelle che persisteranno e che la condizioneranno.

Freud era particolarmente ben letto e nella sua biblioteca si trovano titoli di filosofia, arte, medicina, storia e archeologia.

Il piano superiore contiene la camera della figlia Anna.

Inoltre c’è una stanza che, in quest’occasione, ospitava una mostra sull’antico Egitto e il suo significato per Freud.

In questo rispetto mi è piaciuto sentire il seguente aneddoto: una volta i gatti erano antipatici al dottore affinché entrasse un giorno, per l’aperta finestra, un gattino che si diresse verso la statuetta della dea Bastet davanti alla quale cominciò a fare le fuse. Da quel giorno Freud ordinò un piatto di latte per il gattino, che ritornò quotidianamente.

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Freud era particolarmente innamorato del suo cane chow chow e del squisito giardino:

Ambedue Sigmund e Anna amavano questo pianerottolo pieno di luce. Mentre lui leggeva lei faceva maglieria e ricami. (La begonia è sempre quella pianta del 1938…)

Nella limonaia che apre sul giardino c’è un piccolo negozio dove si possono comprare libri su Freud e la psicoanalisi. Tra questi ho notato questo, scritto da un mio compagno di università che, purtroppo, anch’esso è morto di cancro, nel 2015.

Per me Freud ha un significato ugualmente importante come pensatore e come dottore; la sua casa mostra come una Londra, già con la tradizione di ospitare profughi rivoluzionari come Mazzini e Marx, abbia potuto trovare posto anche per Freud.

Speriamo proprio che questi valori di ospitalità e tolleranza, già mostrati in un paese minacciato dal nazi-fascismo teutonico, possano aiutare a superare la tragedia del brexit che sta ora travolgendo la nazione per più di tre anni.

Perchè del perchè?

Domande mai risposte:

la mente arcana.

 

 

 

 

 

Una Festa di Musica nella City

Con questa settimana il festival estivo di musica tenuta nella squisita chiesa di Saint Lawrence Jewry, centro religioso del municipio della City e situata presso il palazzo municipale, il ‘Guildhall’, finisce.

Ogni concerto che durava dalle tredici alle quattordici è stato gratuito (con offerta). Siamo riusciti a sentire nove dei dieci concerti – momenti di riflessione benvenuti durante le nostre varie commissioni nella città – e ogni concerto ci ha illustrato nuovi aspetti del mondo musicale.

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Ecco i programmi (che non erano sempre seguiti rigorosamente) dei vari concerti ai quali siamo riusciti ad assistere, seguito dalle fotografie dei partecipanti, la gran parte dei qua li erano giovani e tutti bravissimi.

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Come potrete capire il tema dei concerti era l’infame Brexit che ha lacerato questo paese, origine della madre dei parlamenti, socialmente ed economicamente. Nel campo artistico, nondimeno, l’intreccio tra il Regno Unito e il continente è sempre stato fondamentale. Mendelssohn, per esempio, fece dieci viaggi in Inghilterra, fu il maestro di musica della regina Vittoria e compose una ‘Scottish Symphony’. Liszt fu ospite della bisnonna della vicina di pianista Tessa Uys a Highgate. Mozart compose le sue prime due sinfonie a Pimlico, Londra. Il Nonno di Gerald Finzi era di famiglia ebrea italiana. Handel, che passò quasi l’intera vita creativa a Londra, era nato a Halle, Germania. Beethoven era un grande ammiratore dell’Inghilterra e compose delle variazioni sull’inno nazionale, ‘God Save the Queen’. Haydn scrisse dodici sinfonie, dette ‘London symphonies’, per i suoi due viaggi a Londra. Insomma, attraverso i secoli, la lista di contatti artistici-musicali tra il Regno Unito e il resto dell’Europa rimane inesauribile, per non parlare poi degli scambi di musicisti e compositori – da Geminiani, Lucchese, a Pappano, direttore dell’opera di Covent Garden.

E’ per questa ragione che l’ombra scura della Brexit è così travolgente, retrograda e anti-costruttiva. Rimango di stucco che, perfino in un comune, famosa da secoli per le sue acque e cure in tutta l’Europa, contenga residenti inglesi brexitiani e, addirittura, degli italiani che pensano che la brexit, finanziata da ricchissimi e corrotti politici che desiderano evitare le nuove leggi anti-trust dell’UE, sia una valida protesta contro l’unione europea!

