Paganini on Guitar and Accordion? Yes Indeed

Few figures in musical history are as dazzlingly enigmatic as Niccolò Paganini. Celebrated across Europe for his supernatural virtuosity on the violin, he was, quite remarkably, an equally accomplished guitarist. Yet this side of his artistry was reserved for the private sphere, shielded from public display. Paganini cultivated his guitar playing in intimate settings, just as discreetly as he pursued his long and passionate liaison with Elisa Baciocchi, Princess of Lucca. It was to Lucca, after all, that he fled from the repressive atmosphere of his native Genoa, finding in this smaller but more liberal court both refuge and inspiration.

The evening began with a fascinating guided tour of the library archives of Borgo a Mozzano, whose ancient shelves still seem to hum with forgotten stories. Then followed the third concert in a series curated by Giacomo Brunini, himself a distinguished guitarist and head of the town’s Salotti Music School. This concert shone a spotlight on Paganini’s early years in Lucca—those formative yet often overlooked chapters before he became a veritable star of Europe’s concert halls, thrilling audiences from Vienna to Paris.

Into this narrative stepped the accordion—an instrument rarely associated with Paganini, yet brought vividly to life by Massimo Signorini, professor at the Parma Conservatoire and tireless advocate for the instrument’s rightful place on the concert stage. Signorini has not only unearthed new archival material relating to Paganini in Livorno, but also painstakingly transcribed and arranged the works performed during this exceptional recital.

The repertoire was far removed from mere salon trifles. (Ghiribizzo, the title gracing several of the pieces, translates aptly as “whim” or “fancy.”) The Adagio from the sonata Amoroso—an intimate evocation of two lovers’ whispered exchanges—was imbued with genuine lyrical depth. Throughout, one could sense Paganini’s genius already stirring: these youthful compositions foreshadowed the bold inventiveness of his later masterpieces, from the immortal Twenty-Four Caprices that would inspire both Rachmaninov and Andrew Lloyd Webber, to the violin concertos that pushed the techniques of Viotti and Carulli into dazzling new realms.

The duo’s performance was nothing short of revelatory. Their ensemble playing was perfectly poised; their balance and technique immaculate. It was music-making of the highest refinement, illuminating a lesser-known corner of Paganini’s output with rare sensitivity and brilliance.

Illness, however, was a constant companion throughout Paganini’s life. He was afflicted by Marfan syndrome, which lent him his spectral appearance, unnaturally long fingers, and uncanny flexibility. Later came syphilis and tuberculosis. Yet despite this catalogue of maladies, he lived to the age of fifty-eight, dying in 1840 without having received the last rites. His refusal was not born of unbelief but of a stubborn conviction that the time had not yet come. Rumour, ever eager to weave its legends, transformed this private decision into evidence of a diabolical pact—an idea that clung to his posthumous reputation. His burial was delayed; his body wandered as restlessly in death as he had in life, until at last it was laid to rest in Parma in an elegant neoclassical tomb.

What a figure he was—violinist, lover, adventurer, composer, a man who bewitched Europe. How precious it would be to hear his playing today! Yet he lived before recording could capture such magic. Still, wandering through the serene, sunlit rooms of the Villa Reale at Marlia, where Paganini once tutored Princess Elisa, one might almost catch an echo of the spell his music cast upon his contemporaries—and perhaps most powerfully, upon the Princess herself.

The concert series continues: the next event will be held at the Museo della Memoria in Borgo, preceded by a guided visit to the nearby Gothic Line bunkers—a fitting blend of music, history, and landscape.


Paganini alla chitarra e alla fisarmonica? Sì, certo.

Poche figure nella storia della musica sono così abbagliantemente enigmatiche come Niccolò Paganini. Celebrato in tutta Europa per il suo virtuosismo soprannaturale al violino, era, cosa piuttosto notevole, un chitarrista altrettanto abile. Eppure questo lato della sua arte era riservato alla sfera privata, al riparo dall’esposizione pubblica. Paganini coltivò la sua abilità chitarristica in contesti intimi, con la stessa discrezione con cui coltivò la sua lunga e appassionata relazione con Elisa Baciocchi, Principessa di Lucca. Dopotutto, fu a Lucca che fuggì dall’atmosfera repressiva della sua nativa Genova, trovando in questa corte più piccola ma più liberale rifugio e ispirazione.

