Barham Park Revisited

Sudbury, which is a part of the London borough of Brent, does not immediately strike one as a foremost tourist attraction but it’s near where I’m staying and there is a sweet open space, with romantic connections for us, called Barham Park.

I realize that I’ve already posted something about the park at

https://longoio2.wordpress.com/2016/03/01/barham-park-sudbury/

We returned to it the other day as part of our permitted exercise walk on a particulary beautiful day.

Barham park is named after a landowning family who possessed a herd of dairy cattle. In the nineteenth century, Sir George Barham realizing that the milk generally supplied to the capital was of a poor quality and recognizing that this was because of the conditions in which dairy cattle in London were raised decided to change the situation and founded Express Dairies (remember them?) in 1864.

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(An Express dairies milk float – now a rare sight in London)

This was the first company to use glass milk bottles, pasteurize milk, carry 30, 0000 gallons of milk by train into London every night, and supply milk to Queen Victoria. Sir George wanted to provide top quality milk to his customers and so arranged to transport fresh milk into town from the countryside by railway, hence his choice of name “Express Milk Company.”

His son, Titus, opened a range of Tea Shops and Bakeries,. My wife remembers shopping, as a girl, with her mum at the Express Dairies of Pont Street, Knightsbridge. She states in those days one bought butter cut on the spot by the shop assistant from a large pat and then wrapped upfor the customer in grease-proof paper.

When the dairy herds moved further out of London because of increasing urbanization Sir George’s son Titus, in 1937, donated his estate to Wembley Borough Council.  To this day Barham Park remains essentially an 18th-century landscaped garden.

Unfortunately, whilst the council continued to maintain the park  they neglected Barham’s mansion and it was demolished as being unsafe in 1956. What remains is the much older ‘Crabs’ House: It’s now used as the parks office and as a library. There’s also a games room, veteran’s club (am I old enough to join it?) and a Nepalese club. Sadly all three are now closed for the duration. 

One feature that was there on our previous visit, a delightful ornamental well in Crabs house courtyard

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is no longer there!

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We wonder where it is and whether this attractive feature will ever be restored.

Barham park also has a walled garden,

a coniferous plantation and a war memorial adorned with a particularly sad lion.

Unfortunately the children’s playground is closed for the duration. How long that will be is anyone’s guess…

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Barham Park is just one of London’s ‘lungs’. There’s nothing particularly outstanding to draw the occasional visitor to it but on the very sunny day we had it was a lovely place to walk about in and enjoy. For it’s not how important a sight is in London which draws one to it but it’s how one relates to it that gives it its special significance.

The  park certainly regained its significance for us again, reminding of our walk there the day after we married.

Ours was the garden;

fresh flowers spread before us

 blessing our wedding.

 

 

Queen Victoria’s Secret

Queen Victoria first visited Italy as a ten-year old. Over fifty years passed before she returned to a beloved country. In the meanwhile Victoria’d been crowned Queen and Empress of India, been married to and widowed by Albert and spent several of her holidays in that part of Germany where her Prince consort was born.

The Queen was guest of John Temple-Leader when she visited Florence and where she was joyously welcomed by the locals. Temple-Leader had a vast estate around Maiano which included the castle of Vincigliata which he rebuilt, and the quarries where stone used in the great renaissance sculptures was mined. Victoria visited a lake formed by the stone excavations and was so enchanted that she decided to sketch it, an event featured in the Illustrated London News of the time.

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The fattoria (farm) di Maiano exists to this day and is open to the public. Its picturesque walks take in belvederes, garden pavilions, romantic woodlands, silvery olive groves, the quarry lake and animal (including ostrich) paddocks. The fattoria is also a delightful venue for agriturismo stays, has a farm shop and is often used as a wedding venue.

It was truly lovely to appreciate this part of Florence ‘s hinterland bathed in the rosy hues of a late summer sunset.

