Rivedere la propria scuola dopo più di cinquant’anni? Questo non è successo a me, che qualche visita l’avevo già fatta nel passato, ma a un mio compagno di classe, ora felicemente sposato alla sua bella moglie americana e con dimora nel Michigan.
La scuola nostra – che in Italia corrisponderebbe a un’amalgamazione della scuola media con il liceo – si chiama ‘Dulwich College’ e quest’anno compie quattro cento anni dalla sua fondazione da Edward Alleyn, attore e amico di Shakespeare.

Nato nel 1566 e battezzato nella chiesa di Saint Botolph Bishopsgate, per la più parte della sua carriera fece l’attore. Interpretò i ruoli principali nelle tre opere maggiori di Christopher Marlowe: Faustus, Tamburlaine e Barabas nell’Ebreo di Malta’, ruoli scritti specialmente per lui. Edward Alleyn era noto per le sue dimensioni fisiche e la sua interpretazione nelle parti ‘di eroe. Altri ruoli includevano Orlando nell’Orlando Furioso di Robert Greene – adattato dall’Ariosto – un’apposita connessione fra Dulwich, Londra e Castelnuovo di Garfagnana.
Nel 1619, con i suoi guadagni dal teatro, Alleyn fondò, per opera di beneficienza, una scuola per dodici scolari poveri chiamata ‘college of God’s gift’ – ‘il collegio del dono di Dio’. Da quell’inizio modesto crebbe una delle più insigni ‘public schools’ dell’Inghilterra, una che ora conta più di mille e quattro cento allievi.
Ora dovete capire che ‘public school’ in inglese non significa ‘scuola pubblica aperta a tutti’. Il termine ‘scuola pubblica’ è emersa nel diciottesimo secolo, quando la reputazione di alcune scuole locali (le cosiddette ‘grammar schools’) si diffuse oltre i loro immediati dintorni. Hanno iniziato a frequentarle gli studenti i cui genitori potevano permettersi le spese di residenza e quindi sono diventati ‘pubbliche’, al contrario delle scuole ‘locali’.
Dopo l’ultima guerra nel clima idealistico del nuovo governo socialista (Labour government) sorse una rivoluzione nel campo dell’istruzione pubblica. Perché dovettero queste scuole pubbliche rimanere esclusive solo a quelli che potevano permettersi le spese? Il ‘Dulwich experiment’ sorse per dare agli allievi di famiglie più povere, tramite una borsa di studio guadagnata tramite un esame, l’opportunità di far parte di una ‘public school’. Così, io e il mio amico siamo riusciti, tramite l’esame, a entrare in una notevole scuola senza pagare un penny, nemmeno per i quaderni di studio.
In quella scuola in quell’epoca mitica c’erano tutti, dalle famiglie più ricche con belle ville a quelle più povere, residenti di appartamenti di case comunali. E noi ragazzi (perché era ed è tuttora una scuola per ragazzi) si stava d’accordo, senza ostentazione, attraverso tutte le permutazioni del sistema di classe che, purtroppo esiste ancora nel Regno Unito. Non solo: si stava d’accordo anche con i ragazzi che venivano dall’Africa, dall’America e dall’Asia senza conoscenza di quella parola ‘razzismo’; le amicizie a quei tempi non avevano distinzione di classe o di religione o di razza. Eravamo tutti ‘Dulwich boys’ e lo saremo sempre come le nuove generazioni: la scuola che si frequenta ci forma il futuro come nessun altra istituzione.
Io e il mio compagno di classe, che può ancora recitare a memoria tutti i nomi degli allievi della nostra classe, abbiamo fatto un appuntamento per la visita e siamo stati accolti con grande cordialità. Un ex-scolaro ci ha fatto guida e abbiamo visitato lo splendido edificio Vittoriano, edificato in stile Veneziano (e mi ricordo che mia moglie è metà veneta) da Charles Barry, figlio dell’architetto delle case del parlamento di Londra, e inaugurato nel 1870 dal principe e la principessa del Galles (il principe sarebbe poi diventato Sua Maestà il Re Edoardo VII)
Ecco lo stupendo complesso della nostra scuola visto al suo approccio. Se siete stati a Verona non vi ricorda il suo campanile della chiesa di San Zeno?

E qui c’è la grande sala di riunione dove si riunisce per l’assemblea mattutina e si ascolta il Master (termine specialmente usato da Dulwich per riferire al preside).