La serata è iniziata con un’affascinante visita guidata all’archivio della biblioteca di Borgo a Mozzano, i cui antichi scaffali sembrano ancora risuonare di storie dimenticate. È seguito il terzo concerto di una serie curata da Giacomo Brunini, egli stesso un illustre chitarrista e direttore della Scuola di Musica Salotti della città. Questo concerto ha messo in luce i primi anni di Paganini a Lucca, quei capitoli formativi ma spesso trascurati prima che diventasse una vera e propria star delle sale da concerto europee, entusiasmando il pubblico da Vienna a Parigi.

In questa narrazione è entrata la fisarmonica, uno strumento raramente associato a Paganini, eppure vividamente riportato in vita da Massimo Signorini, professore al Conservatorio di Parma e instancabile sostenitore del giusto posto dello strumento sul palcoscenico concertistico. Signorini non solo ha portato alla luce nuovo materiale d’archivio relativo a Paganini a Livorno, ma ha anche meticolosamente trascritto e arrangiato le opere eseguite durante questo eccezionale recital.

Il repertorio era ben lontano dalle semplici inezie da salotto. (Ghiribizzo, il titolo che impreziosisce molti dei brani, si traduce appropriatamente come “capriccio” o “fantasia”). L’Adagio della sonata Amoroso, un’intima evocazione dei sussurri di due amanti, era intriso di autentica profondità lirica. In tutto il brano, si percepiva già il genio di Paganini in fermento: queste composizioni giovanili prefiguravano l’audace inventiva dei suoi capolavori successivi, dagli immortali Ventiquattro Capricci che avrebbero ispirato sia Rachmaninov che Andrew Lloyd Webber, ai concerti per violino che spinsero le tecniche di Viotti e Carulli verso nuovi, abbaglianti orizzonti.

L’esecuzione del duo fu a dir poco rivelatrice. Il loro ensemble era perfettamente equilibrato; il loro dialogo e la loro tecnica impeccabili. Fu una creazione musicale di altissima raffinatezza, che illuminò un angolo meno noto della produzione di Paganini con rara sensibilità e brillantezza.

La malattia, tuttavia, fu una compagna costante per tutta la vita di Paganini. Era affetto dalla sindrome di Marfan, che gli conferì il suo aspetto spettrale, dita innaturalmente lunghe e una straordinaria flessibilità. Più tardi arrivarono la sifilide e la tubercolosi. Eppure, nonostante questo catalogo di malattie, visse fino all’età di cinquantotto anni, morendo nel 1840 senza aver ricevuto l’estrema unzione. Il suo rifiuto non nacque dall’incredulità, ma dalla ostinata convinzione che il momento non fosse ancora giunto. La diceria, sempre desiderosa di tessere le sue leggende, trasformò questa decisione privata nella prova di un patto diabolico, un’idea che si aggrappò alla sua reputazione postuma. La sua sepoltura fu ritardata; il suo corpo vagò inquieto nella morte come aveva fatto in vita, finché non fu infine sepolto a Parma in un’elegante tomba neoclassica.

Che figura fu: violinista, amante, avventuriero, compositore, un uomo che stregò l’Europa. Quanto sarebbe prezioso ascoltare le sue registrazioni dal vivo oggi! Eppure visse prima che la registrazione potesse catturare tale magia. Passeggiando però per le serene e soleggiate stanze della Villa Reale di Marlia, dove Paganini un tempo fu precettore della Principessa Elisa, si potrebbe quasi cogliere un’eco dell’incantesimo che la sua musica esercitò sui suoi contemporanei e, forse in modo più potente, sulla Principessa stessa.

La serie di concerti continua: il prossimo evento si terrà al Museo della Memoria di Borgo, preceduto da una visita guidata ai vicini bunker della Linea Gotica, un perfetto connubio tra musica, storia e paesaggio.

Railtrack sit-down

Yesterday, protests against the horrors in Gaza spread across Italy, throwing public transport into chaos. Our dear friend and former colleague from Australia landed at Pisa in the afternoon and, despite the disruption, managed to get as far as Lucca station—where she found herself right in the middle of the demonstrations. People were sitting on the tracks, halting the trains, and she filmed some of the scenes.

Another friend of ours was also there. He joined the march but said he hadn’t taken part in the sit-down at the station, since it wasn’t part of the authorised route. Eventually the protesters dispersed, and our Australian traveller finally reached Bagni—later than expected, yes, but just in time to share a delicious pizza at Bidiba.

What struck her most was how calm and peaceful the protest was. Police were barely visible, a real contrast to Australia, where riot squads would almost certainly have been called in. Good for Italy—and good for us—that M eventually made it.