Londra rimane sicuramente un luogo importantissimo per la musica. C’è così tanta varietà e non solo di musica classica occidentale ma, come consueto in una citta’ multiculturale, musiche da tutte le parti del mondo. Quest’aspetto vitale è stato dimostrato nei concerti delle due settimane prelibate che finiscono oggi con una bella esecuzione di un complesso di ottoni, seguito da un ben meritato ricevimento.

Grazie infinite al direttore della serie, Stuart Whatton B. Mus FRCO FRSA.

Musica, balsamo

per le nostre amarezze:

suono aureo.

 

La Squisita Campagna Attorno Petersfield, Inghilterra

I treni d’Inghilterra non sono certo a buon mercato quando contrastati con Trenitalia. Usando però l’app ‘trainline’ si possono trovare delle riduzioni veramente eccezionali.

Un invito dall’amico, che abita vicino al ridente paese di Petersfield, ci ha indotto a visitare questa squisita parte di Hampshire che confina sulle colline South Downs e Sussex.

La regione è piena di felici memorie per me. Era qui che si facevano i campeggi d’estate con gli scout. Era qui che abbiamo fatto lunghissime biciclettate ed era qui che abbiamo navigato le nostre canoe per i fiumi Rother e Arun. Nomi come Petworth, Trotton e Arundel suscitano tempi di gioventù veramente ameni.

(Costruzione di catapulta al campeggio Scout)

Petersfield è un tipico paese, centro di commercio e di agricoltura con un ‘High Street’, pieno di una bella varietà di negozi e di ristoranti. La sua architettura varia dal seicento ai tempi moderni. Speriamo che Bagni di Lucca ritorni a una prosperità dimostrata da Petersfield.

Da questo centro ci siamo avviati per vie idilliche alla dimora di Uppark.

Uppark è una casa del diciassettesimo secolo a South Harting, West Sussex, in Inghilterra. È una proprietà del National Trust, l’equivalente della FAI italiana.

La casa, situata in alto sul South Downs, fu costruita per Ford Gray (1655-1701), il primo conte di Tankerville, intorno al 1690. Si ritiene che l’architetto sia stato William Talman. La tenuta fu venduta nel 1747 a Sir Matthew Fetherstonhaugh e sua moglie Sarah. Matthew e Sarah ripristinarano la casa dal 1750 al 1760 e introdussero la maggior parte della collezione esposta oggi, molta della quale fu raccolta durante il loro ‘Grand Tour’ in Italia dal 1749 al 1751.

Il loro figlio, Sir Harry Fetherstonhaugh, ampliò la collezione e commissionò a Humphry Repton l’aggiunta di un nuovo portico a colonne, un caseificio e un giardino paesaggistico, (detto – in Italiano – ‘all’inglese’). Nel XIX secolo furono aggiunte stalle e cucine come edifici separati, collegati all’edificio principale da tunnel. Sir Harry sposò, all’età di settantuno anni (!), la cameriera della tenuta, la ventunenne Mary Ann Bullock, alla quale lasciò Uppark alla sua morte nel 1846. Lei, a sua volta la diede a sua sorella Frances.

Frances la lasciò in eredità nel 1895 al tenente colonnello Keith Turnour, che assunse il nome Fetherstonhaugh e visse lì per trentacinque anni, lasciando infine la tenuta al figlio di un amico, il futuro ammiraglio Sir Herbert Meade, che adottò il nome Fetherstonhaugh.

Uppark è associata con il grande scrittore di romanzi di fantascienza, H. G. Wells. Nella gioventù trascorse le vacanze dove sua madre, Sarah, era governante.

La casa e la gerarchia sociale della casa ebbero un effetto importante sul Wells. Le profonde divisioni di classe che osservò contribuirono a ispirare molte delle sue idee liberali e socialiste. Questo sviluppo fu incoraggiato dalla sua scoperta, nella grande biblioteca di Uppark, di opere di filosofi e radicali come Platone, Voltaire e Thomas Paine.

Queste impressioni si riflettono nei suoi libri: per esempio, il contrasto tra il mondo soleggiato e spensierato dell’Eoli e le oscure grotte sotterranee dei Morlock in ’The Time Machine’ (‘La macchina del tempo’) sono ispirate dalle osservate disuguaglianze. Altrettanto significativa è stata la scoperta di Wells di un telescopio nella soffitta della casa, che diede al futuro autore di ‘The War of the Worlds’ (‘La Guerra dei Mondi’) la sua prima opportunità di osservare il cielo notturno in dettaglio.