In questa sala si recita questa preghiera in onore del nostro fondatore, che ricorderò sempre:
We give thee humble and hearty thanks,
O most merciful Father,
For the memory in this place of Edward Alleyn,
Our founder and benefactor,
By whose benefit this whole college of God’s gift
Is brought up to godliness and good learning;
And we beseech thee to give us grace to use these thy blessings
To the glory of thy holy name,
That we may here fulfil the good intent of our founder,
And become faithful servants to thee, and to our country, and to our world,
And at last be made partakers
In thy heavenly promise of the life everlasting;
Through Jesus Christ our Lord
Amen
(Traduzione:
Ti rendiamo umili e cordiali ringraziamenti,
O Padre misericordioso,
Per la memoria in questo posto di Edward Alleyn,
Il nostro fondatore e benefattore,
A beneficio di chi tutto questo collegio del dono di Dio
È istruito alla pietà e al buon apprendimento;
E ti supplichiamo di darci la grazia di usare queste tue benedizioni
Alla gloria del tuo santo nome,
Che qui possiamo adempiere la buona intenzione del nostro fondatore,
E diventare fedeli servi di te, e per il nostro paese e per il nostro mondo,
E alla fine diventare partecipi
Nella tua promessa celeste della vita eterna;
Per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore
Amen
Sotto la grande sala c’è il ’Lower hall’, un’altra sala appesa con quadri di noti alunni del passato e con il baule del tesoro che conteneva i fondi del college. Notate le tre serrature. Ci volevano tre persone con tre chiavi diverse per aprirlo e cosi evitare un ladro furtivo – bella misura di sicurezza!
Ai nostri tempi si doveva sempre portare un cappello detto ‘school cap’ che era messa al retro della testa.
In estate il ‘cap’ era scambiato con un boater, cioè una paglietta.

La nostra divisa includeva le camicie con colletto separato inamidato e una giacca che doveva essere sempre bottonata e che non si poteva togliere, anche nei giorni più caldi senza il permesso del prof.

Mi ricordo che se, anche fuori scuola, la divisa non era messa come si doveva, cioè, per esempio, senza cappello, si riceveva una punizione che andava da ‘early report’, cioè di arrivare a scuola mezz’ora prima fino, per i casi severi, alla bacchetta! Certi diranno un ambiente veramente Dickensiano! Ma che bravi furono certi nostri professori, veri ispiratori…
La biblioteca della scuola è sicuramente ben messa con (non ancora nei nostri tempi d’alunni) la digitalizzazione a modo. Un angolo è dedicato a un allievo che fu redattore della rivista della scuola chiamata ‘The Alleynian’ e che poi divenne uno dei più noti scrittori inglese. Non si parla nient’altro che di P. G. Wodehouse, creatore dell’immortale Jeeves. Qui si trova la sua collezione di libri, la sua scrivania e la sua inseparabile macchina da scrivere. L’insieme fu trasportato dall’appartamento in America, dove visse Wodehouse.
A parentesi, parlando solo di scrittori qui c’è una piccola lista di ex-alunni di Dulwich College che sono diventati famosi nel mondo delle lettere:
- Simon Brett(nato 1945)
- Raymond Chandler(1888–1959)
- Hugh de Selincourt(1878–1951)
- C. S. Forester(1899–1966)
- Denis Goodwin
- Hamish Henderson
- Nigel Hinton
- Claude Houghton(1889–1961)
- Wilson Knight(1897–1985)
- Andrew George Lehmann
- Ian MacCormick (aka Ian MacDonald), (1948-2003) – un caro amico.
- W. Mason(1865–1948)
- Keith McCarthy(1960–
- Tom McCarthy(nato 1969)
- Michael Ondaatje(nato 1943
- Jon Silkin(1930–1997)
- Thomas Sturge Moore
- Graham Swift(nato 1949
- Dennis Wheatley
- P. G. Wodehouse(1881–1975)
Di particolare interesse è la scialuppa di salvataggio donata dall’esploratore Ernest Shackleton, un altro alunno del Collegio. Questa scialuppa fece un viaggio di più di mille kilometri attraverso i mari burrascosi attorno al Polo Sud per salvare nel 1916 con successo il suo equipaggio dall’Antartide dopo che la loro nave era rimasta bloccata e poi schiacciata a distruzione nel ghiaccio. La scialuppa si trova ora in posto d’onore in una sala nel laboratorio delle scienze. La storia del viaggio rimane per noi inglesi e alunni di Dulwich un esempio di coraggio e, soprattutto di comando responsabile e geniale dalla parte di Shackleton, in un’epoca, dove non c’erano carte geografiche adeguate, GPS, radio o qualsiasi altra tecnica moderna.
La nostra visita a Dulwich College fu veramente squisita e anche un po’ nostalgica. Quanti ricordi (di ogni varietà si deve dire…) sono collegati a questa scuola che ora compie quattro cento anni. La gioventù passa ma le memorie rimarranno sempre fresche.
Ecco la nostra School Song, inno di scuola composta dal Master Welldon nel 1885. Prima c’è il manoscritto:

Poi ecco la musica:
E le parole:
Pueri Alleynienses, quotquot annos quotquot menses
Fertur principum memoria,
Vivit Fundatoris nomen, unicae virtutis omen
Detur soli Deo Gloria.
***
La nostra giornata a Dulwich non era ancora completata perché dovete sapere che il nostro Collegio ha una delle più meravigliose collezioni d’arte del mondo……alla prossima, allora, per saperne di più!
(Autoritratto del pittore da giovane)








Visitai ieri, sotto un nevischio, il bunker segreto a Uxbridge, centro di comando, sotto il Maresciallo Dowding, dell’undicesimo gruppo della RAF che, con i suoi mitici caccia Spitfire e Hurricane, nell’estate del 1940 causarono la prima sconfitta del regime nazista nella ‘Battle of Britain’ – la battaglia d’Inghilterra – così, assistendo gli alleati nel 1944, dai porti inglesi, di sbarcare in Normandia e porre fine alla Seconda Guerra Mondiale.









