Ventagli a Londra? In un paese noto per i suoi venti d’isola atlantica? Eppure a Greenwich, zona nota per le sue famose associazioni marittime: con il suo veliero ‘Cutty Sark’ e il suo museo navale, esiste anche un museo delizioso del ventaglio.
Fondato da una signora eccezionale, Helene Alexander, nata in una città un tempo cosmopolita, Alessandria d’Egitto, il museo è alloggiato in due eleganti case settecentesche con una limonaia affrescata e un bel giardino con parterre a forma di…ventaglio.
Sono a pochi passi dal luogo dove nacque la regina che portò la moda del ventaglio in Inghilterra dall’Italia, Elisabetta I, detta ‘Gloriana’, che qui nacque nel palazzo presso il Tamigi di Greenwich nel 1553.

Il museo inizia con una stanza che descrive i vari tipi e la tecnica del ventaglio. Ci sono ventagli rigidi e quelli piegabili che possono essere composti da un unico materiale plissettato con stecchini oppure montati con lamette filettate. Ci sono ventagli a mezza luna e quelli a coccarda. Insomma, ci sono ventagli di ogni tipo, di ogni epoca e da ogni paese, incluso quelli raffinati orientali.
La collezione dei migliaia di esempi della signora Alexander non può naturalmente essere esposta tutta d’un colpo e così, ogni due volte all’anno, gli esempi vengono cambiati per dimostrare temi diversi. Al tempo della mia recente visita il tema era il ventaglio ‘a stampa’ che uscì per la prima volta all’inizio dell’ottocento. Prima di questo tempo i ventagli erano tutti dipinti a mano.
Nel museo ci sono esemplari che risalgono all’era faraonica. Ci sono quelli che furono dipinti da grandi artisti (c’è perfino uno dell’artista Gauguin!)

Ci sono quelli di pubblicità delle grandi esposizioni e avvenimenti dell’ottocento e quelli della massima delicatezza fatti di pizzo nell’era rococò.
Quello che mi ha particolarmente interessato è la maniera nella quale il ventaglio, da un arnese per scacciare via le mosche noiose o per rinfrescare la pelle sudata in una giornata afosa, si sviluppò in un accessorio di moda essenziale quanto come il guanto, l’anello, il braccialetto o il cappello.
In più, il ventaglio creò il proprio linguaggio in un epoca dove i sentimenti erano controllati da una rigida etichetta sociale. Il ventaglio diventò, infatti, l’estensione della mano, un raffinato ‘body language’ con il quale le donne potevano esprimere sentimenti delicati senza pudore e senza svelare segreti intimi davanti ai loro galanti e mancante la consapevolezza del marito.
In questo riguardo è affascinante vedere il seguente filmetto.
La bellezza del ventaglio è che è ritornato di moda. I pop star, come Rihanna, si sono visti con questo delizioso accessorio e già, negli sovente grevi ambienti estivi di un Italia torrida, noto un maggior numero di signore eleganti col ventaglio a mano.
Via con l’aria condizionata, o quei orribili ventaglietti a pila, dico io! Meglio che ritorni il ventaglio nelle mani delle femmine che, con la sua espressività, può comunicare la passione della Carmencita, oppure la galanteria di una Pompadour, e dare una carnagione rosea a tutte.
Chissà le guancia
calmate dall’ardore,
con un ventaglio.


