May the world wake up to how strong and widespread public feeling is regarding these crimes against humanity, which scar far too much of our broken world. And may peaceful solutions come sooner rather than later.

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Ieri, le proteste contro gli orrori di Gaza si sono diffuse in tutta Italia, gettando nel caos i trasporti pubblici. La nostra cara amica ed ex collega australiana è atterrata a Pisa nel pomeriggio e, nonostante i disagi, è riuscita ad arrivare fino alla stazione di Lucca, dove si è ritrovata proprio nel mezzo delle manifestazioni. La gente era seduta sui binari, fermando i treni, e lei ha filmato alcune scene.

Anche un altro nostro amico era lì. Si è unito al corteo, ma ha detto di non aver preso parte all’occupazione in stazione, poiché non faceva parte del percorso autorizzato. Alla fine i manifestanti si sono dispersi e la nostra viaggiatrice australiana ha finalmente raggiunto Bagni, più tardi del previsto, sì, ma giusto in tempo per condividere una deliziosa pizza da Bidiba.

Ciò che l’ha colpita di più è stata la calma e la pace della protesta. La polizia era appena visibile, in netto contrasto con l’Australia, dove quasi certamente sarebbero state chiamate le squadre antisommossa. Un bene per l’Italia, e un bene per noi, che M alla fine ce l’abbia fatta.

Che il mondo si svegli e si renda conto di quanto sia forte e diffuso il sentimento pubblico nei confronti di questi crimini contro l’umanità, che segnano fin troppo il nostro mondo distrutto. E che soluzioni pacifiche arrivino prima possibile.

Of Arranged Marriages and Feminicide

Reading the papers at my local bar yesterday, I came across a story that reflects a situation unfortunately becoming more frequent in Italy today. It concerns a young girl from the province of Romagna.

Two parents were arrested by the Carabinieri in Rimini for forcing their daughter into an arranged marriage in Bangladesh.

Investigators revealed that between November 2024 and April 2025, the parents had coerced their daughter into an arranged marriage that took place in Bangladesh on 17 December 2024.

The parents allegedly tricked the girl into travelling there under a false pretext. Upon arrival, they confiscated her documents and credit card, at which point she discovered the real reason for the trip. She was constantly monitored, threatened, and abused, and was ultimately forced to marry a much older man from a wealthy family.

After the wedding, her situation deteriorated further. She was reportedly forced to take medication intended to facilitate pregnancy and tranquilizers to weaken her resistance.

By cleverly exploiting her relatives’ desire for a quick pregnancy, the young woman managed to persuade her parents to let her return temporarily to Italy “to relax.” Upon her arrival at Bologna Airport in April, she was immediately taken into care by social services and transferred to a secure location. There she told investigators what had happened. She also received support from local organizations assisting women who are victims of violence and abuse, working closely with the Carabinieri. The parents were located at their home and placed under house arrest.

In this case, the girl fortunately survived. Sadly, others have not been so lucky.

One of the most shocking cases was the murder of Saman Abbas, an 18-year-old of Pakistani origin who disappeared on 1 May 2021 in Novellara, Reggio Emilia province.

At first, authorities believed she had voluntarily run away. But a month later, after testimony from her boyfriend about the violence and threats she had endured, it became clear that she had been murdered.

The parents’ sudden flight to Pakistan aroused further suspicion, especially as they had abandoned their home without explanation. The motive was later discovered: Saman had refused to marry her cousin in Pakistan in 2020, when she was 17. She had also reported her parents for abuse, forced marriage, and confiscation of her passport.

The investigation began in May 2021. Following the family’s return from Pakistan, the discovery of Saman’s body, and compelling video and witness evidence, her parents, Shabbar Abbas and Nazia Shaheen, were eventually sentenced to life imprisonment after two trials. Her uncle, Danish Hasnain, received 22 years for his involvement.

My three observations on ‘Honour’ Killings in Italy

1. Arranged marriages are not a foreign concept in Italy’s past.

Until relatively recently, arranged marriages existed here too—from dynastic unions among the aristocracy to marriages of convenience among peasants. Such arrangements were often welcomed by the couple and not seen as violations of personal freedom.

The difference between Italy and countries like Pakistan lies in the consequences of disobedience: Italian parents rarely killed their daughters for refusing such marriages. There was often room for young women to defy family expectations, sometimes by eloping with their lovers—just as Alessandro Manzoni famously portrayed in his classic novel I Promessi Sposi.