Un Luogo Amato dall’Ammiraglio Lord Nelson

 

Un terzo di Londra consiste di verde ed è per questa ragione che la metropoli è stata dichiarata la prima città-parco nazionale nel mondo questo diciannove luglio. La prossima sarà Capetown nel Sud Africa. (In questo riguardo mi ricordo di una vecchia barzelleta su Milano quando si pensava che in quella città non ci fossero prati. ‘Sbagliate’, rispose uno, ‘c’è la Carlo Erba!’)

Tra il verde di Londra abbiamo, l’altro giorno, visitato Morden Hall Park.

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Siamo arrivati col tram (ritornato alla città dopo una scomparsa durata cinquant’anni) da Wimbledon, scendendo alla stazione di Phipp’s bridge.

 

Morden Hall Park è un parco del National Trust (l’equivalente della FAI) situato sulle rive del fiume Wandle, un affluente del Tamigi.

 

Copre oltre cinquanta ettari e il fiume Wandle serpeggia per il parco, attraversato da numerose passerelle pedonali.

 

La tenuta contiene Morden Hall, ora molto di moda per i matrimoni, Morden Cottage, due mulini ad acqua e una scuderia ora trasformata in un caffè-bar, uno spazio espositivo e una libreria con libri di seconda mano. Ospita anche un bel vivaio e ‘garden centre’.

 

Il roseto formale intorno al cottage ospita oltre 2000 rose e un’insolita collezione di alberi ornamentali, tra i quali uno dei più antichi tassi in Inghilterra.

 

Il parco contiene una bella varietà di paesaggiste, boschi, prati e una zona paludosa attraversata da una passerella.

 

 

C’è anche una fattoria, dove si possono comprare le uova fresche.

 

 

Aggiungo che vicino al parco esisteva una volta Merton Place, dimora amena del ammiraglio Nelson che qui trascorse liete giornate con la sua bella Lady Hamilton prima di vincere la battaglia di Trafalgar, una vittoria sigillata con la sua morte.

 

 

Il verde è amore,

sempre scorrerà il fiume:

l’eterno sboccio.

 

 

 

 

La Squisita Campagna Attorno Petersfield, Inghilterra

I treni d’Inghilterra non sono certo a buon mercato quando contrastati con Trenitalia. Usando però l’app ‘trainline’ si possono trovare delle riduzioni veramente eccezionali.

Un invito dall’amico, che abita vicino al ridente paese di Petersfield, ci ha indotto a visitare questa squisita parte di Hampshire che confina sulle colline South Downs e Sussex.

La regione è piena di felici memorie per me. Era qui che si facevano i campeggi d’estate con gli scout. Era qui che abbiamo fatto lunghissime biciclettate ed era qui che abbiamo navigato le nostre canoe per i fiumi Rother e Arun. Nomi come Petworth, Trotton e Arundel suscitano tempi di gioventù veramente ameni.

(Costruzione di catapulta al campeggio Scout)

Petersfield è un tipico paese, centro di commercio e di agricoltura con un ‘High Street’, pieno di una bella varietà di negozi e di ristoranti. La sua architettura varia dal seicento ai tempi moderni. Speriamo che Bagni di Lucca ritorni a una prosperità dimostrata da Petersfield.

Da questo centro ci siamo avviati per vie idilliche alla dimora di Uppark.

Uppark è una casa del diciassettesimo secolo a South Harting, West Sussex, in Inghilterra. È una proprietà del National Trust, l’equivalente della FAI italiana.

La casa, situata in alto sul South Downs, fu costruita per Ford Gray (1655-1701), il primo conte di Tankerville, intorno al 1690. Si ritiene che l’architetto sia stato William Talman. La tenuta fu venduta nel 1747 a Sir Matthew Fetherstonhaugh e sua moglie Sarah. Matthew e Sarah ripristinarano la casa dal 1750 al 1760 e introdussero la maggior parte della collezione esposta oggi, molta della quale fu raccolta durante il loro ‘Grand Tour’ in Italia dal 1749 al 1751.