 

Il 30 agosto 1989 Uppark fu devastato da un incendio, non da un invasione marziana ma provocato dalla fiamma ossidrica di un operaio mentre riparava il piombo sul tetto. L’attico e il primo piano sono crollati.

Per fortuna, la maggior parte dei mobili della casa è stata salvata, le parti bruciate sono state rimpiazzate, vecchie arti sono state riacquistate e il magnifico esempio di architettura secentesca ha riaperto le sue porte nel 1995.

Particolarmente interessante è il piano dei servi domestici, con la sua cucina e l’appartamento, dove stava la mamma di Wells.

La casa delle bambole che risale al secolo diciassettesimo è molto attraente.

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Dopo Uppark ci siamo avviati al mare a Southsea vicino a Portsmouth (l’equivalente inglese di ‘La Spezia’ e centro della marina britannica). Certi si sono tuffati nelle onde burrascose di una giornata molto ventilata ma non ci siamo accontentati col mangiare il fish and chips in un bel ristorantino proprio sulla spiaggia dove crescevano, tra i ciottoli, anche i cavoli marini chiamati ‘kale’.

Insomma, è stata una giornata splendida con il consueto miscuglio di sole, nuvole e vento che caratterizza una nazione d’isola e un insolito contrasto con il multiculturalismo di Londra.

 

Nuvole di cotone:

le onde delle colline

sposano il mare.

 

 

I Giardini Pensili di Londra

Fu da amici che abbiamo scoperto l’esistenza di una pergola fantasiosa sulla collina che domina il parco di Golders Hill,  descritto nel mio post a https://longoio3.com/2019/07/17/il-parco-oltre-la-brughiera/

In quell’occasione non avevamo il tempo per godere la pergola. Questa settimana decisi di visitarla verso la fine di una gita che mi portò alla cima di Parliament Hill Fields a sud di Hampstead Heath, l’immenso spazio verde del nord di Londra.

La vista della metropoli da Parliament Hill fields è vasta, anche se non così panoramica di quella di Primrose Hill poiché è un po’ oscurata dagli alberi.

Sono entrato nella grande foresta di Hampstead, dove ci si trovano laghetti dove si può praticare il ‘nuoto selvaggio’.

Guardando i nobili alberi pensavo al poeta Keats che  li descrive come quei senatori vestiti di verde di possenti boschi.

(‘Those green-robed senators of mighty woods’.)

Nella foresta si perde. Il verde mi avvolge. Dimentico di essere in una delle grandi città nel mondo affinché ritorni il suono del traffico. Attraverso la strada e ricomincia Hampstead Heath.

Prendo un sentiero a sinistra. Apro un cancello e poco dopo mi trovo all’inizio di una pergola. Ma che pergola! Sembra continuare per sempre. Si svolta a sinistra, a destra. Continua con cupole di legno, tempietti, balaustre. Guardando giù dalle pareti ai prati mi pare di essere in una magica revocazione dei giardini pensili di Babilonia, come immaginati nelle illustrazioni che vidi nell’enciclopedia per bambini sulle sette meraviglie dell’antico mondo.

La pergola fu l’idea di un filantropico industrialista e produttore delle prime saponette confezionate di sapone, William Lever, Viscount Leverhulme, che costruì un villaggio ‘ideale’ per i suoi impiegati a Port Sunlight e che fu anche Massone e patrono delle arti. Insomma, un vero capitalista socialista …

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Era una sua stravaganza che ha anche un uso pratico come contrafforte della collina sulla quale sorge il palazzo che Lever costruì letteralmente sulle bolle di sapone ‘Lux’ e ‘Pears’.

Immaginate che belle serate di feste saranno state svolte qui con le lanterne sotto quest’immensa pergola. Oggi, certamente diventerà meta per fotografie degli sposi novelli.

Carnation, Lily, Lily, Rose 1885-6 by John Singer Sargent 1856-1925

(John Singer Sargent)

E tutto questo è quasi andato perduto; la pergola fu abbandonata nel dopoguerra e solo negli ultimi anni è stata salvata dal degrado.

Adesso non può che rinascere sempre più bella. Attendo il tempo quando sarà fiorito il glicine. Sarà allora veramente un paradiso terrestre camminarci sotto con l’amata!

Sogni scomparsi

in bolle di sapone:

olezzo dolce.