Da una tenera età ho conosciuto la ‘Cutty Sark’ che si trova a Greenwich. Il nome della nave viene dal scozzese per ‘camicetta per donna’.

Costruita sul fiume Clyde, Glasgow, nel 1869 per la Jock Willis Shipping Line, fu una delle ultime clipper (la parola ‘clipper’ significa sveltezza) per il trasporto del tè ed è una delle più veloci, arrivando alla fine di un lungo periodo di sviluppo del design, che s’interruppe quando le navi a vela furono sorpassate da quelle a vapore.
La velocità era importantissima perché le prime navi che sbarcavano nel porto di Londra dalla Cina comandavano i prezzi più alti nel mercato per il tè.
L’apertura del Canale di Suez nel 1869 indicava che le navi a vapore ora avevano una rotta molto più breve verso la Cina, quindi la Cutty Sark trascorse solo pochi anni nel commercio del tè prima di dedicarsi al trasporto di lana dall’Australia, dove detenne il record di velocità dei clipper della Gran Bretagna per dieci anni (73 giorni per salpare 19711 kilometri, equivalente a 270 kilometri al giorno, cioè quasi 12 kilometri all’ora.)
I miglioramenti nella tecnologia del vapore fecero sì che anche le navi a vapore gradualmente arrivassero a dominare la rotta di navigazione per l’Australia, e la nave fu venduta alla società portoghese Ferreira and Co. nel 1895 e ribattezzata ‘Ferreira’. Continuò come nave da carico fino a quando non fu acquistata nel 1922 dal capitano Wilfred Dowman, che la usò come nave da addestramento a Falmouth, in Cornovaglia. Dopo la sua morte, la Cutty Sark fu trasferita al Thames Nautical Training College, Greenhithe nel 1938, dove divenne una nave di addestramento per i cadetti come si usa ancora l’Amerigo Vespucci nella marina Italiana. (Vedere il mio post sull’Amerigo Vespucci a
https://longoio2.wordpress.com/2016/10/13/sea-fever/
E a:
https://longoio.wordpress.com/2014/03/23/a-top-secret-establishment/
Vedere anche i modellini di questi velieri in una mostra a Prato nel mio articolo a:
https://longoio.wordpress.com/2014/01/15/prato-tuscanys-manchester/
Nel 1954 la ‘Cutty Sark’ fu trasferita nel bacino di carenaggio permanente a Greenwich, Londra, per essere aperta al pubblico.
La Cutty Sark fa parte della flotta storica nazionale. È una dei soli tre rimanenti velieri del XIX secolo costruiti di legno su un telaio di ferro del XIX secolo.
Gli altri sono la ‘città di Adelaide’, arrivata a Port Adelaide, nel South Australia il 2014 per conservazione e lo scheletro spiaggiato del ’Ambassador’ del 1869 vicino a Punta Arenas, in Cile.

La nave è stata danneggiata da un incendio grave nel 2007 mentre era in fase di conservazione. Non l’ho più voluto vederla per tanto tempo dopo l’incendio, tale fu questo magnifico veliero vicino al cuore. Poi, quando la rividi, non mi piaceva per niente la sua nuova sistemazione con lo scafo mezzo affondato in una struttura che sciupava le elegantissime linee del clipper.

Comunque, ho preso coraggio e l’altro giorno l’ho rivisitata. Certo, la nuova sistemazione consente di vedere l’esterno della nave molto meglio.

La ‘Cutty Sark’ non è più navigabile, però, imprigionata tra il cemento. D’altra parte tali ‘clipper’ furono costruite per una vita di non più di una ventina di anni: è, così, un miracolo che questo magnifico esemplare ha sopravvissuto fino ai giorni d’oggi.
La vita dell’equipaggio di venti sei persone è molto ben presentata, persino al tipo di cibo di cibo che mangiavano. (Per la più parte, carne secca, uova – tenevano le galline a bordo – fagioli e le lime contro lo scorbuto).
C’è anche un divertente gioco, dove si può navigare un veliero dalle Indie fino a Londra senza affondarla (c’è lo fatta io in ottanta sette giorni). Tutto è spiegato molto bene.
Interessante è la collezione di polene da altre navi: tra di loro sono Florence Nightingale e Garibaldi.
Intanto, qui ci sono degli scorci della ‘Cutty Sark’, con le cabine per l’equipaggio e il suo capitano. Notate la polena della ‘Cutty Sark’ con la sua camicetta.

Veliero, mai più volerai
per i mari del mondo:
sempre svelato.




