Il loro figlio, Sir Harry Fetherstonhaugh, ampliò la collezione e commissionò a Humphry Repton l’aggiunta di un nuovo portico a colonne, un caseificio e un giardino paesaggistico, (detto – in Italiano – ‘all’inglese’). Nel XIX secolo furono aggiunte stalle e cucine come edifici separati, collegati all’edificio principale da tunnel. Sir Harry sposò, all’età di settantuno anni (!), la cameriera della tenuta, la ventunenne Mary Ann Bullock, alla quale lasciò Uppark alla sua morte nel 1846. Lei, a sua volta la diede a sua sorella Frances.

Frances la lasciò in eredità nel 1895 al tenente colonnello Keith Turnour, che assunse il nome Fetherstonhaugh e visse lì per trentacinque anni, lasciando infine la tenuta al figlio di un amico, il futuro ammiraglio Sir Herbert Meade, che adottò il nome Fetherstonhaugh.

Uppark è associata con il grande scrittore di romanzi di fantascienza, H. G. Wells. Nella gioventù trascorse le vacanze dove sua madre, Sarah, era governante.

La casa e la gerarchia sociale della casa ebbero un effetto importante sul Wells. Le profonde divisioni di classe che osservò contribuirono a ispirare molte delle sue idee liberali e socialiste. Questo sviluppo fu incoraggiato dalla sua scoperta, nella grande biblioteca di Uppark, di opere di filosofi e radicali come Platone, Voltaire e Thomas Paine.

Queste impressioni si riflettono nei suoi libri: per esempio, il contrasto tra il mondo soleggiato e spensierato dell’Eoli e le oscure grotte sotterranee dei Morlock in ’The Time Machine’ (‘La macchina del tempo’) sono ispirate dalle osservate disuguaglianze. Altrettanto significativa è stata la scoperta di Wells di un telescopio nella soffitta della casa, che diede al futuro autore di ‘The War of the Worlds’ (‘La Guerra dei Mondi’) la sua prima opportunità di osservare il cielo notturno in dettaglio.

 

Il 30 agosto 1989 Uppark fu devastato da un incendio, non da un invasione marziana ma provocato dalla fiamma ossidrica di un operaio mentre riparava il piombo sul tetto. L’attico e il primo piano sono crollati.

Per fortuna, la maggior parte dei mobili della casa è stata salvata, le parti bruciate sono state rimpiazzate, vecchie arti sono state riacquistate e il magnifico esempio di architettura secentesca ha riaperto le sue porte nel 1995.

Particolarmente interessante è il piano dei servi domestici, con la sua cucina e l’appartamento, dove stava la mamma di Wells.

La casa delle bambole che risale al secolo diciassettesimo è molto attraente.

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Dopo Uppark ci siamo avviati al mare a Southsea vicino a Portsmouth (l’equivalente inglese di ‘La Spezia’ e centro della marina britannica). Certi si sono tuffati nelle onde burrascose di una giornata molto ventilata ma non ci siamo accontentati col mangiare il fish and chips in un bel ristorantino proprio sulla spiaggia dove crescevano, tra i ciottoli, anche i cavoli marini chiamati ‘kale’.

Insomma, è stata una giornata splendida con il consueto miscuglio di sole, nuvole e vento che caratterizza una nazione d’isola e un insolito contrasto con il multiculturalismo di Londra.

 

Nuvole di cotone:

le onde delle colline

sposano il mare.

 

 

La Collina dell’Unico Albero

Camminando sul sentiero chiamato il ‘green chain walk’ (camminata della catena verde’) che attraversa i parchi e i boschi più caratteristici della Londra del sud-est si arriva a One Tree Hill, cioè ‘la collina dell’unico albero’.

Infatti, ci sono tanti alberi, e questo parco è più esattamente denominato una zona naturale protetta.

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Scendendo dalla stazione di Honor Oak (notare l’ortografia  ‘Honor’ all’americana, invece del britannico ‘honour’) ci si avvia per una collina entrando in un bosco (che una volta faceva parte di una grande foresta chiamata il ‘Great North Wood’) nel mezzo del quale si trova la chiesa di Saint Augustine degli anni 1870.

