Un Parco di Londra Antonioniano

Un dejà vu?

Quante volte visitiamo un luogo per la prima volta e abbiamo la sensazione che lì ci siamo già stati? Sarà forse un sogno oppure uno scherzo della memoria?

Il collegio dove fui docente è separato da una strada movimentata. Dall’altra sponda sorge un parco. Un giorno lo visitai e subito mi dissi ‘ma in questo parco ci sono già stato. In centro sorge una collina raggiunta con delle scalinate e in cima, s’allunga un prato segreto.‘

Vidi un giardinaio. Gli dissi ‘Buongiorno. Mi sembra, che in questo parco ci sia già entrato’. ‘Ma certo’, rispose il giardiniere. ‘Avrà visto il film girato da quell’Italiano nel 1966. ‘Allora non sarà questo il ‘Blow up’ di Michelangelo Antonioni?’ ‘Si. Ero qui quando ha girato quel film. Infatti, pochissimo è cambiato da quell’epoca.

Qualche albero è caduto e il regista volle fare delle facciata false di case all’entrata. E le scale dove il fotografo (recitato da David Hemmings) incontra la ragazza misteriosa (recitata da Vanessa Redgrave) sono sempre lì.

 

E se sale troverà il prato dove il corpo scomparve. ‘

 

‘E qui a destra troverà il campo da tennis, dove finisce il film con la partita mimata.’

 

‘Com’e venuto Antonioni a scegliere questo parco?’.

‘Antonioni era fascinato dal fenomeno del ‘Swinging London’ degli anni sessanta. Ha fatto un sopraluogo della città notando che i parchi contribuiscono così tanto all’atmosfera della città. Chiese al municipio di mandarli delle fotografie di parchi Londinesi e scelse proprio questo, Maryon Park. Per lui conteneva tutte le caratteristiche di un parco londinese che cercava. Non Hyde Park o Kensington gardens per Antonioni, ma proprio questo.

Intanto, mi sentivo avvolto dal fruscio di quel persistente, seducente vento della città che fa risuonare le foglie dei suoi alberi e fa vibrare immagini streganti: lo stesso vento che incanta nella colonna sonora del film. Osservavo quel cielo, né scuro né chiaro, ma sempre in movimento con le sue nubi e qualvolta minaccioso con i suoi colori di piombo.

 

Che registra straordinario era Antonioni. Misterioso come i suoi film enigmatici, faceva parte della trilogia dei grandi (gli altri due, nel mio parere, furono Visconti e Fellini) che ridefinirono il cinema Italiano nel dopo guerra, e fu l’ultimo dei tre che scomparse, nel 2007.  Iniziò come neo-realista e documentarista (‘Gente del Po’, 1943), per poi esordire nel lungometraggio ‘Una Cronaca di un Amore (1950) con l’attraentissima Lucia Bosè (posseggo una copia restaurata della ‘Cronaca’). Già quì il retroscena cambia da un tipico ambiente neo-realistico di lavoratori a quello di una borghesia ottenebrante.

Non vorrei entrare in una critica di quest’affascinante persona ma solo per dire che l’assassinio misterioso di ‘Blow-up’ ha precedenti nella terza porzione della trilogia ‘I vinti’ del 1953 che tratta di un omicidio veramente avvenuto a Londra nel 1951. Anche qui la ‘mise en scène’ è Londra, e la trama tratta di un omicidio perfetto’. In questo caso, però, l’assassino, Herbert Leonard Mills, fu identificato e impiccato nel dicembre dello stesso anno.

Nel film ’Blow-up’, l’unico vero grande successo di Antonioni e il film che diede un successo mondiale ai due grandi attori,  Hemmings e Redgrave, l’omicidio è un preteso per illustrare vari temi, tra i quali suggerei i seguenti.

  1. Il fotografo come stella dei tempi e collegato alle belle donne sexy, alla nuova moda pop, alla vita bohèmiene, specialmente quella degli emergenti hippies. Nel film si vedono i ‘Yardbirds’ con i grandi gitarristi Jeff Beck e Jimmy Page (che poi suonò con il mitico Heavy Metal band ’Led Zeppelin’), il nuovo ‘permissive society’ per le relazioni sessuali, e le consuete droghe.
  2. L’aspetto illusorio della vita: ‘sono ma non sono’: il corpo (ma era veramente un omicidio?) che svanisce, come l’amante, e la donna misteriosa, il gioco di tennis immaginario (ma con il suono della palla sulla racchetta): un aspetto illusorio che conduce all’alienazione, al divorzio tra la realtà e l’immaginazione. Tutto esiste niente esiste. Tutto è vento, tutto è fumo.
  3. L’effetto del media. Viviamo in un mondo di gente vera ma che viene trasformata in fantasmi impossibili dal media che da tempo è diventato più importante del messaggio. Siamo creati, non solo di carne e ossa, ma sempre più da insidie, ego falsi, pettegolezzi che variano da quelle che sparlano i vicini a quelle che sono proclamate sui giornaletti chat. Infatti, ’Blow up’, girato in piena epoca analoga annuncia il digitale con l’artefare delle fotografie, con i party dei ‘social’, con il susseguirsi di ‘faccia a faccia’ da ‘telefonino a telefonino’. In questo senso Antonioni è proprio un profeta dei nostri tempi.

