D-day, B-day?

It is ironic and tragic that those people, so young and so brave, who fought for a new, liberated Europe, free from bloody conflict and united in a common good, are being celebrated by some European politicians (including, shamefully, those in my country which remained a beacon of hope throughout the war) who want the break-up of this new Europe so many died for and which has (so far) ensured that re-incarnations of toothbrush-moustached corporals and swaggering predappian baldies, even in the figures of those junk-shop imitations, farago and boojo, will never again soil our beautiful and pleasant lands.

https://www.independent.co.uk/news/uk/politics/brexit-vote-d-day-anniversary-veterans-ww2-eu-europe-a8946046.html

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La Chiesa degli Sposi

La Chiesa di Saint Bride’s è tra le più belle chiese parrocchiali della City of London. La sua gloria è la guglia, la più alta (69 metri) delle chiese della City e l’ispirazione per molte torte fatte per celebrare il matrimonio!

 

Infatti, fu il panettiere Thomas Richardson nel 1703 che, innamorandosi della figlia del suo datore di lavoro, volle mostrare il suo affetto per lei elaborando la prima confezione in questo stile, ormai de rigeur per le nozze inglesi.

Come in molti altri casi, Saint Bride’s (il nome deriva dalla Santa irlandese Bridget – Brigitta o Brigida in italiano – un nome che significa anche ‘sposa’ in inglese: bride è la sposa, bridegroom è lo sposo) non è la prima Chiesa costruita su questo sito. Infatti, è la settima!

Scendendo nel sottosuolo si incontrano i ruderi delle precedenti chiese anglo-sassone e normanne. Si trova perfino un pavimento d’epoca romana!

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Parte della Chiesa gotica è stata conservata in una squisita cappella. Esiste anche un museo con una collezione di ruderi antichi.

Ritornando nella Chiesa attuale si entra in un capolavoro seicentesco del grande architetto della cattedrale di Saint Pauls, Sir Christopher Wren, che diede a Saint Bride’s nuova forma rinascimentale dopo che il grande incendio di Londra del 1666 la distrusse.

Devastata dall’ira nazista, Saint Bride’s fu ricostruita con gusto e ora presenta un armonioso interno.
Qui sono sepolti il grande compositore madrigalista Thomas Weelkes, l’autore di ‘Clarissa’ Samuel Richardson e il poeta cavaliere Richard Lovelace.

Ricordiamo che Saint Bride’s, che si trova a pochi passi da Fleet Street, famosa per i suoi titoli di quotidiani, e’ la chiesa patrona dei giornalisti, tanti dei quali sono diventati eroi in faccia a tutte le ‘fake news’ e le minaccie che li circondano.

Questa incantevole Chiesa è circondata da antiche viuzze di un Londra d’altri tempi. È proprio un oasi di pace nascosta nel mezzo della vita febbrile della grande metropoli.

Pietre candide

puntano a nuvole:

baci novelli.

 

Gli Uccelli d’Europa

L’Italia è sempre vicina a Londra. Ci sono pochi degli autobus rossi a due piani dove non si sente almeno una voce Italiana. I ristoranti Italiani di Londra sono leggendari. C’è un intera zona tradizionalmente Italiana attorno l’omonima chiesa di Clerkenwell.

Se il tempo illude con la consueta pioggia si può sempre trovare rifugio nella National Gallery che non è solo colma di quadri di scuola italiana ma proprio di quelli più belli. Per esempio, il Tobia col angelo, esposto alla mostra del Verocchio nel palazzo Strozzi di Firenze, proviene dalla National. (Per poi non parlare dei suoi Leonardo!)
Certo, si potrebbe dire che l’Italia abbia venduto il suo patrimonio per un piatto di lenticchie negli anni passati. Però, almeno ha fatto conoscere la sua immensa creatività nel mondo.
Certi quadri dall’Italia sono stati divisi tra varie gallerie d’arte. La battaglia di San Romano di Paolo Uccello, che descrive lo scontro tra le forze fiorentine e senesi avvenuto nel 1432, è dipinto in tre pannelli che si trovano negli Uffizi, nel Louvre e nel National Gallery.
Questi sono, nella National, Niccolò Mauruzi da Tolentino:

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Negli Uffizi, Mauruzi da Tolentino sconfigge Bernardino della Ciarda:

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Nel Louvre, la carica di Michelotto da Cotignola:

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Paolo Uccello è famoso per il suo uso della perspettiva. In più, la battaglia viene rappresentata come quasi un torneo festoso invece di un bagno nel sangue.

Qualche anno fa mia moglie trovo’ un kit di modelismo in cartone, dei due cavalieri principali nella battaglia. Mi sono divertito l’altro giorno a montare questo kit, che non era del tutto facile. Comunque, c’è lo fatta e ecco qui un’altra versione della battaglia di San Romano.

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Giostra eterna,

cavalli bianchi e neri:

forza yin e yan.

 

La Croce della Regina Eleonora

Davanti alla stazione ferroviaria di Charing Cross, che è vicina a Trafalgar square, si trova una croce in memoria della processione della bara della Regina Eleonora di Castile, moglie del re Edoardo I, che regnò tra il 1272 e il 1307. Ecco come deriva il ‘cross’ nel nome della stazione. ‘Charing’ invece è derivata dal francese ‘chere reine’, cara regina.