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Saint Augustine qui non è il santo famoso per le sue ‘Confessioni’ ma quello mandato da Papa Gregorio I per convertire gli anglo-sassoni e il loro re, Ethelbert Bretwalda, al cristianesimo. Il santo sbarcò in Inghilterra nell’anno 597, e fondò la cattedrale di Canterbury sulla stessa via Francigena che conduce i pellegrini per Lucca, attraverso il ponte della Maddalena, fino a Roma.

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La chiesa, nella sua posizione campestre, è molto usata per i matrimoni. Uno degli organisti è stato un nostro amico, Gilbert Rowland, noto per la sua registrazione (tra molte altre) integra delle sonate di Soler sul clavicembalo (vedere il mio post a https://longoio3.com/2018/06/28/heavenly-harpsichord-ripples/). Infatti, fu Gilbert a suonare le tre uniche sonate di Domenico Scarlatti scritte per organo in occasione del battesimo del mio primo nipote.

Saint Augustine’s ha un dolce interno con delle belle vetrate colorate.

Salendo sulla collina si arriva al ‘One Tree’, albero sotto il quale la tradizione vuole che la prima Regina Elisabetta si riposasse e mangiasse un picnic durante il suo ‘a-maying’, (cioè il suo ‘maggio’, ovvero partecipe dei divertimenti di maggio) del 1602. Questo ‘a-maying’, cioè abbandonarsi alla gioia del ‘merry month of May’, potrebbe essere interpretato in vari modi. Certo, la ‘regina vergine’ non mancava di molti amanti nobili e devoti a farla la corte.

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L’albero che si vede, una nobile quercia, che dona il nome di ‘Honor Oak’ al parco e l’attorno distretto, è il terzo piantato sul luogo dove si riposò la regina.

Salendo più si arriva a un’impostazione per cannoni antiaerei. La cosa particolare è che questa costruzione si riferisce ai bombardamenti dall’impero tedesco con i suoi dirigibili zeppelin durante la prima guerra mondiale. Già negli anni 1914-8 Londra fu soggetta a bombardamenti che poi furono ferocemente più devastanti nella seconda guerra.

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In cima della collina che, a oltre cento metri è, per Londra, alta si gode una veduta di Londra che molti dicono sia ancora più bella di quella di Primrose Hill (vedere la mia posta  a https://longoio3.com/2019/07/09/il-prato-fiorito-di-londra/ ).

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In più, guardando a sud, si può vedere quella linea di colline di gesso chiamata i North Downs.

Così, da una parte la citta e dall’altra la campagna! One Tree Hill rimane per me sempre un posto vicino al cuore poiché a una distanza di due kilometri c’è la casa dove passai i primi diciannove anni della mia vita.

Tu, grande quercia,

hai sentito i sospiri

della regina.

Il Parco oltre la Brughiera

Hampstead Heath è il vasto spazio verde con brughiere, prati, laghetti (in certi dei quali si può nuotare), la villa di Kenwood con la sua favolosa collezione di quadri che includono dei Rembrandt e Vermeer, giardini di fiori, viste memorabili, una profusione di fauna, e alberi bellissimi secolari.

Non finisce qui il verde però poiché attorno all’heath, cosi amato da poeti come John Keats , (la sua casa si trova a Hampstead, uno dei villaggi urbani, assieme a Highgate, più caratteristici nella zona del heath – mia descrizione nel post a https://longoio2.wordpress.com/2015/06/16/writ-in-water/  ) ci sono parchi che propongono il suo verde sempre di più. Ho già descritto Primrose Hill nel mio post a https://longoio3.com/2019/07/09/il-prato-fiorito-di-londra/. Poi c’è Parliament hill fields e a nord del heath un parco veramente delizioso, Golders Hill park.

Qui si può trovare un giardino di fiori che sono una meraviglia:

C’è un laghetto e un piccolo zoo con dei lemuri birichini proprio come quello che era beniamino dell’aristocratica Italiana Lady Virginia Courtauld nel suo palazzo di Eltham (descritto nel mio post a https://longoio3.com/2018/08/20/la-storia-di-unaristocratica-italiana-a-londra/).