Ritornando al parco; mi domando: ma ero proprio lì tutti quegli anni come docente in quel collegio all’altra sponda della strada che divide questo parco squisitamente archetipicamente londinese con i suoi prati verdi (la quale erba conclude  l’ultima scena di ‘Blow up’). Esistevano qui una volta i dinosauri tra questi alberi?

 

 

(Fotografie nostre scattate nel 1985 in una festa nel Maryon Park)

Dov’è scomparso il giardiniere? E le mie biciclettate attraverso questa distesa così redolente di quella freschezza, quella giovinezza, quel vento che si sente quasi come il proprio respiro, un respiro cosmico che genera immagini evanescenti, misteri inspiegabili, coincidenze senza chiarimento, enigmi senza decifrazione: un continuo rebus di film, di parchi cambiati ma immutati, di gente scomparsa, di amori spariti, di nuove stagioni di speranze come le bolle di sapone…

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Fruscio di foglie:

cantano gli spiriti

di anime perse.

A Zephyr Breathes in a New World

La scomparsa del Maestro Franco Zeffirelli toccherà il cuore di ogni italiano e ogni amante delle cose di maggior pregio in questo mondo alquanto bello e alquanto povero, come quel pianeta visto attraverso gli occhi del suo film del ‘poverello’, come quel amore straziante sentito nel suo ‘Romeo e Giulietta’,

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come la voce della divina Callas nel suo mitico allestimento della ‘Tosca’, rappresentata al Covent Garden di Londra nel 1964.

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Per noi, che abbiamo conosciuto questo eccelso discendente di Leonardo da Vinci, la quale morte cinque cento anni fa si commemora quest’anno, la notizia sentita appena pochi minuti fa sulla radio inglese ci ha particolarmente toccato il cuore.

Franco Zeffirelli durante le prove in palcoscenico

Franco Zeffirelli durante le prove

Mi ricordo, in particolare, nel nostro primo anno di matrimonio quando Franco stava eseguendo, all’istituto di cultura a Londra dove l’amico, anch’esso Fiorentino DOC e babbo di mia moglie, era il segretario generale, le prove per ‘Filumena Marturano’, con la moglie di Lawrence Olivier, Joan Plowright. Mi ricordo Franco subì un scioc quando, durante quelle prove, ricevette la notizia della morte della sua divina Maria Callas.

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L’anno dopo, per assoluto caso, durante il viaggio della nostra luna di miele ci siamo trovati proprio nei luoghi in Tunisia dove Franco girò il suo capolavoro, ‘Gesù di Nazareth’. Siamo entrati nel palazzo dove il Redentore fu incoronato con le spine; abbiamo camminato le vie di una Betlemme, ora andata via col vento, come tanti altri scenari cinematografici.

Eccone qualche nostra foto dell’epoca.

 

Ma tu, caro Franco, non andrai mai via col vento. Sarai sempre nei nostri cuori come le memorie della nostra gioventù, come gli amori divini e terrestri che hai rappresentato nelle tue opere cinematografiche e teatrali. E guarderai la su, sul monte che ospita gli altri grandi della tua città natia, verso il sublime panorama di Firenze, e donerai il tuo sguardo d’ oltre tomba a tutti quelli che adorano le cose belle e liete, e ci avvolgerai per sempre in un dolce zeffiro.

L’ultimo capolavoro del maestro si trova lì a Firenze, proprio in piazza San Firenze dove ha creato la fondazione Zeffirelli dedicata non solo alle sue opere creative ma anche alle nuove generazioni di artisti che saranno incoraggiati da borse di studio e, principalmente dal suo esempio che potranno studiare negli archivi ivi contenuti.

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Per saperne di più, leggere i miei post a

An Invitation from Franco Zeffirelli

https://longoio3.com/2018/12/17/zeffirellis-inferno-re-created-in-florence/

 

Of Films and Soaps at Bagni di Lucca

The new film season starts up at Bagni di Lucca.

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This is the programme:

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Some films may be in the original language with Italian subtitles. Others may be Italian films without subtitles. Others may even be dubbed in Italian. Whatever sound format the films are presented in they are not only an enticing selection but an excellent way of improving one’s Italian, whether spoken or written or heard.

All films are screened in Bagni di Lucca’s library in the old Anglican Church on the Thursday at 9.15 PM starting from January 10th.

Surely watching films in these long winter evenings is a great way of passing the time.

Which reminds me of Italian soaps as an aid to improving one’s Italian (especially colloquially). Though nowhere on the epic length of the UK’s ‘Corrie’ which has been running since 1960 and has reached close to ten thousand episodes ‘Un Posto al Sole’ deserves praise. Although running only since 1996 it has clocked up over five thousand episodes so far.

I wonder what your favourite soap is. Mine’s ‘Roger & Gallet’ (I’m not much of a soap – in that other sense of the word – addict!).