2. Italian society has changed profoundly in recent decades.

Even as recently as the 1960s, divorce was unthinkable, unmarried pregnancy almost automatically led to marriage, and single parents were typically widowed.

Today, a girl from Bangladesh, Pakistan, or another country with more traditional norms may find herself a minority at school, where classmates enjoy social freedoms—parties, travel, sports, dating—that she too may wish to embrace. Naturally, many such girls try to integrate into Italian society, which values openness and social interaction.

By contrast, in the UK, some urban areas have large communities from similar ethnic backgrounds. This can make it easier for young people to maintain their parents’ traditions and reduce the pressure to integrate into wider cultural norms. This does not mean honour killings don’t occur there—they tragically do—but the social dynamics differ.

3. ‘Honour’ killings are not declining in Italy. Statistics are ambiguous, but several high-profile cases indicate that such crimes persist. One example is Sana Cheema, an Italian citizen of Pakistani origin, who was killed after refusing a marriage arranged by her family.

Although Italy introduced legal reforms in 2019 making forced and arranged marriages criminal offences under domestic violence law, society still struggles with the broader issue of feminicide.At root, the motives are similar: an unwillingness to accept that women are autonomous individuals, not property, and have the right to choose whom to be with—or not to be with.

Cases like these often attract considerable media and public attention, sparking debates about immigrant integration, women’s rights, and protection measures.

Italy does not have Europe’s highest femicide rate; per capita, its female homicide rates are lower than those of Latvia, Lithuania, Estonia, and some Central and Eastern European countries. However, Italy has a high proportion of female homicides committed within domestic or intimate partner contexts.

For example, in 2022:

Of 125 female homicide victims, 103 were killed in a domestic context.

67 were murdered by a partner or ex-partner.

61 of those victims were women.

So while Italy doesn’t top Europe’s list in terms of overall femicide rates, it still faces serious challenges regarding domestic violence.

Just turn on the Italian TV news any day and watch the cronaca (crime reports) to understand why this remains a constant topic of public debate and daytime talk shows….

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Leggendo ieri i giornali al mio bar preferito mi sono imbattuto in una storia che riflette una situazione che purtroppo sta diventando sempre più frequente in Italia. Riguarda una ragazza della provincia di Romagna.

Due genitori sono stati arrestati dai Carabinieri di Rimini per aver costretto la figlia a un matrimonio combinato in Bangladesh.

Gli investigatori hanno rivelato che tra novembre 2024 e aprile 2025, i genitori avevano costretto la figlia a un matrimonio combinato, celebrato in Bangladesh il 17 dicembre 2024.

I genitori avrebbero ingannato la ragazza convincendola a recarsi lì con un falso pretesto. Al suo arrivo, le hanno confiscato i documenti e la carta di credito, e a quel punto ha scoperto il vero motivo del viaggio. È stata costantemente monitorata, minacciata e abusata, e alla fine è stata costretta a sposare un uomo molto più anziano di lei, proveniente da una famiglia benestante.

Dopo il matrimonio, la sua situazione è ulteriormente peggiorata. Secondo quanto riferito, è stata costretta ad assumere farmaci per favorire la gravidanza e tranquillanti per indebolire la sua resistenza.

Sfruttando abilmente il desiderio dei suoi parenti di una gravidanza rapida, la giovane è riuscita a convincere i genitori a lasciarla tornare temporaneamente in Italia “per rilassarsi”. Al suo arrivo all’aeroporto di Bologna ad aprile, è stata immediatamente presa in carico dai servizi sociali e trasferita in un luogo sicuro. Lì ha raccontato agli investigatori l’accaduto. Ha anche ricevuto supporto da organizzazioni locali che assistono le donne vittime di violenza e abusi, in stretta collaborazione con i Carabinieri. I genitori sono stati rintracciati presso la loro abitazione e posti agli arresti domiciliari.

In questo caso, la ragazza è fortunatamente sopravvissuta. Purtroppo, altri non sono stati così fortunati.

Uno dei casi più sconvolgenti è stato l’omicidio di Saman Abbas, una diciottenne di origine pakistana scomparsa il 1° maggio 2021 a Novellara, in provincia di Reggio Emilia.

Inizialmente, le autorità hanno creduto che fosse fuggita volontariamente. Ma un mese dopo, dopo la testimonianza del suo fidanzato sulle violenze e le minacce che aveva subito, divenne chiaro che era stata assassinata.