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La Charing Cross è l’ultima di dodici croci commemorative erette per segnare il luogo dove le spoglie dell’amata regina furono deposte per la notte durante il lungo viaggio da Harby, vicino a Lincoln e dove morì nel 1290, fino all’abbazzia di Westminster dove fu sepolta.

Qui si vedono i luoghi dove furono poste le croci Eleanor.

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Di queste dodici croci rimangono solo tre nello stato originale.

Geddington, Northamptonshire. (La meglio conservata).

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Hardingstone, Northampton.

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Waltham, Herts.

Delle altre, solo qualche frammento rimane. In qualche caso esiste una lapide moderna commemorativa. L’unica, però, che è stata ricostruita alla sua pienezza è proprio quella davanti alla movimentata stazione nel cuore di Londra. Fu edificata nel 1865 dalla compagnia ferroviaria dell’omonima stazione. La croce, sebbene non sia originale, serba nelle sue eleganti forme neogotiche qualche sentimento dell’ispirazione originale di un re morto ottocento anni fa e addolorato, insolitamente per l’epoca, per la morte della sua amata consorte.

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Istruita eccezionalmente per i suoi tempi, Eleonora fu patrona della letteratura, introdusse la moda dei tapetti in Inghilterra, scegliendo con grande gusto dai mercanti orientali. Fu un esperta nel modellare i giardini e, inoltre, era una brava donna d’affari e fece la propria fortuna come contessa di Ponthieu. Morì all’età di 49 anni dopo aver dato otto figli al re.


Offrite un pensiero alla regina Eleonora qualche volta o viandanti quando prendete il vostro treno da Charing Cross…

 

Un re innalza

le lacrime di pietra:

amore eterno.

 

 

 

La Scuola di un Principe del Galles

Londra è piena di palazzi, la maggior parte dei quali sono sconosciuti a quelli che visitano questa grande metropoli. Certo, andranno al palazzo di Hampton Court e di Kensington, e avranno almeno visto dall’esterno la dimora Londinese di Sua Maestà, Buckingham palace. Ma chi è mai stato al palazzo di Lambeth dove abita l’Arcivescovo di Canterbury, oppure il palazzo di Eltham, il più antico dei palazzi reali? Tutti quest’altri sono stati descritti nei miei post.

Oltre ai palazzi ci sono dimore affascinanti. Tra queste si trova Charlton House nell’omonimo sobborgo di Londra sudest. Mi trovai lì qualche giorno fa in occasione di un bel concerto di clarinetto e pianoforte.

Charlton House fu costruita fra il 1607 e il 1612 per Sir Adam Newton che era il prof. di Enrico, principe di Galles, il primogenito del re Giacomo I. Tristemente Enrico morì giovane e succedette invece suo fratello Carlo I, famoso per aver perso la testa dopo la guerra civile inglese.
La bella cosa del palazzo è che non è diventato ne museo ne è stato abbandonato. Tuttora è un vivace centro di comunità con molte attività sociali: classi, raduni, conferenze, mostre e così via. Ospita anche un bar.

L’esterno serba un’architettura che transita dal tardi medioevo del cinquecento a uno stile rinascimentale tutto a modo inglese e con qualche tocco fiammingo.

L’interno contiene dei saloni, certi dei quali sono veramente signorili.
La sala principale serba un monumentale camino affiancato da due statue mitologiche.

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La galleria, come altri simili in diversi palazzi, serviva come luogo di passeggiata durante le frequenti giornate di pioggia della Gran Bretagna.

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Altre stanze hanno tutte le loro particolarità.

Da notare sono le decorazioni dei soffitti dette ‘strapwork’ che imitano le lavorazioni di cuoio.

DSCN0175~2 La scalinata  principale e’  molto particolare.

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Accanto al palazzo si trova una sala usata per concerti e conferenze. Ogni venerdì alle una si esegue un concerto con offerta. I programmi sono veramente da seguire; molti vengono eseguiti dagli studenti della vicina scuola di musica, Trinity. Quest’ultimo venerdì il programma fu cosi’:

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Particolarmente attraenti  furono le bagatelle di Gerald Finzi. Finzi , il cui nonno proveniva da una famiglia ebrea di Livorno, è un compositore tra i miei più preferiti. La sua musica, di tono elegaico e pastorale, riflette su un’Inghilterra quasi scomparsa. Il clarinetto fu uno strumento favorito da Finzi che scrisse un concerto che penetra il cuore. Finzi fu anche agronomo appassionato e salvò parecchie specie di mela antica dall’estinsione.

Tristemente mori’ a soli 55 anni nel 1956.
Come  riflettero gli artisti, non ci potrebbe essere stato luogo più idoneo per eseguire il concerto poiché Charlton House è circondata da prati lussureggianti, rose in pieno fiore e perfino delle palme.

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Cresce qui  anche il gelso più antico dell’isola, piantato dal re Giacomo nel seicento.

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Il nido di un re

che mai toccò corona:

e sboccia il gelso.