C’è la casa delle farfalle:

Una parte è dedicata a una caratteristica molto frequente nell’era vittoriana e di nuovo ritornata di moda. Questa è la stumpery, letteralmente la tronconata, una parte del parco costituito da pezzi di alberi e rami morti disposti artisticamente. Il primo stumpery fu a Biddulph Grange nel 1856 e, non solo forma una parte molto particolare di qualsiasi giardino ma attira la fauna come gli scarafaggi, e i rospi e la flora come le felci, i muschi e le lichene. Il principe Carlo nella sua casa di campagna a Highgrove ha creato un stumpery e racconta che quando venne il suo babbo, il principe Filippo, in visita lo chiese. ‘Ma quando farai un falò di tutta questa robaccia?’

Infatti, lo stumpery fa un contributo di grandissimo valore all’ecologia del nostro pianeta ed è un metodo ottimo di usare pezzi di legna che sarebbero troppo costosi per rimuoverli.

Nel parco ci sono anche campi da tennis, un ristorantino, un palco dell’orchestra per i concerti estivi, e terreni di gioco per i bambini.

Il parco contiene anche un bel bosco che finisce in una suggestiva pergola.

Dopo la nostra camminata nel parco ci siamo avviati a un pub tipico che si chiama ‘The old Bull and Bush’ (il vecchio toro e cespuglio’ – c’è anche una canzone dedicata al luogo) dove abbiamo goduto qualche birretta con un compagno che non avevo più incontrato da quando ho lasciato il mio collegio di Cambridge.

Era veramente una conclusione conviviale alla nostra gita nel verde Londinese.

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Parchi polmoni,

memorie d’infanzia:

la vita gioca.

Il Duca Più Ricco d’Inghilterra

Era considerato l’uomo più ricco d’Inghilterra. Nato nel 1673, la sua ricchezza l’ha ricevuta dal Re, dagli appuntamenti reali e politici e dai suoi investimenti astuti. Costruì un vasto palazzo nel distretto di Canon nella campagna a nord di Londra. Impiegò i più grandi architetti inglesi per costruirlo, James e Gibbs tra molti.

 

 

Durante la costruzione, aspettando la completazione della propria cappella nel palazzo, demolì la vicina chiesa parrocchiale e la riedificò in stile barocco (con l’eccezione della torre medioevale che rimane tuttora). Abbellì la nuova chiesa con gli affreschi di Laguerre (discepolo di Lebrun, pittore del Re Sole francese) e Bellucci (Bellunese e amico di Tiepolo).

 

 

Si sposo’ tre volte: Mary Lake, Cassandra Willoughby (sua cugina di primo grado) e Lydia Catherine Van Hatten. Furono matrimoni pieni di amore e i decessi delle consorti lo lasciò inconsolato.  Ebbe due figli solo dalla prima moglie.

Fu descritto dalla sua epoca come l’Apollo delle arti per il suo mecenatismo nel collezionare i più celebri pittori, tra i quali Caravaggio e la scuola veneta. Amante appassionato di musica, costituì la propria orchestrina con i suoi cantanti; il compositore in residenza non fu altro che il ‘divino sassone’ Handel ,che scrisse per lui gli undici celebri ‘Chandos Anthems’, oltre all’oratorio ‘Esther’ e l’opera ‘Acis e Galatea’.

 

 

Ecco i primi tre dei divini Chandos Anthems che porto sempre sul mio telefonino perchè mi danno un sollievo supremo quando li ascolto con le sue musiche sublime e le parole tratte dai salmi.

Eppure, quando morì’ nel 1744, i debiti del duca furono grandi quanto i suoi progetti. L’anno dopo il palazzo fu demolito e suoi arredamenti, perfino le scalinate monumentali, assieme alla magnifica collezione di quadri, furono venduti all’asta. Per esempio, le colonne del porticato ora fanno parte della Galleria Nazionale di Londra, dove si trova  quel ragazzo morso da una lucertola di Caravaggio che il duca aveva comprato.