L’improvvisa fuga dei genitori in Pakistan suscitò ulteriori sospetti, soprattutto perché avevano abbandonato la loro casa senza dare spiegazioni. Il movente fu scoperto in seguito: Saman si era rifiutata di sposare il cugino in Pakistan nel 2020, quando aveva 17 anni. Aveva anche denunciato i genitori per abusi, matrimonio forzato e confisca del passaporto.

L’indagine è iniziata nel maggio 2021. Dopo il ritorno della famiglia dal Pakistan, il ritrovamento del corpo di Saman e la presentazione di convincenti video e testimonianze, i suoi genitori, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, sono stati condannati all’ergastolo dopo due processi. Suo zio, Danish Hasnain, ha ricevuto una condanna a 22 anni per il suo coinvolgimento.

Le mie tre osservazioni sui delitti d’onore in Italia

1. I matrimoni combinati non sono un concetto estraneo al passato italiano.

Fino a tempi relativamente recenti, i matrimoni combinati esistevano anche qui: dalle unioni dinastiche tra l’aristocrazia ai matrimoni di convenienza tra i contadini. Tali accordi erano spesso ben accetti dalla coppia e non venivano visti come violazioni della libertà personale.

La differenza tra l’Italia e paesi come il Pakistan risiede nelle conseguenze della disobbedienza: i genitori italiani raramente uccidevano le proprie figlie per aver rifiutato tali matrimoni. Spesso le giovani donne avevano la possibilità di sfidare le aspettative familiari, a volte fuggendo con i loro amanti, proprio come Alessandro Manzoni ha notoriamente descritto nel suo romanzo classico I Promessi Sposi.

2. La società italiana è cambiata profondamente negli ultimi decenni.

Anche negli anni ’60, il divorzio era impensabile, una gravidanza senza il matrimonio portava quasi automaticamente al matrimonio e i genitori single erano tipicamente vedovi.

Oggi, una ragazza proveniente dal Bangladesh, dal Pakistan o da un altro paese con norme più tradizionali può ritrovarsi a essere una minoranza a scuola, dove i compagni di classe godono di libertà sociali – feste, viaggi, sport, appuntamenti – che anche lei potrebbe desiderare di abbracciare. Naturalmente, molte di queste ragazze cercano di integrarsi nella società italiana, che valorizza l’apertura e l’interazione sociale.

Al contrario, nel Regno Unito, alcune aree urbane ospitano grandi comunità con background etnici simili. Questo può rendere più facile per i giovani mantenere le tradizioni dei genitori e ridurre la pressione a integrarsi in norme culturali più ampie. Ciò non significa che i delitti d’onore non si verifichino lì – tragicamente sì – ma le dinamiche sociali sono diverse.

3. I delitti d’onore non sono in calo in Italia. Le statistiche sono ambigue, ma diversi casi di alto profilo indicano che tali crimini persistono. Un esempio è Sana Cheema, una cittadina italiana di origine pakistana, uccisa dopo aver rifiutato un matrimonio combinato dalla sua famiglia.

Sebbene l’Italia abbia introdotto riforme legislative nel 2019 che hanno reso i matrimoni forzati e combinati reati penali ai sensi della legge sulla violenza domestica, la società si scontra ancora con la questione più ampia del femminicidio. Alla radice, le motivazioni sono simili: la riluttanza ad accettare che le donne siano individui autonomi, non proprietà, e abbiano il diritto di scegliere con chi stare o non stare.

Casi come questi spesso attirano notevole attenzione da parte dei media e dell’opinione pubblica, innescando dibattiti sull’integrazione degli immigrati, sui diritti delle donne e sulle misure di protezione.

L’Italia non ha il tasso di femminicidio più alto d’Europa; i tassi pro capite di omicidi femminili sono inferiori a quelli di Lettonia, Lituania, Estonia e alcuni paesi dell’Europa centrale e orientale. Tuttavia, l’Italia ha un’alta percentuale di omicidi femminili commessi in contesti domestici o di coppia.

Ad esempio, nel 2022:

Delle 125 vittime di omicidio femminile, 103 sono state uccise in un contesto domestico.

67 sono state uccise da un partner o ex partner.

61 di queste vittime erano donne.

Quindi, sebbene l’Italia non sia al primo posto in Europa in termini di tassi complessivi di femminicidio, deve ancora affrontare gravi sfide per quanto riguarda la violenza domestica. Basta accendere il telegiornale italiano un giorno qualsiasi e guardare la cronaca per capire perché questo rimane un argomento costante del dibattito pub

Where are we going?

The recent demonstrations in support of British identity drew massive crowds—a striking display of unease sweeping across the UK. Young and old, left and right, atheist and believer, carnivore and vegan, women and men—all stood together.

What binds them is patriotism: the conviction that pride in one’s country matters, that the British way of life deserves to be upheld.

But patriotism unites while nationalism can divide. I recently visited parts of Europe scarred by nationalist aggression in two world wars. That history has forged nations fiercely protective of their identity.

Central and Eastern European countries impress with their ethnic homogeneity and cultural distinctiveness. In Poland, more than half the population are practicing Catholics, and faith shapes politics, society, and national identity itself. By contrast, Muslims constitute just 0.1% of Slovakia’s population, compared with 6.6% in the UK—a sixty-five-fold difference. Slovakia has no mosques, and government policy ensures it likely will remain that way.

Visiting these countries felt like stepping back to my childhood in London, when black faces were largely confined to Brixton, Asians to Southall, and Sundays were quiet and uneventful.

Change is inevitable; some welcome it. But in the UK, the pace is jarring. Cities where white populations are now a minority are rising. Assimilation has limits, and many fear that British identity—the way of life itself—is at risk.

Ironically, Brexit, sold by the far right-wing as a path to restore Britain’s identity, has coincided with the replacement of white Europeans of Christian heritage by people from distant continents, cultures, and traditions.

The future of the UK is uncertain. But the debate over identity, belonging, and the speed of change is no longer a quiet concern—it has erupted into the streets, demanding attention.


Le recenti manifestazioni a sostegno dell’identità britannica hanno attirato folle enormi, una sorprendente dimostrazione di disagio che sta dilagando nel Regno Unito. Giovani e anziani, sinistra e destra, atei e credenti, carnivori e vegani, donne e uomini: tutti uniti.

Ciò che li unisce è il patriottismo: la convinzione che l’orgoglio per il proprio Paese sia importante, che lo stile di vita britannico meriti di essere rispettato.

Ma il patriottismo unisce, mentre il nazionalismo può dividere. Di recente ho visitato zone d’Europa segnate dall’aggressione nazionalista in due guerre mondiali. Quella storia ha forgiato nazioni ferocemente attente alla propria identità.

I paesi dell’Europa centrale e orientale colpiscono per la loro omogeneità etnica e la loro specificità culturale. In Polonia, più della metà della popolazione è cattolica praticante e la fede plasma la politica, la società e l’identità nazionale stessa. Al contrario, i musulmani costituiscono solo lo 0,1% della popolazione slovacca, rispetto al 6,6% del Regno Unito, una differenza di sessantacinque volte. La Slovacchia non ha moschee e la politica governativa fa sì che probabilmente rimarrà tale.

Visitare questi paesi è stato come tornare indietro alla mia infanzia a Londra, quando i volti neri erano per lo più confinati a Brixton, gli asiatici a Southall, e le domeniche erano tranquille e senza eventi.

Il cambiamento è inevitabile; alcuni lo accolgono con favore. Ma nel Regno Unito, il ritmo è sconvolgente. Le città in cui la popolazione bianca è ormai una minoranza stanno crescendo. L’assimilazione ha dei limiti e molti temono che l’identità britannica – lo stile di vita stesso – sia a rischio.

Ironicamente, la Brexit, spacciata dall’estrema destra per un percorso per ripristinare l’identità britannica, ha coinciso con la sostituzione degli europei bianchi di civiltà forgiate dal cristianesimo con persone provenienti da continenti, culture e tradizioni aliene.

Il futuro del Regno Unito è incerto. Ma il dibattito sull’identità, l’appartenenza e la velocità del cambiamento non è più una preoccupazione silenziosa: è esploso nelle strade, esigendo attenzione.

Lovely Levoca

Showers came and went yesterday, but we carried on exploring Levoča. The museum in the old town hall drew us in with its mix of firearms, manuscripts, paintings and former punishment devices. A second section was lighter, with drawings by a Levoča illustrator and some modern paintings.

The highlight of the morning was the old Franciscan Minorite monastery, where we saw reproductions of Master Paul’s famous wooden altarpiece from St. James’s basilica. Being able to study the details up close made me appreciate his carving all the more. The adjoining church of St. Ladislaus, simple in form, dazzled us with its lavish Baroque decoration.

By lunchtime we were hungry, and a cozy restaurant tucked into the old town walls was the perfect find.

Later, we stepped inside a burgher’s house lovingly restored by my old university contemporary. Vaulted ceilings, elegant columns, deep cellars, warm furnishings and significant pictures made it feel both historic and homely. It was an excellent venue to have tea and cakes with his family and friends.