‘Sic transit gloria mundi’. Qua e la però, esistono dei cimeli della gloria di quest’uomo straordinario, James Brydges, il primo duca di Chandos.

Ieri siamo andati alla ricerca di questi cimeli.

Prima abbiamo visitato la chiesa, da lui ricostruita, di Saint Lawrence Whitchurch. Ho già scritto di questa chiesa e la sua connessione con Handel assieme a delle fotografie che risalgono fino al 1985, l’anno della nostra prima visita, nei miei post a

https://longoio2.wordpress.com/2015/06/03/how-to-see-god/

e anche a

https://longoio3.com/2019/06/17/una-miriade-di-adorazioni/

Ecco qualche nostra più’ recente collezione di foto di quest’unica chiesa a Londra costruita in monumentale alto stile barocco Europeo.

 

 

Il mausoleo del duca di Chandos con le mogli che lamentano la sua morte:

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La giornata era bella e cosi siamo entrati a fare una passeggiata nel grande parco accanto alla chiesa in mezzo del quale il duca aveva costruito il suo eccelso palazzo.

Il grande viale che conduce alla dimora del duca si vede ancora.

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La vista aerea del viale e ‘ questa:

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 c’è una passeggiata bellissima attraverso il ‘spinney’, o boschetto.

 

 

All’uscita abbiamo trovato un giardino, in memoria del Re Giorgio Quinto, piantato sullo spazio una volta occupato dal grandioso edificio del duca.

 

 

Rimane un tempietto.

 

 

Di recente il duca è stato rivalutato per il grande uomo di cultura che era in realtà. Il suo palazzo, con le sue collezioni, era aperto a tutti gli amatori di arte ed era lui a introdurre l’architettura palladiana in Inghilterra. Purtroppo, l’invidia costruì attorno al duca falsità e gelosia. Come mi sarebbe piaciuto fosse ancora in esistenza il palazzo del duca di Chandos per poterlo visitare.

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I nostri sogni

vivono nella musica

di voci eccelse.

 

 

Il Prato Fiorito di Londra

Se c’è una vista immancabile di Londra è certamente quella che si gode in cima a Primrose Hill, la collina della primula, che si trova poco più a nord del Regent’s park, uno dei famosi parchi Londinesi più belli e dove si può trovare lo Zoo.

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Certo non alta dal punto di vista delle colline Italiani (solo 63 metri di altezza) la collina della primula propone però un panorama mozzafiato della grande metropoli.

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Primrose Hill è anche un luogo di alta spiritualità. Fu qui che il sommo poeta, William Blake, sentì la propria epifania quando scrisse ‘ho conversato col sole spirituale; l’ho visto sulla collina della primula.’ (‘I have conversed with the spiritual sun. I saw him on Primrose Hill’) – parole che sono incise in un semi cerchio di pietra di York in cima alla collina.

Inoltre, il grande poeta gallese Iolo Morganwg qui tenne, il 21 giugno del 1792, la prima moderna riunione dei bard (vati) dell’antica religione celtica; un evento che diede nascita al National Eisteddfod, il maggior festival di musica, poesia e le arti celtiche nel quale il giovane Luciano Pavarotti partecipò col babbo nel 1955.

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Ieri il ‘prato fiorito’ di Londra era veramente incantevole. Approcciandolo attraverso un piccolo quartiere, un tipico esempio di ‘villaggio urbano’ che caratterizza Londra, luogo amato da poeti come Yeats, Dylan Thomas e Sylvia Plath che qui trovarono alloggio, da non escludere il caro amico e collaboratore di Karl Marx, Friedrich Engels; con negozietti tipici, pub accoglienti e ristori di alta qualità, mi sono chiesto dove altro potrei trovare questo matrimonio mistico tra città e campagna che poche altre metropoli possono offrire.