The day ended on another high note with the Indian Summer Festival: a Haydn Sun Quartet, a pretty piece by the Czech composer Ryba, and finally a glowing Mozart quintet. The second viola added to the ensemble gave the music a richness that seemed to fill the whole hall.

The festival, running since 2009, has included many performers now internationally known including Julian Lloyd-Webber. It has brought added cultural prestige to Levoca, something which the town council has recognized by giving its president, my colleague’s wife Nadia, Freeperson honour of the borough.


Ieri gli acquazzoni sono andati e venuti, ma abbiamo continuato a esplorare Levoča. Il museo nel vecchio municipio ci ha attirato con il suo mix di armi da fuoco, manoscritti, dipinti e antichi strumenti punitivi. Una seconda sezione era più luminosa, con disegni di un illustratore di Levoča e alcuni dipinti moderni.

Il momento clou della mattinata è stato l’antico monastero francescano dei Minoriti, dove abbiamo visto le riproduzioni della famosa pala d’altare lignea del Maestro Paolo, proveniente dalla Cattedrale di San Giacomo. Poterne studiare i dettagli da vicino mi ha fatto apprezzare ancora di più la sua scultura. L’adiacente chiesa di San Ladislao, dalle forme semplici, ci ha abbagliato con la sua sontuosa decorazione lignea barocca.

All’ora di pranzo avevamo fame e un accogliente ristorante nascosto tra le mura della città vecchia è stata la scelta perfetta. Più tardi, siamo entrati in una casa borghese amorevolmente restaurata dal mio ex collega universitario. Soffitti a volta, eleganti colonne, profonde cantine, arredi caldi e quadri significativi la rendevano allo stesso tempo storica e accogliente. Era un luogo eccellente per prendere un tè e mangiare dolci con la moglie e gli amici.

La giornata si è conclusa con un’altra nota positiva, con l’Indian Summer Festival: un Haydn Sun Quartet, un bel brano del compositore ceco Ryba e, infine, un brillante quintetto di Mozart. La seconda viola aggiunta all’ensemble ha conferito alla musica una ricchezza che sembrava riempire l’intera sala.

Il festival, attivo dal 2009, ha visto la partecipazione di molti artisti di fama internazionale, tra cui Julian Lloyd-Webber. Ha conferito ulteriore prestigio culturale a Levoca, un riconoscimento che il consiglio comunale di Levoca ha conferito alla sua presidente, la moglie del mio collega, l’onorificenza drl comune.

Capturing the Moment

Sergio Garbari’s retrospective exhibition at Borgo degli Artisti gallery shows again what a brilliant photographer he is.

Examples are drawn from different stages of Sergio’s development: from classic black and white shots when Garbari was official photographer of the Uffizi gallery to vintage views of Lucca to restoration of archival prints to experiments with infra-red to sociological projects to visual abstractions to immaculate insights into our beautiful part of the world.

There can be few finer practitioners of photographic art than Sergio. Born in Bagni di Lucca in 1955, Gsrbsri has had a passion for photography since his youth. After graduating from the Vallisneri School in Lucca, he moved to Florence in 1976 to attend the Faculty of Architecture. While studying, he developed his photography skills, learning film development and black-and-white printing techniques. In 1978, he entered a competition run by the Ministry of Cultural Heritage and joined the Superintendency of Artistic and Historic Heritage of Siena as a photographer. In 1981, he was appointed to the Uffizi Photographic Cabinet in Florence.

Over the years I have documented several of Garbari’s exhibitions in the following articles:

Suzie Clarke:
https://wp.me/p8ybdb-9zM

Working women:
https://wp.me/p8ybdb-3RS

Women coming from another country and settling here:
https://wp.me/p8ybdb-3KY

War memorials:
https://wp.me/p8ybdb-37V

Infra-Red:
https://wp.me/p4KnVs-7Yt

The exhibition will be open until August 20th from 10:00 am to 12:00 pm and from 6:00 pm onwards.


La mostra retrospettiva di Sergio Garbari alla galleria Borgo degli Artisti dimostra ancora una volta la sua brillantezza come fotografo.

Gli esempi provengono da diverse fasi del percorso di Sergio: dai classici scatti in bianco e nero, quando Garbari era fotografo ufficiale della Galleria degli Uffizi, alle vedute d’epoca di Lucca, al restauro di stampe d’archivio, agli esperimenti con l’infrarosso, ai progetti sociologici, alle astrazioni visive, fino alle intuizioni immacolate sulla nostra splendida parte del mondo.