Come Blake, mi sono riempito del colloquio con il sole spirituale (e anche fisico, poiché in questi giorni Londra gode di una gloriosa estate) e mi sono fissato gli occhi su una delle più belle ed affascinanti città del mondo.

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Spirito grande
di una città unica:
colle primula.

Dove Visse Peter Pan

Londra è famosa per suoi parchi. Tra questi i parchi reali, le antiche riserve di caccia dei re sono tra i più belli. Proprio nel centro di Londra si può fare una camminata di parecchi kilometri attraverso un parco reale dopo l’altro, sempre immerso nel verde.

Prendendo la metropolitana a Notting Hill Gate, un distretto reso ancora più noto dall’ononimo film con Julia Roberts e Hugh Grant, si può attraversare Kensington gardens, Hyde park, Green park e Saint James Park per arrivare a Parliament square e Westminster Abbey.

Questo giro, in gran parte, lo feci l’altro giorno, e ogni parco serba le sue bellezze particolari.

Parlando solo di Kensington gardens, l’antico giardino dell’omonimo Palazzo dove visse la giovane principessa Victoria, la principessa Diana ed ora la Megan e Harry, si possono notare spunti bellissimi anche nei cupi giorni d’inverno.

Nelle mie foto vedrete il sentiero segnato che commemora la principessa Diana, il laghetto rotondo davanti al Palazzo, la statua dell’energia fisica, capolavoro di G. F. Watts che la rappresenta in forma di cavallo e cavaliere, degli antichi castagni, la graziosa statua del perennemente giovanile Peter Pan, il Serpentine, il lago dove si annego’ Harriet, la prima moglie di Shelley, la grande varietà di uccelli acquatici, incluso il cormorano, i giardini italiani con le loro fontane, dono del principe Alberto alla moglie-regina Victoria, la nicchia, disegnata da Wren, della regina Anna, tra molte altre belle cose.

 

Potrete immaginare quanto più risaltate saranno le bellezze di questi parchi quando arriva la primavera!

Come uno disse:
sempre dopo l’inverno
la primavera…

Il Teashop nel Parco

”The cup that cheers”, ‘la tazza che rallegra’, si applica alla consueta tazza di tè che il tipico inglese trova sia la panacea a qualsiasi problema della vita.

Come in Italia si può bere un buon caffè così in Inghilterra si può gustare un tè fatto come si deve.

Una volta le foglie di tè, trasportate dalle colonie orientali dell’impero, erano una comodità veramente preziosa e furono conservate in barattoli preziosi chiamati ‘tea caddies’ con lucchetti per impedire i ladretti di famiglia.

I grandi velieri chiamati ‘clipper’ erano stati costruiti per essere i più veloci e per arrivare al mercato del tè per primo e così comandare i prezzi più favorevoli per le loro preziose merci. Ne rimane un clipper superstite, il ‘Cutty Sark’, a Greenwich: un tesoro di nave che conosco da piccolo.

Nel parco del vicino villaggio di Charlton a Londra (non è altra, Londra, che un agglomerazione di villaggi) esiste uno dei miei preferiti luoghi dove bere la tazza che rallegra. Si chiama ‘old cottage cafè’ e serve anche un buon caffè, tramezzini, il tipico English breakfast, e altri piatti.

Per me la cosa piu’ amabile è la sua eccentricità tipicamente inglese. L’interno è appeso con quadretti che variano dalla Leonardesca Ginevra de Benci ad una stampa della regina Vittoria. C’è, poi, una piccola biblioteca con i giornali del giorno; lo sottosfondo consiste di musica classica.

Qui si possono fare amicizie, scambiare idee ed opinioni in questa deliziosa ‘tea house’ nel parco e la dimora che una volta apparteneva alla famiglia Maryon-Wilson.

Qui veniva il re Edoardo VII per incontrare la sua amante Alice Keppel, ora sepolta nel cimitero degli allori a Firenze.

Il tramonto da qui può essere veramente squisito!

Sanguina il sole

e l’usignolo canta

sopra la città.