Pochi possono essere migliori professionisti dell’arte fotografica di Sergio. Nato a Bagni di Lucca nel 1955, Sergio ha coltivato la passione per la fotografia fin da giovane. Dopo essersi diplomato alla Scuola Vallisneri di Lucca, si è trasferito a Firenze nel 1976 per frequentare la Facoltà di Architettura. Durante gli studi, ha sviluppato le sue capacità fotografiche, imparando le tecniche di sviluppo e stampa in bianco e nero. Nel 1978 ha partecipato a un concorso indetto dal Ministero dei Beni Culturali ed è entrato a far parte della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Siena come fotografo. Nel 1981 fu nominato responsabile del Gabinetto Fotografico degli Uffizi di Firenze.

Nel corso degli anni ho documentato diverse mostre di Garbari nei seguenti articoli:

Suzie Clarke:
https://wp.me/p8ybdb-9zM

Donne che lavorano:
https://wp.me/p8ybdb-3RS

Donne provenienti da un altro paese che si stabiliscono qui:
https://wp.me/p8ybdb-3KY

Monumenti ai caduti:
https://wp.me/p8ybdb-37V

Infrarossi:
https://wp.me/p4KnVs-7Yt

La mostra sarà aperta fino al 20 agosto dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 18:00 in poi.

Fly like an Arrow

So Heathrow (such an ugly name for an airport) is proposing a third runway for the umpteenth time.

Fifty billion quid to be spent on a project that will take at least ten years to complete (and will be out of date well before then) enhancing ecological damage, traffic chaos on the M25 car park, noise levels for over ten million inhabitants, wildlife destruction etc. etc.

I visited Rome as a fourteen year old starting my journey from Victoria station on the ‘Golden Arrow’. Our school journey to Greece was also by rail: to Brindisi and ferry to Patras. As late as 1977 my local High Street travel agent (yes they still existed then) issued me with the best (and cheapest) option to Sicily … a train ticket.

The majority of flights from UK are short-haul, journeys which could easily be achieved by an efficient high-speed and connectable network. A lot is being done these days to improve the network throughout the EU for Europe is ideal for rail travel and its network remains very extensive.

Look at China. That country covers 94% of the area of Europe and its inhabitants travel by rail rather than by plane. Not surprising – China has over 42,000 kilometers of high-speed rail lines, while the UK currently operates just 114 kilometers!

So let’s spend those fifty billions on restoring a European-wide rail network back to the glory it once was when the ‘Golden Arrow’ was the gateway to the continent and when the UK rail network needn’t be shamed by Far Eastern visitors.


Quindi Heathrow (lett.= ‘fila di brughiere’ – che brutto nome per un aeroporto) propone una terza pista per l’ennesima volta.

Cinquanta miliardi di sterline da spendere per un progetto che richiederà almeno dieci anni per essere completato (e sarà obsoleto ben prima di allora), aggravando il danno ecologico, il caos del traffic, i livelli di rumore per oltre dieci milioni di abitanti, la distruzione della fauna selvatica, ecc. ecc.

Ho visitato Roma a quattordici anni, iniziando il mio viaggio dalla stazione Victoria con la “Freccia d’Oro”. Anche il nostro viaggio scolastico in Grecia è stato in treno: fino a Brindisi e traghetto per Patrasso. Ancora nel 1977 la mia agenzia di viaggi locale mi ha suggerito l’opzione più economica per la Sicilia… in treno.

La maggior parte dei voli dal Regno Unito sono voli a corto raggio, che potrebbero essere facilmente coperti da una rete efficiente ad alta velocità e ben collegata. Oggigiorno si sta facendo molto per migliorare la rete in tutta l’UE, perché l’Europa è ideale per i viaggi in treno e la sua rete raggiunge la maggior parte delle zone.

Guardate la Cina. Quel paese copre il 94% della superficie europea e i suoi abitanti viaggiano in treno anziché in aereo. Non sorprende: ha oltre 42.000 chilometri di linee ferroviarie ad alta velocità, mentre il Regno Unito ne gestisce attualmente solo 114!

Spendiamo quindi quei cinquanta miliardi per ripristinare la rete ferroviaria europea e riportarla allo splendore di un tempo, quando la ‘Freccia d’Oro’ era la porta d’accesso al continente e non doveva essere messa in ombra dai visitatori dell’Estremo Oriente.